Rignano Flaminio Alcune denunce presentate da genitori del paese avrebbero dato il via a un’operazione dei carabinieri
Asilo perquisito, l’ombra della pedofilia
Il sindaco Coletta: «Sono stupefatto, voglio saperne di più». Ma tra la gente serpeggia la paura
di GIOVANNI CAVALLINI OPERAZIONE antipedofilia condotta dai carabinieri a Rignano Flaminio, cittadina alle porte della Capitale.
Nella mattinata di ieri gli inquirenti si sono recati nel plesso scolastico che ospita la scuola materna per effettuare una perquisizione. Una visita questa, secondo indiscrezioni, scaturita da denunce effettuate da alcuni genitori per presunti episodi di violenza sessuale. Sull’operazione investigativa ancora in corso, comunque, vige il più stretto riserbo da parte degli inquirenti e inoltre non si conoscono i tempi relativi alla conclusione delle indagini. A oggi, sempre secondo indiscrezioni, non stati emessi provvedimenti di alcun genere ma sono state compiute soltanto perquisizioni negli ambienti scolastici. «Nella giornata di ieri l’attività scolastica – ha precisato il sindaco di Rignano Flaminio Ottavio Coletta – non è stata interrotta. Ho saputo della perquisizione – prosegue – mentre mi stavo recando in Comune. In un primo momento pensavo che fosse uno scherzo. Poi ho raggiunto il plesso scolastico e lì ho trovato i carabinieri. Ho richiesto quindi alle autorità giudiziarie – conclude – l’acquisizione degli atti e altre informazioni utili sulla vicenda». La notizia ha fatto il giro del paese in pochi secondi. Per tutta la giornata di ieri nelle piazze, nei bar e in ogni altra parte del paese non si è fatto altro che parlare dell’operazione dei carabinieri. Genitori, scolari, personale docente e non sono rimasti con gli occhi sbalorditi, ammutoliti come non mai all’arrivo degli inquirent,i tanto che in un primo momento non riuscivano neanche a capire cosa fosse successo di così grave. Intorno a loro tutto era tranquillo, come ogni mattina. Poi con il trascorrere dei minuti è trapelato in modo informale che si trattava solo di una perquisizione. Ma adesso la cosa che più incuriosisce i cittadini sono gli eventuali risvolti della vicenda. È partita una vera e propria caccia alla verità sopratutto per ciò che concerne le vere motivazioni delle indagini. Per alcuni genitori infatti «indagini antipedofilia» è un termine troppo vago e per questo vogliono sapere cosa è realmente accaduto. Inutile nascondere che nella giornata di ieri una girandola di voci si è abbattuta sulla cittadina. Se ne sono sentite davvero di tutti i colori.
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È STATA aperta un’inchiesta dalla procura della Repubblica di Tivoli sul giro di pedofilia …
… e di abusi sessuali di cui sarebbero stati vittime gli alunni della scuola materna comunale di Rignano Flaminio.
Nei giorni scorsi, i carabinieri della compagnia di Bracciano, su delega della procura,hanno eseguito varie perquisizioni e hanno ascoltato alcune maestre e una bidella della scuola. Il personale scolastico ascoltato, hanno precisato gli inquirenti, non è in alcun modo coinvolto nell’indagine. Il loro interrogatorio era finalizzato esclusivamente a verificare se abbiano notato anomalie comportamentali nei bambini. Tanto però è bastato a far diffondere in tutto il paese una voce secondo cui la scuola sarebbe stata teatro di violenze sessuali. Una notizia shock per il piccolo centro alle porte di Roma, una notizia che ha colpito i cittadini come un fulmine a ciel sereno lasciandoli atterriti, allarmati e preoccupati. In corso sono le indagini, coperte da segreto istruttorio: frenetico il susseguirsi di interrogatori e accertamenti. Nell’inchiesta sarebbero coinvolti il proprietario di una villa e un personaggio che lavorerebbe in una tv privata. Bar. Spe.
