In Cambogia ci sono i bordelli, è qui che gli uomini vanno per cercare sesso a pagamento. Questa volta un cliente non ce l’ha fatta a rimanere zitto. La segnalazione è partita proprio da un cliente che si è trovato davanti una baby-prostituta. Una bimba di 4 anni e mi chiedo: quante altre bambine così piccole vengono fatte prostituire senza che nessuno denunci il fatto, per paura di essere coinvolto con lo sfruttamento minorile, oltre che per l’istigazione alla prostituzione? In Cambogia, come in altri paesi così poveri, spesso sono le stesse madri che vendono le figlie per cederle a questa inumana sorte. Lì, si fa nei bordelli o si comprano per strada…i piccoli corpicini….e io sono convinto che qui in Italia, come in altri paesi che sono all’avanguardia, pagherebbero con una mano pur di avere i stessi servizi. Questa piccola è stata tolta dal bordello, ma quante altre bambine ora staranno subendo la stessa sorte?
Lucignolo
baby-prostituzione
Cambogia: bambina di quattro anni trovata in un bordello
La segnalazione è arrivata da un cliente. Venduta dalla madre, adesso è in un centro di recupero
MILANO – Si abbassa sempre di più l’età delle baby-prostitute. La denuncia arriva dalla Cambogia, dove lo scorso mese in un bordello è stata trovata una piccola di soli 4 anni. A portare avanti la campagna a tutela delle più giovani è la cambogiana Somaly Mam, ex-prostituta e ideatrice dell’omonima fondazione che si batte contro l’industria della prostituzione, che ogni anno conta un giro d’affari di 12 miliardi di dollari.
VENDUTA DALLA MADRE – La segnalazione della presenza della piccola di 4 anni nel bordello cambogiano è arrivata da un cliente. La bambina era stata venduta dalla madre, anche lei prostituta. Attualmente la piccola è stata presa in cura da uno dei sette centri di recupero gestiti dalla Somaly Mam Foundation presenti in Cambogia, Laos e Vietnam e che sono stati creati appositamente per proteggere e reintegrare le bambine salvate dalla prostituzione. «Dobbiamo soltanto stare con lei e dimostrarle che le vogliamo bene. I bambini possono tornare bambini di nuovo», ha spiegato Somaly Mam durante la presentazione di una campagna realizzata con la casa di cosmetici The Body Shop per diffondere la consapevolezza del traffico di esseri umani a scopi sessuali. Le Nazioni Unite stimano che ogni anno due milioni di donne e bambini vengano indotti alla prostituzione, tra i quali il 30% in Asia. Spesso le famiglie povere vendono le figlie per ripagare i debiti.






18:15 on agosto 3rd, 2009 1
io amo gli animali e chiamarvi bestie è solo un complimento………
Rispondi
18:32 on agosto 3rd, 2009 2
inutili parassiti, e come i parassiti andrebbero trattati.
Rispondi
18:35 on agosto 3rd, 2009 3
ci vorrebbe una bella disinfestazione, allora sì che si ipotrebbe a respirare aria sana. I pedofili sono il cancro del mondo, toccano il nostro fututo, i bambini
Rispondi
22:05 on agosto 3rd, 2009 4
Per lavoro mi son trovata spesso in zone del mondo dove “volenti o nolenti” si potevano trovare questo genere di cose. In zone come il Vietnam, Thailandia, Filippine e Cina, le modernissime Hong Kong, Singapore e Macao è “normale” entrare in un “centro massaggi” e ritrovarsi ragazzine di 12-13 anni vestite come prostitute (che fanno le prostitute). Spesso le più piccole si trovano davanti alle entrate per “invogliare” i clienti ad entrare…pochi dollari per servizio completo con tanto di vino e frutta (con tanto di cartelli informativi). Squallido? Squallido è sapere che spesso si tratta di bambine (ragazzine) che sono state ripudiate/vendute/barattate dalle loro famiglie solo perché di sesso femminile. La cosa ancor più squallida è la polizia corrotta di quei paesi che per pochi dollari chiudono 1000 occhi. Il loro governo dice (a parole) di “combattere la prostituzione minorile” ma non si fa scrupoli a prendere soldi e tangenti sporchi del dolore e dello sfruttamento di innocenti. Abbiamo provato (insieme ad altri colleghi) a “chiedere spiegazioni” ad un ufficiale di polizia il quale ha detto in inglese “che è costume locale…l’oriente è rinomato per questo genere di massaggi”.
Il turista porta soldi…e nessuno di quei governi rinuncerà al grande business dei “massaggi”.
Scusa lo sfogo Lucignolo, puoi anche non pubblicare il commento se non ti piace, però questa è la schifosa realtà che mi son ritrovata di fronte.
