Insegnamo ai bambini a dire NO! Ve ne saranno grati per tutta la vita

dalpaesedeibalocchi

novembre 9th, 2009 at 13:30

Abusi sessuali, Pino La Monica, sociologo Stefano Zanetti, Avv.Miraglia, Avv.Virgili, prof.Marco Casonato, chi sono e che hanno in comune?

La Monica, udienza flash e testimoni da risentire

la Gazzetta di Reggio — 07 novembre 2009   pagina 21   sezione: CRONACA

 La «ripresa» del processo a Pino La Monica - accusato di abusi su minori e detenzione di materiale pedopornografico – è durata ieri solo venti minuti, ma presto il dibattimento marcerà ben più spedito con tre udienze già fissate e il «progetto» di una veloce sentenza.  L’aula era affollatissima perché la «rimodulazione» della Corte ha riportato in udienza i 24 testimoni già sentiti, ma una buona fetta di queste persone dovrà ritornare perché il nuovo avvocato dell’imputato (Tullio Virgili) ha ottenuto – come previsto – lo slittamento del processo di una ventina di giorni per poter prendere visione degli atti.  Il difensore, dopo aver studiato gli interrogatori, dovrebbe stilare un elenco di testimoni a cui porre nuove domande. Già escluse dal ritorno in udienza le due ragazze entrate in contatto su Facebook con la Monica quando era agli arresti domiciliari: sono state considerate esaustive, dalle parti, le loro testimonianze già «cristallizzate» agli atti. Presenti in udienza i componenti dello staff difensivo che si è modificato con l’ingresso del professor Marco Casonato, mentre è rimasto al suo posto il sociologo Stefano Zanetti che ora, però, si trova sotto inchiesta per subornazione di testimone. «Credo che l’assisterò io – spiega l’avvocato Virgili – comunque è stata una brutta sorpresa. Gli viene contestato d’aver minacciato un testimone per farlo ritrattare, ma le cose stanno diversamente». Per il sociologo bolognese anche momenti di tensione ieri, in aula, per un battibecco (a causa di uno sguardo mal interpretato) con il padre di una delle ragazzine che accusano La Monica. Nel «pienone» al primo piano del tribunale anche alcuni componenti del Comitato Insieme per Pino, stavolta però senza slogan e cartelli come avvenne nell’ottobre 2008. «Il Comitato rimane molto presente – rimarca la portavoce Francesca Montecchi – ma con un sostegno a Pino più silenzioso. Abbiamo fiducia, il tempo sarà galantuomo». Nessuna dichiarazione ai cronisti al termine dell’ennesima «puntata» di questo delicato processo da parte del pm Maria Rita Pantani, affiancata come sempre in aula dal maresciallo Roberto Cesi, comandante dei carabinieri di Correggio che hanno svolto le indagini. A voce alta, invece, il commento di alcuni familiari delle ragazzine accusatrici a fine-udienza: «Speriamo che questo calvario giudiziario finisca presto!».

 

Non mi voglio accanire sempre su  lo stesso punto, ma è sempre lo stesso punto che viene alla mia attenzione. Facciamo una panoramica sulle persone che stanno girando intorno al processo pio la Monica:

 pino

Avv.Francesco Miraglia, appena uscito dallo staff difensivo di Pino la Monica. Ll’avvocato sottolinea in un comunicato stampa di essere stato lui a prendere questa decisione per dei motivi strettamente personali….ma a parte questo, guardate un po’ il caso; facendo una ricerca sul WEB con il nome dell’avvocato in questione e il sito “Falsi Abusi”, scopriamo che l’avvocato Miraglia pubblicizzato in questo sito insieme al libro che scrisse “Cose da Pazzi”, lo stesso libro che l’avvocato portò nel teatro Comunale di Rignano Flaminio, il Paladino a cui parteciparono le persone che sostengono gli indagati della Olga Rovere.

Di seguito i 3 video dell’avvocato Miraglia nel teatro Comunale il Paladino di Rignano Flaminio

 


 

 

Avv. Tullio Virgili, specializzato in ricerca investigativa VS ricerca para-psicologica nelle epidemie di accuse di pedo-satanismo, anche l’avvocato Virgili a partecipato a convegni dove vi era l’associazione Falsi Abusi.

