Insegnamo ai bambini a dire NO! Ve ne saranno grati per tutta la vita

dalpaesedeibalocchi

ottobre 10th, 2009 at 22:29

Quando i pedofili sono le donne

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I fatti dell’asilo di Plymouth in Gran Bretagna e alcuni casi ancora aperti che coinvolgono gli asili qui in Italia sfidano la comprensione della natura umana, non solo il fatto che ci sono persone che possano trovare piacere nell’abusare sessualmente dei bambini molto piccoli, ma la rivelazione che a commettere questi crimini possano essere anche le donne.

Recenti studi eseguiti in America hanno rivelato che gli abusi da parte delle donne sono molto più diffusi di quello che si pensa. Secondo la ricerca del Centro Nazionale Child Abuse and Neglect negli Stati Uniti, la pedofilia al femminile “costituisce  il 25% (circa 36.000 bambini)  delle vittime abusate sessualmente” del loro studio. Questa statistica comunque si pensa che sia al di sotto dei reali abusi, visto la tendenza da parte delle vittime a non denunciare.

Nel Regno Unito l’associazione ChildLine dice che  l’11% delle telefonate ricevute per gli abusi sessuali subiti è di bambini che dichiarano di essere stati vittime di donne pedofile.

Il NSPCC (associazione per la tutela dei bambini vittime di pedofilia) afferma che il 6% delle denunce sono nei confronti di donne pedofile.

Tuttavia, queste stime (degli ultimi anni) sono di gran lunga superiore a quelle degli anni precedenti.

Michele Elliot fondatore dell’associazione a tutela dei bambini abusati Kidscape e autore del libro

FEMALE SEXUAL ABUSE OF CHILDREN: THE ULTIMATE TABOO (l’abuso sessuale delle donne sui bambini: l’ultimo tabù) dice che:

“Le donne abusano i bambini per la stessa ragione degli uomini, per la gratificazione sessuale, per il potere e il controllo sul bambino e dal piacere che ne consegue. So che è difficile per molti di noi comprenderlo, ma le donne non sono diverse in questo dagli uomini.”

Nel giugno di quest’anno, l’associazione  Child Welfare che si occupa dei bambini poveri e maltrattati, non che di quelli abusati, iniziò una campagna pubblicitaria in TV per mettere in evidenza i rischi di abusi sessuali che i bambini corrono da parte di persone preposte alla loro cura.

E ancora, secondo un’altra associazione che si occupa dei bambini, la Child Wise ha calcolato che  circa un terzo degli abusi sessuali perpetrati dalle donne avvengono in un contesto organizzativo, in particolar modo asili nido, asili e baby setter. Purtroppo la maggior parte dei bambini che hanno subito abusi e sono in uno stato irreversibile sono inclini alla tossicodipendenza o a diventare da abusati abusanti. Se non si ricorre a cure adeguate il danno può perdurare per tutta la vita.

L’incremento di questo fenomeno è stato sicuramente la nuova tecnologia, internet che a reso la divulgazione della pedo-pornografia semplice e veloce. Oggi con internet i pedofili di tutto il mondo si possono collegare e comunicare tra loro condividendo il materiale pedo-pornografico quale foto e filmati con estrema facilità.

Dopo il caso di Playmouth, dove l’insegnate abusava e filmava con il video-telefonino le piccole creature nell’asilo, sono stati vietati i telefonini con le foto-camere negli asili. Ma non basta, questo non fa si che si possa ripetere un Playmouth ovunque, anche qui in Italia. In Inghilterra, nel Galles e in Irlanda del Nord hanno setacciato tutte le insegnanti e il loro passato e rimosso quelle che in passato hanno avuto problemi legati alla sfera sessuale dei bambini.

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