Piccolo Off Topic: La multinazionale “The Body Shop” sta cercando di promuovere migliaia di eventi pur di distogliere l’attenzione dal fatto che è accusata di testare i propri prodotti (100% naturali) sugli animali.
Rispondi
22:14 on agosto 3rd, 2009 5
Come censurare commenti come questo? Queste sono testimonianze…crude, ma d’altronde il mondo è pieno anche di queste purulenze ed è bene che, se fatto a scopo informativo, la gente sappia che non tutti i bambini hanno la fortuna di dormire in coperte candide e profumate, che non tutti i bambini la mattina ciondolano per casa, indecisi con quale giocattolo passeranno la giornata. In molte parti del mondo, anche qui, in casa nostra, i giocattoli sono proprio loro, i bambini. Grazie per il tuo contributo……
Rispondi
17:12 on agosto 4th, 2009 6
Vi invito a leggere “IL RUMORE DELL’ERBA CHE CRESCE” di Marco Scarpati edizioni INFINITO.
Parla della Cambogia, di bambini e delle loro madri.
Parla dei turisti.
Parla di quello che alcuni fanno per cambiare le cose, al di là quindi delle parole e del perbenismo.
E’ un mondo dove la povertà supera ogni immaginazione, e quando c’è la fame, la fame più nera purtroppo cambia quel concetto di dignità che noi europei abbiamo.
Oddio, giusto per stare in Europa non è che in Romania tanti bambini se la passino meglio.
Vi invito ad avere pietà per quelle madri cambogiane che vendono i loro figli, quando non hai altro, quando c’è fame e malattia, quando non hai nemmeno 2 soldi per comprare un pò di paglia per costruire un cesto, è dura poi cercare di inventarsi un mestiere vendendo cesti, poi come li sfami i tuoi figli?
Al turista non interessa il tuo cesto (o qualsiasi altro prodotto di artigianato si voglia pensare), ma arriva lì e vuole comprare tutt’altro.
La vera bestia è il turista sessuale.
La vera bestia è il menefreghismo globale.
Pensiamoci, e fra le tante spese inutili, facciamone almeno una di meno e facciamo qualcosa di utile per loro.
Per il resto, le prime a collaborare dovrebbero essere le agenzie di viaggio, quelle che vedono in faccia il turista, facciamo un business di meno e una segnalazione alla polizia in più.
Rispondi
10:49 on agosto 5th, 2009 7
(sono l’anonima del commento precedente)
@ Gatta ci cova:
Sono in parte d’accordo con il tuo commento.
Tu dici:
“Parla di quello che alcuni fanno per cambiare le cose, al di là quindi delle parole e del perbenismo”
Ma se i primi a non far nulla per cambiare le cose sono proprio le loro autorità corrotte. Il loro “perbenismo” è solo a parole, ma il dio-dollaro va al di la di tutto.
“E’ un mondo dove la povertà supera ogni immaginazione, e quando c’è la fame, la fame più nera purtroppo cambia quel concetto di dignità che noi europei abbiamo”
Io credo che l’amore materno sia uguale in ogni angolo della terra. La storia della “fame” che vuoi dare la vedo un po’ come una scusa per giustificare il gesto della madre. In questa storia non c’è niente e nessuno da giustificare.
“Vi invito ad avere pietà per quelle madri cambogiane che vendono i loro figli, quando non hai altro, quando c’è fame e malattia, quando non hai nemmeno 2 soldi per comprare un pò di paglia per costruire un cesto, è dura poi cercare di inventarsi un mestiere vendendo cesti, poi come li sfami i tuoi figli?”
Chiedi pietà per delle madri che si sentono afflitte da una disgrazia immane quando hanno una figlia femmina e non chiedi pietà per quelle figlie? Scusami, sarò cinica ma non provo pietà per loro.
“Al turista non interessa il tuo cesto (o qualsiasi altro prodotto di artigianato si voglia pensare), ma arriva lì e vuole comprare tutt’altro.”
Inizia a specificare il tipo di turista e non fare di tutta l’erba un fascio. Io ci sono andata per lavoro e ci andrei di nuovo per visitare quei posti che non hanno solo “povertà e sesso” da offrire. Hanno una cultura totalmente differente dalla nostra, ma anche luoghi bellissimi, natura incontaminata e quant’altro.
“La vera bestia è il turista sessuale.”
Altrettanto bestia è però il governo del paese che gli permette di trovare “quello che vuole” senza muovere un dito.
“La vera bestia è il menefreghismo globale”
Caro Gatta ci cova, se pensi che io, tu e Lucignolo da soli bastiamo a far cambiare idea a quei governi sei solo un sognatore. Dovrebbero essere i nostri governi a muoversi in questo senso…ma sembrano sempre occupati a parlare del pseudo infarto di Sarkozy o delle mignotte di Berlusconi o della birra di Obama…
“Pensiamoci, e fra le tante spese inutili, facciamone almeno una di meno e facciamo qualcosa di utile per loro”
Non voglio essere egoista, ma anche qui da noi abbiamo un problema simile da risolvere…iniziamo a occuparci di quello “che abbiamo a casa” e iniziamo a dare il buon esempio.