Nel 1997 difese una madre con l’accusa di aver venduto la figlia di 8 anni ad una setta pedo-satanica, la madre si proclamava innocente. Pare che dopo aver appreso dalla stampa quello che erano i risultati delle perizie mediche fatte sulla figlia si gettò nel vuoto per morire pochi istanti dopo in ospedale. Nel passato della donna  c’e’ un foglio di via per un sospetto di prostituzione, e una lunga convivenza con un uomo poi sparito: lo stesso uomo che molti anni prima lei aveva accusato di abusi sulla figlia, ma senza portare prove concrete, e ricavando solo una denuncia per calunnia.  Le perizie sulla bambina dicevano:  gravi danni psicologici, seri danni all’apparato genitale, tali da compromettere la futura vita sessuale della bambina e anche un’eventuale maternita’. I giornali di allora riportarono le dichiarazioni di un medico che diceva: “…..di non avere mai visto nulla di così atroce in venti anni di professione.”   (in basso troverete l’articolo per intero tratto dall’archivio storico Avvenire)

Questo caso giudiziario era collegato a quello della bassa modenese….i coniugi Covezzi/Morselli  (link per leggere la storia pedo-sadomaso) in cui ci furono una serie di decessi delle persone che erano  indagate:

 

  • una madre a cui hanno tolto la figlia urla la sua innocenza e si suicida gettandosi dalla finestra(la donna su citata)

  • muore d’infarto il fotografo Alfredo Bergamini,

  • muore di crepacuore Don Giorgio Govoni, nello studio del proprio avvocato il giorno prima della sentenza

  • diversi bambini allontanati dalle famiglie, compresi i 4 fratellini Covezzi che non vedranno più i loro genitori

  • la sig.ra Covezzi scappa ed espatria in Francia (per poter partorire il quinto figlio senza che le venisse sottratto)

 

Prof.Marco Casonato

Prof.Marco Casonato

Professor Marco Casonato, Cattedra di Psicologia Sociale – Univ. Milano Bicocca, ha partecipato al Meeting intitolato “Il futuro non aspetta”, partecipanti; Luca Steffanoni  autore di un libro nel quale si fa della pedofilia una gran psicosi collettiva….pubblicizzato dal sito Falsi Abusi e da altri Blog che prendono di mira la magistratura, psicologi e avvocati che trattano temi scottanti come la pedofilia. Nello stesso Meeting partecipò anche l’onorevole Carlo Giovanardi che si adoperò molto affinché il caso della bassa modenese Covezzi-Morselli venisse archiviato…un po’ come sta facendo per il caso Rignano Flaminio!

Il professor Casonato in diverse occasioni ha rilasciato alla stampa affermazioni in cui dice che il 96% dei casi di pedofilia che finisce nei tribunali si rivela poi un falso abuso e che le condanne in questo senso sono veramente molto poche. Da un intervista rilasciata al Il Velino del 27 maggio 2009 (di seguito troverete l’articolo), riferendosi ai genitori dice: ““Preferiscono credere al babau piuttosto che stare dietro ai propri figli – rileva Casonato -. Adesso sul banco degli accusati finisce internet. Ma internet è come una bicicletta: ci devono essere un papà e una mamma che insegnino ai bambini come si usa. Chiaro che se il figlio viene lasciato solo davanti al computer, davanti la televisione o in mezzo alla strada le probabilità che gli succeda qualcosa sono più elevate”….peccato che  partendo dalla Polizia Postale e da associazioni come Meter ogni giorno vengono diffusi dei dati allarmanti di giri di pedofilia alzatosi vertiginosamente proprio con l’arrivo di INTERNET. Ricordo che, quando un caso di pedofilia arriva in tribunale è perché il bambino vittima degli abusi sessuali viene periziato da degli esperti che valutano le dichiarazioni autentiche e spontanee. Ad affermare quanto sono veritiere le dichiarazioni dei bambini lo dice anche la Cassazione nella sentenza n. 35224 del 21/09/2007 (leggi link).

Stefano Zanetti

Stefano Zanetti

Lascio a voi qualsiasi considerazione sperando che il mio lettore sia abbastanza elastico di mente per poter fare i collegamenti che ho cercato di illustrare nel miglior modo possibile con i svariati link. Del sociologo Stefano Zanetti ne parlerò in modo più approfondito tra qualche giorno, dopotutto credo che sia doveroso lasciargli uno spazio tutto suo, dedicato alla  riflessioni di alcuni passaggi e dei tanti dubbi e certezze che fino ad oggi siamo riusciti ad avere….alla prossima puntata

 

Lucignolo Dalpaesedeibalocchi

Qui troverete tutti gli articoli da cui ho tratto le dichiarazioni delle sopra persone citate