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Rignano Flaminio Allarme pedofilia, il sindaco Coletta in assemblea cerca di placare gli animi dei genitori del paese
«Niente paura, mandate i vostri figli a scuola»
In città circolano voci inquietanti: i bimbi sarebbero stati prelevati dall’istituto e condotti in una villa
di GIOVANNI CAVALLINI «MANDATE i vostri figli a scuola».
È stato questo l’invito che il sindaco di Rignano Flaminio Ottavio Coletta ha rivolto ieri ai genitori degli scolari che frequentano la materna della cittadina alle porte di Roma. I genitori hanno partecipato numerosi all’incontro che si è svolto sabato nell’aula consiliare del Comune. Incontro che era stato richiesto al primo cittadino dal presidente del Consiglio d’istituto per fare il punto della situazione sui presunti episodi di pedofilia che si sarebbero verificati ai danni di alcuni bambini e per cui la procura di Tivoli ha aperto un’inchiesta: nei giorni scorsi i carabinieri della compagnia di Bracciano infatti hanno effettuato delle perquisizioni al plesso scolastico. All’assemblea dove hanno preso parte, oltre ai genitori, la preside dell’istituto e il personale docente, il sindaco Coletta ha esordito rassicurando tutti i genitori e confermando che la scuola è sicura. Sollecitato dai presenti sullo stato delle indagini compiute dalle autorità competenti ha confermato che a oggi non ci sono indagati e non è stato emesso alcun tipo di provvedimento nei confronti di nessuno. Parole queste che, almeno in parte, provano a mettere a tacere le numerose indiscrezioni emerse in questi due giorni, alcune delle quali inquietanti. Con il trascorrere delle ore in paese infatti circola sempre più frequente la voce che alcuni bambini sarebbero stati prelevati dalla scuola e condotti in una villa dove venivano consumati gli abusi. Ma su questa e altre indiscrezioni c’è la massima riservatezza da parte degli inquirenti, mentre dalla compagnia dei carabinieri di Bracciano confermano che le indagini sono ancora in corso e nessun provvedimento è stato emesso, specificano che il personale docente non è stato interrogato ma alcune insegnanti sono state soltanto sentite come è di rito. Come dire: nessun allarmismo e un invito alla calma fino alla conclusione delle indagini. Bocciate dunque le proposte avanzate nel corso dell’incontro come quella di chiudere l’edificio scolastico oppure di non mandare i propri figli a scuola. In merito a quest’ultima proposta il sindaco ha «condannato» i genitori che si assumono la responsabilità di non far frequentare ai propri figli le lezioni. Al termine dell’assemblea le autorità presenti hanno dichiarato la propria disponibilità a collaborare al fine di far piena luce sulla vicenda. Il sindaco Coletta ha inoltre proposto la costituzione di una task force composta da rappresentanti del Comune, della scuola, dei vigili urbani e dai carabinieri al fine di potenziare i controlli. Il tavolo operativo di questo gruppo sarà aperto lunedì mattina.
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Rignano Il sindaco corre ai ripari dopo le perquisizioni effettuate dai carabinieri all’interno del plesso scolastico
Pedofilia, arrivano le misure di sicurezza
Fra i provvedimenti un cartellino identificativo per il personale dell’istituto e un comitato di vigilanza
di GIOVANNI CAVALLINI ECCO i provvedimenti adottati dalla task force promossa dal sindaco di Rignano Flaminio Ottavio Coletta, finalizzati ad un maggiore controllo della scuola materna dove, secondo indiscrezioni, si sarebbero verificati episodi di pedofilia.
