Di Lucignolo
Bambini appena nati in Marocco venduti in Italia a poco più di cinquanta euro. Questo è quanto sta emergendo da un’inchiesta partita dalla Sardegna dove, un uomo 74enne, Peppino Murgia residente a Tortolì, sarebbe tornato da un viaggio in Marocco con una conoscente Marocchina Omu El Kair Aniba che aveva con se un bimbo di appena un mese che diceva di aver partorito nel suo paese. La vicenda non ha convinto gi inquirenti. Dalle intercettazioni telefoniche è emerso che la donna marocchina parlava da tempo con un’altra donna marocchina (forse la sorella), della possibilità di fare soldi commercializzando bambini piccolissimi, appena nati da donne marocchine, da smerciare in Italia per pochi euro. Ora bisognerà fare chiarezza anche su un’altra questione: come hanno fatto i bambini ad entrare in Italia, chi gli ha procurato la documentazione necessaria? Per questo si sta indagando se, all’interno dell’ambasciata italiana a Rabat ci possa essere qualche funzionario complice che possa aver fornito la documentazione necessaria per l’espatrio.
Questo è il valore dei bambini? C’è chi in Belgio ha venduti i figli neonati gemelli, per pagarsi la liposuzione, in Cambogia le mamme si vendono le figlie con la speranza di un futuro migliore, peccato poi che a 4 anni finiscano nei bordelli costrette a prostituirsi! In Italia, un padre prima stupra il figlio e poi lo vende sul Web a un gruppo di pedofili della Brianza, lui, aveva solo 8 anni …e ancora, in Belgio una coppia vendono il figlio sul Web perché costava troppo mantenerlo….che schifo!!!!
Bambini usati come merce da contrabbando, quando va bene, usati per soddisfare l’immondo libido quando è la peggiore delle ipotesi, bambini che nessuno si accorge esistere! Guardateli, respirano e sono anche stranamente caldi…ma la cosa che più vi stupirà, esseri disumani, è che se poggiaste il vostro apparato auricolare sul petto di queste creature potreste ascoltare un rumore che non vi appartiene: tu..tu..tu…tu…lo sentite? Loro sono vivi, loro hanno un cuore, ma voi, che ne sapete? Se solo vi poggiate l’orecchio al petto, cosa si potreste sentire? ………….NULLA, SOLO UN SILENZIO TOMBALE!!
Traffico neonati/ Bimbo di un mese acquistato per 50 euro in Nord Africa e portato in Ogliastra: arrestata una marocchina
Tratta di neonati nell’ Ogliastra, provenienti dal Nord Africa, dove donne compiacenti li procurano dietro compenso di una cinquantina di euro. E’ il caso sul quale sta indagando la magistratura sarda e che potrebbe vedere coinvolto anche personale dell’ambasciata italiana a Rabat. La vicenda, per la quale una donna marocchina, Omu El Kair Aniba, detta Khira, di 46 anni, è finita in carcere, è stata scoperta grazie ai sospetti di un funzionario del Comune di Tortolì a fronte delle insistenze della stessa Aniba e di un suo conoscente sardo, il pensionato Peppino Mugia, di 74 anni, residente a Tortolì, per registrare all’anagrafe un bimbo di appena un mese che la Aniba sostiene essere suo figlio. Nel corso di intercettazioni telefoniche sono state captate conversazioni tra la Aniba e una donna ( forse la sorella) in Marocco, nel corso delle quale le due donne parlerebbero della possibilità di realizzare guadagni sostanziosi portando in Sardegna bambini da cedere a genitori adottivi italiani. Dalle indagini condotte dai carabinieri di Lanusei e coordinate dal pm Rossella Spano, è emerso che la donna ed il suo conoscente sardo sono rientrati l’11 ottobre dello scorso anno dal Marocco portando con loro un bimbo di appena un mese che la donna sosteneva di aver dato alla luce nel suo paese. La Aniba ha fornito spiegazioni poco convincenti sulla circostanza di aver partorito in Marocco. Come si è detto gli accertamenti coinvolgono ora anche un funzionario dell’ambasciata italiana a Rabat: il sospetto è che siano stati forniti documenti per l’espatrio del piccolo . Gli inquirenti non escludono che tra la Sardegna ed il Marocco sia stato organizzato un vero e proprio traffico di neonati, alimentato da venditrici disposte a cedere i bimbi per una manciata di euro.Fonte: Blitzquotidiano






13:14 on agosto 7th, 2009 1
IO PROPORREI DI MANDARE ANCHE QUESTI TUTTI INCONGO!!
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22:31 on agosto 9th, 2009 2
Un esempio che altri dovrebbero seguire:
Non regge all’accusa di pedofilia e si impicca ad un albero
domenica, 9 agosto 2009, 13:28
Cronaca, Primo Piano32 views
CommentaLo avevano indagato per pedofilia. Non ha retto per la vergogna, e si è impiccato durante la notte bad un albero. E’ accaduto ad un riccionese di 40 anni, finito sotto inchiesta per uno scambio di foto compromettenti e messaggi via internet con un bambino. A scoprirlo era stata un’indagine della Questura di Monza. Ad inchiodarlo era stata una sua foto in cui si ritraeva nudo, e che aveva inviato al ragazzo con cui corrispondeva anche tramite una chat, con messaggi a contenuto erotico. Il suo computer era stato sequestrato dalla Polizia di Rimini, e pare che nella memoria elettronica siano state trovate altre immagini pedopornografiche. Nei giorni successivi l’angoscia dell’uomo indagato ha continuato a crescere, fino al tragico epilogo. Il fatto è avvenuto la scorsa settimana, ma è venuto alla luce solo ora.
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