Roma, 27 mag (Velino) – “Un tempo si diceva che l’Italia fosse un paese di santi, eroi e navigatori. Adesso sembra che tutti quanti abbiano lasciato il posto ai pedofili”. Così Marco Casonato, docente di Psicologia dinamica all’università di Milano-Bicocca, commenta con il VELINO il dato dal quale risulta che il 96 per cento circa dei casi registrati ogni anno in Italia, relativi a denunce di minori che sostengono di aver subito una violenza sessuale, è falso. Un dato che rafforza l’allarme lanciato da tempo da psicanalisti e psicologi: attorno al drammatico fenomeno della pedofilia si sta scatenando una vera e propria psicosi altrettanto pericolosa. Casonato, che è stato tra gli organizzatori del convegno “Abusi, falsi abusi e scienze forensi” tenutosi nell’ateneo milanese dal 20 al 22 maggio, dichiara: “Dai dati diffusi dalla magistratura all’inaugurazione dell’anno giudiziario, si scopre che solo una bassissima percentuale di persone processate per abusi su minori viene condannata. Questo non perché vengano fatti pochi sforzi, ma perché è molto facile essere accusati ingiustamente. Basti pensare che in diversi asili, piscine o teatri per bambini non è più possibile scattare una foto, pena l’essere guardati con sospetto. I genitori alle recite dei propri figli proibiscono ad altri genitori di riprendere lo spettacolo con le telecamere per paura che tra loro si nasconda un pedofilo che diffonderà le immagini. Nonni e zii girano fuori da scuola con fogli in tasca nei quali è attestato per iscritto che sono parenti del bambino. Si è scatenata una psicosi, insomma, che è grave quanto la pedofilia stessa e che causa danni non certo inferiori”.

Casonato individua il periodo in cui è esplosa questa psicosi collettiva . “Dal 1993-94 è stato un crescendo – dichiara lo psicologo -. In Italia si è ripetuto quanto era accaduto negli anni Ottanta in America. Vicende simili a quelle di Rignano Flaminio e Brescia sono già successe negli Usa. Si può dire che il fenomeno ha investito un po’ tutti i paesi occidentali, chi prima e chi dopo, ma è successo dappertutto. In Italia, forse, ci abbiamo poi messo del nostro”. E cita il famoso caso di Gino Girolimoni, il “mostro” di Roma degli anni Venti, accusato ingiustamente di stupri e omicidi di bambine e poi scagionato. “Il povero Girolimoni fu prosciolto completamente da un tribunale dopo nove mesi – sottolinea Casonato -. Oggi, in Italia se si è fortunati il proscioglimento arriva dopo dieci anni. Se qualcuno è colpevole mi sta anche bene la durata della pena. Ma se si è innocenti, dieci anni della vita vengono distrutti”.

Qual è stata la causa scatenante del dilagare di questa paranoia? “Sarebbe bello se ci fosse un motivo ben individuabile –risponde Casonato -. È una sorta di ‘tempesta perfetta’ che ha bisogno di tanti elementi per erompere. Ne posso citare alcuni individuati da diversi studiosi internazionali. Ad esempio la fine della paura nei paesi occidentali del comunismo sovietico, del terrore della guerra atomica, delle spie e dei sabotaggi. Non è un caso che negli Stati Uniti è stato rilevato come la paura degli abusi sia parecchio diminuita dopo l’attentato dell’11 settembre, sostituita dall’angoscia per il terrorismo islamico. Del resto in ogni epoca storica le società hanno bisogno di un babau. Un tempo ci si scatenava contro le streghe e gli eretici”. Tra gli altri fattori, Casonato cita un certo tipo di cultura femminista. “Premetto che non ho niente contro il femminismo, del quale esistono diverse versioni – dichiaralo psicologo -. Un certo modello di cultura femminista, però, vede l’uomo come un essere intrinsecamente pericoloso per le donne e i bambini”. E ancora, ad alimentare la psicosi concorre anche lo sfascio della giustizia italiana. “Parlare della situazione della giustizia nel nostro Paese è come sparare sulla Croce Rossa – afferma Casonato -: ci sono pochi uomini, scarsi mezzi e tante cose non funzionano. Come dicevo prima, un iter processuale che dura dieci anni non fa che generare e alimentare il clima velenoso dei sospetti”.