Il gruppo di lavoro composto dal primo cittadino, dal dirigente scolastico e dal presidente del consiglio d’istituto nella mattinata di ieri ha stilato un vademecum per scoraggiare gli eventuali fenomeni che in questi giorni hanno destato preoccupazione e sdegno fra i genitori e l’intera cittadinanza. Tra i punti concordati c’è l’identificazione visiva di tutto il personale scolastico, degli alunni, del personale dei servizi esterni come mensa e trasporto scolastico e di tutti i visitatori autorizzati all’ingresso a scuola. L’identificazione avverrà attraverso cartellini di riconoscimento. Previsto anche il cambio di tutte le serrature dei locali scolastici le cui chiavi saranno consegnate al dirigente scolastico che curerà la custodia e l’utilizzo. Inoltre sarà anche intensificato il servizio di vigilanza esterna, sopratutto negli orari di entrata e uscita dalla scuola, a cura del comando dei vigili urbani. Sono previsti interventi da parte dei servizi sociali e del personale A.I.C. su richiesta specifica delle famiglie. Saranno inoltre installati videocitofoni per una più sicura apertura dei cancelli esterni dove è prevista l’entrata ai visitatori. Tra i provvedimenti vi è anche la richiesta alle autorità scolastiche di potenziare l’organico del personale docente e A.T.A. per tamponare l’emergenza in atto e riconoscimento istituzionale dell’istituto comprensivo di Rignano come scuola inclusa nelle fasce territoriali a rischio. Infine vi à la costituzione di una commissione di vigilanza composta da rappresentanti del personale scolastico, dai genitori e specialisti per il controllo e la verifica delle attività che verranno svolte all’interno dell’edificio scolastico sia durante l’orario scolastico che da terzi autorizzati all’uso degli stessi in altri orari e periodi dell’anno. Insomma con il trascorrere dei giorni non sembra proprio raffreddarsi l’aria negli ambienti scolastici divenuta incandescente a seguito delle perquisizioni effettuate la scorsa settimana dai carabinieri.
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Telecamere anti-pedofilia per vigilare sull’asilo
Dopo le perquisizioni dei giorni scorsi ecco il piano del Comune per «vegliare» sugli scolari dell’istituto
di GIOVANNI CAVALLINI TELECAMERE agli ingressi delle scuole, realizzazione di una recinzione lato cucina e sostituzioni delle chiavi del plesso scolastico di Rignano Flaminio.
Questi sono soltanto alcuni degli interventi che la locale amministrazione comunale sta intraprendendo al fine di rendere più sicura la scuola. Nei giorni scorsi, infatti, i carabinieri avevano effettuato delle perquisizioni all’interno della scuola che ospita gli scolari della materna a seguito di denunce effettuate da genitori per presunti episodio di pedofilia. Le indagini, rendono noto gli inquirenti, sono ancora in corso. Ma con il trascorrere dei giorni nella cittadina non sembra proprio diminuire l’ansia di conoscere la verità su questa vicenda che ha suscitato una comprensibile preoccupazione sopratutto tra i genitori anche se gli interventi da parte dell’amministrazione comunale e dell’istituto comprensivo non si sono fatti attendere. Il primo cittadino Ottavio Coletta il giorno seguente le perquisizioni aveva invitato i genitori a mandare a scuola i propri figli, assicurando che l’istituto poteva essere considerato sicuro. Alle parole sono seguiti i fatti: è stata formata infatti una «task force» con il compito di individuare i provvedimenti da intraprendere al fine di restituire fiducia e sicurezza. Misure che si sono concretizzate, tra le altre, con il potenziamento dei controlli sia all’esterno che all’interno dell’edificio scolastico e riconoscimento visibile di tutto il personale. Il sindaco Coletta infine auspica che vengano evitati inopportuni ed assurdi allarmismi e propagandate voci spesso infondate sulla delicata vicenda.
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Rignano L’iniziativa a circa un mese dalla perquisizione della scuola materna e di alcune ville per presunti abusi su minori
Pedofili, i genitori fanno fronte comune
Oggi l’assemblea al teatro «Paladino» per fondare un’associazione a difesa dei loro bambini
di GABRIELE SANTORO PEDOFILIA a Rignano, i genitori passano al contrattacco.