“Per il resto, le prime a collaborare dovrebbero essere le agenzie di viaggio, quelle che vedono in faccia il turista, facciamo un business di meno e una segnalazione alla polizia in più.”
Non voglio farti passare per “bacchettone” ma tu credi alla favola del turista sessuale che va in agenzia a comprarsi il biglietto? Stai parlando di una persona che agisce nell’illegale quindi i suoi biglietti se li compra da internet. Stai parlando di persone che molto spesso tornano nei posti che bene o male già conoscono e in cui hanno agganci lì. Ricordo il servizio delle “iene” in cui il tipo pedofilo addirittura aveva in affitto una casa tutto l’anno per andarci quando voleva.
Scusa per il commento lunghissimo Lucignolo e ti ringrazio per aver pubblicato il mio precedente. E sì, ai nostri bambini andrebbe ricordato più spesso il fatto di essere fortunati a dormire sotto coperte calde e ad avere tutto quello di cui hanno bisogno.
Un caro saluto
Rispondi
20:13 on agosto 5th, 2009 8
@anonima
Mi hai fatto il pelo e il contropelo….cercherò di spiegarmi meglio anche se non amo essere prolissa, e poi, ognuno è libero di pensarla come vuole.
Ritenevo ovvio, quando parlavo di turista che si intendesse quello che io intendevo, cioè turistasessuale.
Il libro io me lo sono letta, e, ripeto, non riesco ad essere così categorica nel giudizio sulle madri cambogiane, anche perchè magari non sono loro a farlo direttamente e anche perchè NON vorrei mai trovarmi nella situazione di dover sciegliere fra morire letteralmente di fame con mia figlia, o darle forse una probabilità di vita, seppur morendo dentro e fuori nello stesso momento in cui scelgo di farlo, giuro non mi ci vorrei trovare proprio.
Sono d’accordo che il principale responsabile è il governo di quel paese, ma detta così…che fai?
Chi ha scritto quel libro è il presidente dell’ECPAT, grazie a loro si è arrivato alla legge 269/1998 (quella che punisce nel nostro paese il “turistasessuale” che “pratica” all’estero).
I diritti d’autore di quel libro sono devoluti all’Ecpat, e non sto a dilungarmi oltre.
Basta fare qualcosa.
Riguardo alle favole, è un pò che non ci credo, e pertanto credo anche che si possa rintracciare anche chi si prenota con internet (basta vagliarli alla dogana non credi?)
Puoi anche aver ragione sul fatto che ci dovremmo occupare dei nostri problemi qui in Italia, infatti bisogna farlo, ma io penso che i bambini sono bambini di tutti , ovunque si trovino, se no poi, mia cara, salta fuori che ci sarà chi si occupa dei bambini del Veneto meglio di quelli della Basilicata…e allora?!!!
Rispondi
10:05 on agosto 6th, 2009 9
@ Gatta ci cova
Innanzi tutto scusa, perché non so come mai ma pensavo fossi un uomo. Non volevo farti pelo e contropelo, volevo solo dire la mia. Non voglio passare per quella “so tutto io”, non è mia intenzione…ti ho solo spiegato il mio punto di vista, forse perché alcune cose le ho potute vedere direttamente.
Continuo a non avere pietà per quelle madri, continuo a pensare che è meglio la morte piuttosto che una vita “da schiava”.
Mi informerò sull’Ecpat, sinceramente (scusa l’ignoranza) non sapevo manco che fosse. In ogni caso resto dell’idea che in quei paesi se ne fregano di tutto…
Per la rintracciabilità dei biglietti aerei ho i miei dubbi…come già detto è gente che opera nell’illegalità quindi prendono tutte le precauzioni possibili.
Parli di vagliare le dogane…bon…ho un passaporto italiano con il visto USA, Cinese, Russo, Giapponese (con timbri di Vietnam, Singapore, Macao, Cuba, Turchia, Brasile, Santo Domingo, Thailandia, Brunei, Yemen, Oman, Emirati Arabi…) e ogni volta puntualmente mi chiedono con faccia sospettosa il “perché dei visti”…mi tocca spiegare che non sono una terrorista ma personale di bordo sulle navi…adesso alle dogane al 99% si controlla solo per il rischio degli attentati…il turismo sessuale forse (secondo i governi) non è un problema così grave…lo diventerà solo quando qualche grande paese non sarà colpito direttamente con un numero spropositato di vittime…tipico di ogni governo fare le leggi solo dopo che “ci scappa il morto”.
Un caro saluto a tutti…e buone vacanze
Rispondi