Non inferiore la responsabilità delle famiglie. “Preferiscono credere al babau piuttosto che stare dietro ai propri figli – rileva Casonato -. Adesso sul banco degli accusati finisce internet. Ma internet è come una bicicletta: ci devono essere un papà e una mamma che insegnino ai bambini come si usa. Chiaro che se il figlio viene lasciato solo davanti al computer, davanti la televisione o in mezzo alla strada le probabilità che gli succeda qualcosa sono più elevate”. E quali le responsabilità della stampa in questa crescente psicosi della pedofilia? “Se c’è un ‘mostro’ da sparare in prima pagina si usano i titoloni – risponde lo psicologo -. Poi quando il ‘mostro’ si scopre che non è più tale, perché magari c’è stato uno sbaglio o le cose sono state chiarite, non ne parla più nessuno. Fino a che non ne verrà fuori un altro a rimpiazzarlo – conclude Casonato -, quello della pedofilia continuerà a essere il babau dominante nella società italiana”.Fonte: Il Velino

 

” Non ho venduto mia figlia ” : si uccide

Le avevano tolto la bimba dopo le accuse di pedofilia: madre si getta nel vuoto La donna, 44 anni, ha lasciato un biglietto in cui afferma di nuovo la propria innocenza Era da poco uscita dal carcere

“Non ho venduto mia figlia”: si uccide Le avevano tolto la bimba dopo le accuse di pedofilia: madre si getta nel vuoto La donna, 44 anni, ha lasciato un biglietto in cui afferma di nuovo la propria innocenza Era da poco uscita dal carcere DAL NOSTRO INVIATO MIRANDOLA (Modena) – Era appena un mormorio nel telefono: “Ricordatevi che vi ho sempre voluto bene”. Ma Ch., l’amica thailandese, ha subito riconosciuto la voce di Franca. E ha chiamato il 113. Quando gli agenti e i volontari della Croce Blu hanno sfondato la porta dell’appartamento al quinto piano, Franca era sul balcone. Si e’ voltata, li ha fissati seria e in silenzio. “Ferma”, ha gridato un infermiere. Ma Franca gia’ volava verso il marciapiede. E’ atterrata in piedi, fracassandosi le gambe, con un tonfo sordo che ha richiamato molta gente alle finestre. Ed e’ morta poco dopo all’ospedale. Sul tavolo di cucina e’ rimasto un foglietto con poche parole: “Io sono innocente”. Erano le 14.15 di una tranquilla domenica, a Mirandola, nella Bassa modenese, in un giorno d’autunno del 1997. Ma tutto avrebbe potuto svolgersi molti secoli fa. E quella brutta palazzina di mattoni rossi e piastrelle celesti, in via Pascoli, avrebbe potuto essere il palcoscenico di un teatro di Atene, dominato da Eschilo o Euripide: perche’ Franca (ma non e’ il suo vero nome), madre separata, suicida a 44 anni, e’ davvero un personaggio da tragedia greca. Era appena uscita di prigione, e si trovava agli arresti domiciliari, con questa accusa sul capo: aver affidato o venduto la figlia di 8 anni a un giro di pedofili che l’avrebbero coinvolta in orge e messe nere, violentando e seviziando la bambina per mesi. Franca si diceva innocente, affermava di non aver mai conosciuto nessuno degli altri indagati (14 in tutto). Due mesi fa, il tribunale dei minori le aveva sottratto la figlia, affidandola a un istituto religioso. “O me la ridate o mi uccido”, aveva gridato in strada la madre, prima di essere arrestata a meta’ settembre per tentato inquinamento delle prove, cioe’ per aver cercato di avvicinare la bambina davanti all’istituto, di parlarle e di regalarle un orsacchiotto di pezza. Pochi giorni fa, le vengono concessi gli arresti domiciliari. Giovedi’ pomeriggio, sola in casa, Franca accende la tv. E vede scorrere sul televideo di un’emittente locale i risultati della perizia medica appena fatta sulla figlia: gravi danni psicologici, seri danni all’apparato genitale, tali da compromettere la futura vita sessuale della bambina e anche un’eventuale maternita’: “Mi telefono’ sconvolta – dice l’avvocato Tullio Virgili, il suo difensore – non poteva crederci, nessuno le aveva comunicato nulla”. Venerdi’, Franca legge gli stessi dati della perizia sulle cronache dei giornali locali. Che riferiscono anche l’orrore di uno dei medici: avrebbe detto di non avere mai visto nulla di cosi’ atroce in venti anni di professione. Domenica a mezzogiorno, Franca parla al telefono con un altro legale, il civilista Ettore Savoca, che l’ha assistita in passato: “Era angosciata – racconta – le dissi: coraggio, venerdi’ prossimo ci sara’ l’udienza del Tribunale dalla liberta’. Mi rispose che non le interessava la liberta’, che le interessava solo la sua bambina”. Passano tre ore, e Franca vola dal balcone. La tragedia e’ compiuta. Franca era colpevole o innocente? E se era innocente, chi ha colpa della sua morte? Non puo’ o non vuol rispondere per ora il magistrato titolare dell’inchiesta, il pm Andrea Claudiani. Ma una prima risposta emotiva la danno, sullo sfondo, altre voci che formano il coro della tragedia: “Credo che l’ultimo suo messaggio fosse diretto alla figlia – dice l’avvocato Virgili -. E credo che la mia cliente sia morta perche’ sconvolta da quelle notizie sul televideo. Ma puo’ anche darsi che, di colpo, lei si sia resa conto del fatto che davvero la bambina aveva subito quell’orrore: e se ne sia fatta una colpa, per non averlo saputo evitare”. Qualcosa da dire ha anche il sindaco di Mirandola, il pidiessino Alberto Morselli: “Non so se quella donna fosse colpevole o no. Ma certo lo e’ la lentezza della magistratura. E poi, penso anche alla stampa, si e’ voluto trovare un colpevole prima ancora che il processo fosse avviato”. Dopo le voci emotive del coro, i fatti. La perizia medica, firmata dai dottori Maggioni e Bruni della clinica Mangiagalli di Milano, in data 23 settembre, parla di “plurimi segni fra loro congruenti” che rendono “altamente probabile l’esistenza di pregressi abusi”. Tutta l’inchiesta parte dal racconto di un bambino di 7 anni ad alcuni assistenti sociali della Usl di Mirandola. Il piccolo parla di fatti che si sarebbero svolti fino al febbraio 1996: prima abusi in famiglia, poi festini in altre case, e rapporti subiti da parte di adulti, che avrebbero anche obbligato le piccole vittime ad avere rapporti tra loro. Infine, il racconto di strane cerimonie in cimiteri di campagna, di bambini violentati e coricati nelle bare, perfino di un prete che avrebbe officiato le messe nere. Partono le indagini, che confermano l’esistenza di un giro di pedofili tra la Bassa modenese e il Ferrarese, guidato da una coppia di Bondeno. Finisce sotto accusa anche il parroco di un paesino vicino a Mirandola, don G.. E tra le piccole vittime compare anche una bambina di 3 anni, figlia di un giovane di Mirandola, Federico S. e di una thailandese. La coppia ha abitato fino a poco tempo fa in via Pascoli, nello stesso pianerottolo di Franca. E l’inchiesta finisce per coinvolgere tutti i vicini di casa. Viene setacciata la loro vita, dove non mancano le ombre. Nel passato di Franca c’e’ un foglio di via per un sospetto di prostituzione, e una lunga convivenza con un uomo poi sparito: lo stesso uomo che molti anni fa lei aveva accusato di abusi sulla figlia, ma senza portare prove concrete, e ricavando solo una denuncia per calunnia. A luglio Franca, con Ch. e Federico S., comincia una manifestazione di protesta davanti al Tribunale dei minori. Si sente male, gia’ allora qualcuno parla di tentato suicidio. Quindici giorni fa, Franca viene arrestata dopo aver cercato di avvicinare la figlia. Tornera’ a casa solo per scrivere quel biglietto, e poi saltare dal balcone. Il coro tace, la tragedia e’ finita. Ma resta quella bambina. E quella parola, “giudizio”, la piu’ tremenda di tutte, che neppure Eschilo o Euripide osavano pronunciare alla fine delle loro opere.Fonte: archivio Corriere della Sera