A circa un mese dall’inizio dell’inchiesta della Procura di Tivoli sui presunti casi di abusi su minori nella scuola materna della cittadina alle porte di Roma, le famiglie dei bambini hanno deciso di fondare un comitato per far sentire la loro voce ed essere più forti nel dialogo con le istituzioni. Sulla vicenda indagano i carabinieri di Bracciano, ma intanto la neonata Associazione Genitori Rignano Flaminio vede la luce oggi nel teatro «Il Paladino». All’associazione hanno aderito finora trentacinque persone tra le quali, spiega un genitore, anche quei diciassette che avevano sporto denuncia alle autorità. Il caso era scoppiato il 12 ottobre scorso, quando i carabinieri avevano perquisito la materna della cittadina, ascoltando tra l’altro alcune maestre e il personale non docente dell’istituto e irrompendo in alcune ville del circondario. Nel mirino dei militari – si disse all’epoca – anche un personaggio che lavora in una tv privata. L’ipotesi che circolava in città nei giorni delle perquisizioni era che i bambini venissero fatti uscire dalla scuola da una porta secondaria e portati altrove, dove si sarebbero consumati gli abusi. Secondo quanto si apprende da indiscrezioni raccolte da alcuni genitori, gli indagati sarebbero per ora sei; mentre i bambini coinvolti nell’inchiesta sarebbero stati visitati in un ospedale della Capitale. Alcune madri, apprendendo il referto dei medici, sarebbero state colte da malore. Secondo le stesse voci infine, alcuni bambini avrebbero addirittura riconosciuto alcuni giocattoli rinvenuti nel corso delle perquisizioni dei carabinieri. Le indagini insomma sarebbero già a buon punto. Il sindaco Coletta, che ha messo a disposizione il teatro comunale per l’incontro, ha affermato ieri di avere «ottime ragioni per affermare che il caso potrebbe essere già chiuso entro Natale». Allo sconcerto del paese il primo cittadino aveva reagito, due giorni dopo le perquisizioni, invitando le famiglie alla calma e a mandare i propri figli a scuola. Un appello che però sarebbe caduto nel vuoto: «Alcuni bambini sono stati mandati a Riano, altri a Civita Castellana – confida un genitore – altri ancora dalle suore di Faleria, mentre a Castelnuovo sono arrivate 15 richieste. Molti bimbi, invece, vengono ancora tenuti a casa». L’altra contromisura del primo cittadino era stata quella di potenziare la sicurezza della scuola, dando disposizioni per cambiare le serrature dell’edificio installando contemporaneamente un sistema di telecamere. Il monitor di controllo, spiega ancora il sindaco, sarà attivo già oggi.
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di GABRIELE SANTORO PEDOFILIA a Rignano: mentre nasce l’associazione dei genitori del paese, le voci …
… sui presunti abusi ai danni dei bambini della scuola materna portano alla luce sempre nuovi particolari.
Sarebbero «diverse decine», e non diciassette come si era appreso in passato infatti le denunce per presunti abusi, e la prima risalirebbe a giugno 2006. I bambini – confidano i genitori – esprimevano disagio, «avevano problemi, anche fisici». L’allarme sarebbe scattato però quando, dal passaparola tra le famiglie, è apparso chiaro che i sintomi presentati da molti minorenni coincidevano. Pare inoltre che anche bambini che oggi frequentano le elementari abbiano ricostruito fatti simili vissuti in passato. Un sistema consolidato, insomma, un’organizzazione che pare agisse da molto tempo, ben prima di quella perquisizione del 12 ottobre che ha scatenato la paura. E la misura di questa paura l’ha data ieri l’affluenza al teatro «Il Paladino» per la fondazione dell’Associazione genitori Rignano Flaminio (Agerif): più di 150 persone hanno affollato la sala e più di 70 genitori hanno finora aderito al comitato, assistito legalmente dell’avvocato Roberta D’Agata, «a difesa dell’integrità fisica, morale e psicologica» dei bambini di Rignano. Nella scuola, infatti, dopo che i carabinieri di Bracciano hanno ascoltato alcuni dipendenti dell’istituto, «la tensione è palpabile». Nessuno sarebbe stato sospeso dal servizio, nessuno trasferito in un’altra sede. La preside, vivamente contestata dai genitori, «ha alzato un muro» e c’è chi ne chiede, salutato da un applauso, «le dimissioni immediate». Applausi anche per chi auspica che vengano rimosse anche «le autorità ecclesiastiche di Rignano, che hanno avversato l’associazione fin dall’inizio». Ma la preoccupazione massima, come riassume Giacomo Augenti, legale di alcuni genitori «rimane per il benessere dei bambini, creare attorno a loro un’atmosfera serena». C’è infatti chi arriva ad affermare che «ormai i bimbi vivono in un lager»: telecamere di controllo (ma una dipendente nega che siano in funzione), ma soprattutto finestre oscurate e palestra sbarrata. Quella palestra da cui, attraverso una porta secondaria, i bambini sarebbero stati fatti uscire. Raggiungerla con l’auto è facile: basta imboccare una strada alle spalle della scuola. Una scala a chiocciola di cemento conduce a una porta a vetri, dalla quale si vede l’interno dell’edificio, deserto. «Però non posso credere – sussurra un genitore – che per mesi i bambini venissero fatti entrare e uscire da lì, senza che nessuno si accorgesse di nulla. È impossibile».
