Insegnamo ai bambini a dire NO! Ve ne saranno grati per tutta la vita

dalpaesedeibalocchi

giugno 3rd, 2009 at 11:35

Le statistiche del delirio, tratto dal gruppo Il Cannocchiale

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Di Vania Lucia Gaito Fonte: Il Cannocchiale

 

Un avvenimento degli ultimi giorni ha suscitato un certo scalpore. L’avvenimento in questione ha per protagonista Marco Casonato, docente di Psicologia dinamica all’università di Milano-Bicocca. Casonato è stato l’organizzatore di un convegno tenutosi a Milano dal 20 al 22 maggio dal titolo “Abusi, falsi abusi e scienze forensi“. In tale contesto, Casonato commentava un dato diffuso dalla Società di Psicologia Giuridica, che attesta che, delle denunce per violenze ai minori, il 96% riguarda falsi abusi. L’esimio docente parla di psicosi collettiva, mettendola in correlazione con diverse cause, tra le quali “Un certo modello di cultura femminista” sostiene “che vede l’uomo come un essere intrinsecamente pericoloso per le donne e i bambini”. Non contento, bersaglia anche le famiglie, ritenute responsabili della mancata sorveglianza dei propri figli: “Chiaro che se il figlio viene lasciato solo davanti al computer, davanti la televisione o in mezzo alla strada le probabilità che gli succeda qualcosa sono più elevate”.

Tralasciando l’ovvietà di alcune sentenziose affermazioni, è legittimo chiedersi da quali fonti sia stato tratto il dato in esame. Tale dato emerge da un convegno tenutosi a Roma il 18 maggio, su “La Testimonianza del minore in un giusto processo” e fa seguito ad una delibera dell’11 marzo 2009 della Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane, che punta il dito contro la negazione del diritto al giusto processo nei confronti di indagati e imputati coinvolti nei processi per abusi sui minori. Sotto accusa anche gli inquirenti, rei di condurre “indagini improvvisate”, e ovviamente i consulenti psicologi, rei di avere dubbia competenza, dubbia professionalità e di utilizzare tecniche di ascolto del minore di natura induttiva e suggestiva.

Un polverone inutile, alla luce del fatto che già le sentenze di Corte di Cassazione avevano posto l’accento sulla necessità di una rigorosa circospezione nell’acquisizione della prova riguardante le dichiarazioni di minori e di bambini, poichè una certa politica televisiva tende a ingenerare in “molti genitori la convinzione dell’esistenza di pericoli anche dove non ci sono”. (CASSAZIONE PENALE, Sezione III, Sentenza n. 35224 del 21/09/2007). Tuttavia, la stessa sentenza afferma che i bambini che, anche in tenera età, dichiarano di aver subito abusi sessuali possono essere una valida fonte di prova e le dichiarazioni dei genitori sui fatti loro riferiti dai figli hanno il peso di una testimonianza.

E’ importante sottolineare che tra gli oratori del convegno romano c’era anche  Luisella De  Cataldo  Neuburger, psicologa, avvocato e consulente della difesa nel processo sui presunti abusi nella scuola materna di Rignano Flaminio. Per intenderci: il processo in cui “non c’è traccia di niente”, secondo la signora in questione, mentre si affastellano le testimonianze di una ventina di bambini che raccontano di giochi “cattivissimi”, di penetrazioni anali e vaginali, di fotografie e anche molto di peggio.

Tra i relatori anche Cataldo Intrieri, difensore di Riccardo Bianchini Riccardi nel processo per il crac Cirio (all’epoca Bianchini era amministratore Eurolat), e sempre di Bianchini ma anche di Alfredo Gaetani, presidente della Centrale del latte, nel processo per il crac Parmalat.

Altro relatore, l’avvocato Guglielmo Gulotta, conosciuto anche per aver assistito Antonio Aldo Sodaro, l’ex primario dell’Ospedale San Pietro di Roma accusato di abusi sessuali sulle sue pazienti anoressiche durante le sedute di ipnosi e condannato in appello a 5 anni e mezzo, oltre che  per aver assistito un assicuratore di Trieste condannato a sei anni e mezzo, lo scorso novembre, per abusi sulla figlia di quattro anni.

Ospite al convegno, per esprimere il contributo della politica, l‘ex legale di Berlusconi, Gaetano Pecorella, imputato per favoreggiamento del neonazista Zorzi, suo cliente, a sua volta imputato per la strage di piazza della Loggia.