Offeddu Luigi

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2
  • Interessante!
    21:41 on novembre 9th, 2009 1

    Nel secondo filmato parla del caso La Monica, e siamo al 19 dicembre 2008.
    Mettiamo un pò di ordine alle date.
    1)Questo avvocato subentra ai due precedenti i primi di Ottobre 2008(gli incidenti probatori erano già stati fatti, quindi Pino sapeva benissimo di che cosa era accusato)
    2)Le indagini sono state chiuse lì dalla metà di Novembre 2008 e gli è stato notificato il rinvio a giudizio.
    3)Nel video del 19 Dicembre 2008 l’avvocato dice che il La Monica è accusato di abusi sessuali “forse perchè ha messo una mano su una spalla” (testuali parole).
    EH NO NO NO NO NO, NON SI FA COSI’.  

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  • Comitato?
    18:50 on novembre 13th, 2009 2

    Non posso credere che ci possano essere sostenitori capaci di andare in Tribunale per “tifare” un (presunto) pedofilo, è disgustoso, ma se tanto mi da tanto prevedo che anche per gli indagati di Rignano Flaminio succederà lo stesso: Don Henry col megafono davanti a tutti a gridare “La verità non ha paura” e dietro la processione delle maestre (idiote) disperate e in lacrime…. se sarà così spero ci siano parecchi giornalisti a riprenderli….  

    Rispondi

 

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