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di GABRIELE SANTORO È ORMAI guerra aperta tra i genitori della scuola materna di Rignano Flaminio, perquisita …
… lo scorso ottobre per presunti casi di pedofilia, e la preside Loredana Cascelli.
La presidente del Consiglio d’Istituto Roberta Di Mauro si è dimessa dalla carica, in polemica con l’atteggiamento di chiusura della dirigente nei confronti delle richieste di chiarimenti dei genitori e di alcune iniziative – inspiegabili, a detta delle famiglie – che danneggerebbero i bambini. «La preside – spiega il presidente dell’Agerif (il comitato dei genitori di Rignano), Simone Rocchini – durante il consiglio di istituto del 14 ottobre, due giorni dopo le perquisizioni – ha sostenuto di fronte a decine di testimoni di non avere “nulla agli atti”, mentre siamo convinti che sia invece in possesso di un verbale rilasciato dalle forze dell’ordine». Una condotta che ormai fa affermare senza mezzi termini ai genitori di Rignano di volere le dimissioni della dirigente scolastica: «Tra i vertici scolastici e le famiglie – riassume un genitore – c’è ormai una spaccatura, è stata sfiduciata». La materna, rivelano ancora le famiglie, «annovera meno della metà degli iscritti», e c’è chi non nasconde che molti bambini «torneranno a scuola solo nel caso della sostituzione di questa preside». A esacerbare ancora di più gli animi poi la decisione della dirigente di abolire le gite scolastiche, le recite di fine anno e la ricreazione dei bambini al di fuori delle aule. «Con una nota di venerdì – rivela un genitore – sono state persino proibite, per evitare di sporcare la classe, merendine e bibite di qualsiasi genere». «Ci chiediamo che senso abbia una simile decisione – spiega ancora Rocchini – perchè fino a ora nessuno ce lo ha spiegato. Non sarà forse una forma di “ripicca” nei confronti di bambini e genitori?».
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di GABRIELE SANTORO UN ISPETTORE del ministero della Pubblica istruzione ha compiuto un sopralluogo …
… ieri pomeriggio nella scuola materna «Olga Rovere» di Rignano Flaminio, perquisita nelle scorse settimane dai Carabinieri nel corso di un’indagine per presunti abusi ai danni di minori.
