Di Lucignolo
I’ex-professore di ponticelli (Napoli), poi preside di alcuni complessi nei Comuni di Bertinoro, Santa Maria Nuova e Fratta Terme, è agli arresti domiciliari dai primi di maggio 2009. Oggi il riesame di Bologna ha confermato gli arresti domiciliari, in quanto Michele Ciccone è ritenuto un soggetto pericoloso. L’ex-preside, è stato indagato dopo che un’insegnante aveva notato degli atteggiamenti a dir poco strani. Dopo la segnalazione della maestra scattano le indagine della polizia di Forlì, con microcamere piazzate nello studio e in altri luoghi in cui Ciccone era solito andare. E proprio da questi filmati si evince che i sospetti dell’insegnante erano fondati. L’insegnante che segnalò Ciccone, è la stessa che fece avviare un’altra indagine nei confronti di un insegnante che oggi si trova ancora in carcere per scontare 9 anni per l’abuso sessuale nei confronti di una bimba dell’asilo. Michele Ciccone si proclama innocente e, come a ribadito già nell’interrogatorio di garanzia avvenuto davanti al gip Michele lLoni il 19 maggio, si discolpa dicendo che c’è chi ha equivocato le carezze e il solletico che faceva ai bambini per qualcosa che lui non ha mai commesso. Di diverso avviso è l’accusa che sostiene che in quelle circostanze il Ciccone avrebbe palpeggiato quattro bambini che vanno dai 3 ai 6 anni. Ora a Michele Ciccone, difeso dall’avvocato Enrico Ranieri, non resta altro che fare l’appello con il ricorso in Cassazione, altrimenti dovrà rimanere agli arresti domiciliari fino al processo. La famiglia del ex-preside vive a Napoli e proprio in questo Blog ci siamo animati nei commenti. Le persone che ci scrivono sono persone che conoscono personalmente il Ciccone, qualcuno parla della sua famiglia, altri, suoi ex-alunni quando era professore a Napoli, precisamente a Ponticelli, inveiscono contro di lui, con rabbia, come se uesta notizia sia per loro una liberazione, una situazione che “doveva” venire fuori.
Io, cosa posso dire………
A tutti ragazzi che lo hanno avuto come professore, lascio la possibilità di commentare, l’unica cosa che vi chiedo è quella di usare toni civili, altrimenti sarò obbligato a censurarli, come purtroppo sono già stato costretto a fare.
A chi ha commentato incredulo, perché ah lavorato fianco a fianco con Michele Ciccone, posso dire solo che non basta conoscere una persona sul lavoro per mettere la mano sul fuoco per colui che in questo momento è indagato per pedofilia. Purtroppo, il fatto che un individuo abbia un passato “agli occhi dei tanti” integerrimo non è una prova di innocenza. Quante mogli, dormono nel letto con l’uomo che hanno accanto da una vita, non sapendo che in realtà è un molestatore di bambini? Ne è piena la cronaca di queste storie, possibile che non si impari niente su chi è un pedofilo? Possibile che, per quanto male possa fare ammetterlo, non si debba accettare che non hanno le macchie in faccia come segno di riconoscimento? Anche per voi il dialogo sarà aperto, ma vale la stessa regola, purchè civile.
Ed in fine, ma più importante di tutto quello detto sopra è la famiglia. Come ho ribadito nei commenti sotto alcuni articoli che riguardano il preside di Bertinoro, spero che mai la moglie o i figli possano leggere post come questi, mi dispiace immensamente, alla fine le vittime, oltre a quei bambini e le loro famiglie, sono anche la famiglia di Napoli. Non dimentichiamoci che anche quelli sono figli e anche loro subiranno le conseguenze di tutto quello che casi come questo possono portare.
FORLI’ – Il tribunale del Riesame di Bologna ha confermato gli arresti domiciliari per Michele Ciccone, 60 anni, preside dell’istituto comprensivo di Bertinoro. Sul suo capo pende l’accusa di pedofilia, mossa dalla Procura della Repubblica di Forlì (pm Gatelli), che intervenne con una richiesta di custodia cautelare agli arresti domiciliari dopo un’indagine che si è avvalsa anche di filmati che hanno registrato le “attenzioni” del preside nei confronti degli alunni.
Per le accuse li avrebbe molestati, bambini tra i 4 e i 5 anni. Da parte sua il preside, di Cicciano (Napoli), si è giustificato dicendo che si trattavano solo di coccole e scherzi per coinvolgere di più i piccoli maggiormente introversi. Ma dopo aver visionato i filmati, i giudici del tribunale del Riesame di Bologna hanno confermato la necessità della misura della custodia cautelare, che il preside sta osservando nella sua abitazione napoletana. Contro le decisioni del tribunale della Libertà, Ciccone potrà fare appello con un ricorso alla Cassazione.
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