L’ispettore ministeriale – raccontano i rappresentanti dell’Agerif, il comitato dei genitori del paese – è arrivato verso le 15 e si è trattenuto all’interno dell’istituto scolastico circa un’ora e mezza, per poi fare un breve punto con i genitori. Il funzionario, sempre secondo le famiglie, ha affermato di non essere riuscito a mettersi in contatto, nel corso della sua visita a Rignano, con la preside Loredana Cascelli. E proprio contro la dirigente scolastica, e in aperto dissenso con l’atteggiamento da lei mantenuto nel corso di questa vicenda si è schierato il sindaco di Rignano Flaminio Ottavio Coletta, che ha inviato ieri mattina alla preside una dura lettera nella quale – spiega al telefono il primo cittadino – «stigmatizzo il fatto che siano state abolite le gite, che non sia stato possibile far la “Festa dell’Albero”. I bambini – continua Coletta – sono sottoposti a una vera tortura. Se continuerà con un comportamento simile sarò costretto a prendere seri provvedimenti nei suoi confronti». Dopo le dimissioni della presidente del Consiglio di istituto Roberta Di Mauro che ha motivato la sua decisione parlando di «clima di assoluta arroganza e disprezzo verso i bambini» e di «istituzioni preoccupate a scaricarsi il barile, al di là delle responsabilità vere o presunte», a difendere la preside Cascelli, che nel corso del pomeriggio di ieri è stata irreperibile, sembra ci sia solo il personale della scuola materna. Secondo i genitori di Rignano, infatti, gli insegnanti dell’istituto per l’infanzia avrebbero chiesto solidarietà ai colleghi dell’elementare e della media nell’abolizione di gite scolastiche e simili attività extracurricolari, ringraziando nel contempo la preside per il suo costante sostegno. L’indagine culminata con la perquisizione della scuola lo scorso 12 ottobre era iniziata a giugno, con le prime denunce da parte dei genitori. Sarebbero circa cinquanta, a oggi, le famiglie che si sono rivolte alle forze dell’ordine. Molti bambini sono tuttora seguiti da medici specializzati in un noto ospedale romano.
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I genitori dei bambini coinvolti nel caso-pedofilia chiedono le dimissioni della dirigente: «Non ha allontanato le maestre indagate»
Rignano, la preside nella bufera
NON SI PLACANO le polemiche a Rignano Flaminio dopo l’inchiesta per presunti abusi ai danni di decine di bambini della scuola materna, culminata lo scorso 12 ottobre con la perquisizione della struttura da parte dei carabinieri di Bracciano.
Mercoledì sera, nel corso di una infuocata riunione organizzata dall’Agerif, il comitato dei genitori della cittadina, le famiglie hanno richiesto a gran voce le dimissioni della preside dell’istituto comprensivo «Olga Rovere» Loredana Cascelli, colpevole a loro dire di non avere allontanato o sospeso i dipendenti della scuola indagati dalla Procura di Tivoli e di avere mantenuto un atteggiamento di chiusura e di scarsa sensibilità nei confronti della loro difficile situazione. «Ho agito in modo corretto, sono solo un capro espiatorio» si è difesa la dirigente, ribadendo di non avere alcuna intenzione di abbandonare la sua carica nè di agire in alcun modo nei confronti di insegnanti o personale non docente, in una fase delle indagini ancora prematura. Una posizione – unita alla compattezza del Collegio dei docenti dell’«Olga Rovere» attorno ai colleghi coinvolti nell’inchiesta – che ha scatenato la furia dei genitori: «Siamo isolati, chi pensa ai nostri figli?» hanno violentemente protestato in molti. E non sono serviti a placare gli animi nè l’auspicio del sindaco Ottavio Coletta – che già in passato aveva preso le distanze dalla Cascelli – a «ripristinare un clima di normalità e di buon senso nella città», nè gli interventi dell’inviato del ministero Fabio Iodice e dell’ispettore della Pubblica istruzione Pino Lauri, che lo scorso 21 novembre aveva effettuato un sopralluogo nella scuola del paese. I funzionari non hanno potuto che ribadire come, in nome dell’autonomia scolastica, poco si possa fare da Roma di fronte a una deliberazione del collegio dei docenti. «Stiamo valutando attentamente tutti gli elementi – hanno comunque affermato a margine della riunione – per giudicare se ci sia o meno incompatibilità ambientale tra il personale della scuola e la città». Una condizione che però, almeno per le diverse decine di genitori convenuti nel teatro «Il Paladino», sarebbe già evidente: «Cosa aspettate a intervenire – ha apostrofato una madre i due ispettori – Forse che succeda ancora qualcosa di brutto in città?». A gettare altra benzina sul fuoco Elisabetta Vecchi dei servizi sociali comunali, che ha affermato di avere ricavato i dati sulle assenze dei bambini (molti dei quali tenuti a casa dai genitori ormai da mesi) solo dal numero dei buoni-mensa, poichè «la preside non è stata collaborativa nel fornire informazioni». Clima rovente, insomma, a Rignano, a molti mesi dalle prime denunce (a oggi sarebbero una cinquantina). E mentre ci sono iscritti all’Agerif che affermano di essere stati oggetto di minacciose telefonate anonime e di danni alle carrozzerie delle automobili, si susseguono le voci su un «noto personaggio della televisione nazionale, che in passato avrebbe anche partecipato a programmi per l’infanzia», residente nei dintorni, che sarebbe implicato nelle indagini dei carabinieri. Indagini che – a detta del sindaco Coletta – sarebbero a una svolta.
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Rignano In mezzo a incomprensibili successioni di parole qualcuno ha visto indizi inquietanti. Ma c’è chi invita alla cautela
«I pedofili comunicano attraverso internet»
Secondo molti genitori alcune «misteriose» pagine web celerebbero riferimenti ai loro dati personali
di GABRIELE SANTORO «MESSAGGI in codice su internet tra i pedofili».
Il sospetto – perchè di questo ancora si tratta – sta circolando insistentemente tra le famiglie di Rignano Flaminio, già scosse dall’inchiesta per presunti abusi ai danni di diverse decine di bambini della scuola materna su cui stanno indagando da mesi i carabinieri di Bracciano. Qualcuno, infatti, ha scoperto che digitando sul più famoso dei motori di ricerca le parole «Rignano» e «pedofili», tra gli ultimi risultati, dopo i collegamenti agli organi di informazione che hanno seguito la vicenda, appaiono alcune pagine dall’aspetto misterioso. Si tratta di lunghe successioni di parole apparentemente prive di ogni senso logico. In questi incomprensibili marasmi verbali, senza punteggiatura, c’è di tutto: titoli di libri, di canzoni, termini legati al mondo del computer, nomi di personaggi dello spettacolo o di località italiane ed estere (tra cui, per l’appunto, Rignano Flaminio), ma soprattutto termini ed espressioni dall’inequivocabile significato osceno. Sembra però che in questi guazzabugli – divisi, per così dire, in paragrafi da «titoli» in grassetto altrettanto criptici – qualcuno in paese abbia creduto di riconoscere dati personali: indirizzi e-mail, indicazioni, sembra inequivocabili, sulla professione svolta, su viaggi in programma, su proprietà immobiliari nella zona. Su qualche pagina web si legge anche «ospedale pediatrico Bambino Gesù» (dove molti bambini del paese sono tuttora in cura), «rapimento lampo» (tra le ipotesi che circolano c’è quella secondo cui i bambini sarebbero stati fatti uscire da una porta posteriore della scuola, e portati altrove), «indagini ambientali» (un riferimento alle perquisizioni del 12 ottobre scorso effettuate dai carabinieri, suggerisce qualcuno). E tanto è bastato a far serpeggiare il sospetto che questa babele, letta attraverso un codice appropriato, possa nascondere inquietanti risvolti sulla vicenda di Rignano. Ma c’è anche chi invita alla calma: è possibile, sostengono i più cauti, che queste pagine e i loro contenuti pornografici siano completamente estranei alla storia della scuola «Olga Rovere», e che la giustapposizione di parole sospette nell’ambito dello stesso «paragrafo» altro non sia che un capriccio del caso. Il mistero delle pagine internet (il cui contenuto rimane comunque tuttora inspiegabile agli occhi dei profani), insomma, altro non sarebbe che l’ennesimo sintomo della tensione di un paese che attende ogni giorno che su questa delicata inchiesta sia messa la parola fine.
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07/04/2006 Il Tempo