Insomma, una sfilza di gente che con le vittime non ha mai avuto nulla a che fare, se non avendole come controparte in tribunale. Non fa specie, quindi, che un fermissimo ed entusiasta sostenitore del convegno e della delibera della Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane sia Vittorio Apolloni, fondatore del Centro documentazione Falsi abusi, l’associazione che ha distribuito nelle scuole di Brescia, Torino e Rignano Flaminio un delirante vademecum con le 10 regole per non beccarsi una denuncia per abuso sessuale.
A sentire Apolloni, sono falsi quasi tutti i casi di abusi sessuali denunciati: i bambini mentono, i genitori sono isterici, le indagini inattendibili, gli psicologi sono incompetenti. E’ intervenuto in tutti i casi legati alle scuole materne, da Brescia a Rignano Flaminio, sostenedo sempre l’innocenza degli imputati. A sentir lui, insomma, siamo tutti una massa di psicotici ossessionati dall’idea della pedofilia, mentre invece la pedofilia non esiste. Strano, non si diceva lo stesso della mafia e poi saltarono in aria Falcone e Borsellino?

Ma Vittorio Apolloni ha una buona, anzi, un’ottima ragione per sostenere quanto afferma. La ragione si chiama Valerio. Valerio è suo figlio, condannato in appello a due anni e dieci mesi di carcere e a 100.000 euro di risarcimento alle famiglie di due bambini, un maschio e una femmina, vittime di abusi, avvenuti nella scuola materna «Bovetti» di La Loggia. Per i giudici, responsabili di quegli abusi sono Valerio Apolloni, presidente dell’ente morale che all’epoca gestiva la scuola, e Vanda Ballario, ex direttrice dell’istituto.
“La clamorosa vicenda dell’ asilo Bovetti prende il via nel gennaio del 2001 quando i due educatori vengono arrestati. Ad accusare il presidente e la direttrice didattica sono i genitori di un bimbo e di una piccola che frequentano da pochi mesi l’ asilo. I due educatori sono accusati di appartarsi spesso con un gruppo di scolari nella stanza della direttrice” racconta Repubblica.  “Gli inquirenti, sollecitati da una denuncia dei genitori, ricostruiscono anche la personalità dei due arrestati. La loro attenzione è puntata sul passato dell’ uomo, che qualche anno prima sarebbe stato allontanato in modo sbrigativo dall’ oratorio che frequentava.”

Nella sentenza di appello che condanna Apolloni si legge: “[…] nella letteratura di un certo peso dottrinario non è agevole pensare a quei piccoli come a piccole persone capaci di sofisticate bugie e fantasticherie, perché la regola è che un bambino di quell’età è strutturalmente incapace di occultare o riprodurre falsamente i fatti di queste sue prime esperienze […]”. I bambini di quell’età, insomma, non sono in grado di raccontare cose che non hanno mai vissuto. Ed è alla luce di quest’ultima affermazione che si devono leggere le testimonianze dei due bambini abusati.
I genitori della bambina avevano appreso degli abusi subiti dalla piccola in modo raggelante: la bambina “…era poi andata nel lettone tra i genitori ed aveva preso a spalmare la propria saliva sul viso del padre. Al rimprovero di quest’ultimo la bimba aveva detto: “Questa non è la saliva… è la crema… quella che si mette in bocca e si ingoia”. La madre le aveva chiesto chi le avesse insegnato questo gioco e la bimba aveva risposto ”La signora dei gialli (i gialli è il colore della sezione)”. La madre “Da dove la prende questa crema?  Bimba: “Dal pistolino di VALERIO, è dolce e non brucia”.

Come sottolineato anche durante il processo, il linguaggio usato dalla bambina, la gestualità, le emozioni connesse appaiono compatibili con l’aver vissuto personalmente esperienze sessuali di tipo adulto. Il linguaggio utilizzato ha modalità infantili, è imperfetto, a volte confuso, la gestualità spontanea e non controllata. Nelle false rivelazioni invece compare una stereotipia particolare ed il racconto appare come una lezione imparata a memoria, con connotazione emotiva spenta o incongrua.
Un altro passaggio, fa emergere analoghe considerazioni: 
“Psicologa: “Facciamo finta che è una macchina fotografica”
BAMBINO si tira giù i pantaloni e le mutandine, si mette in posa con le braccia aperte, quasi una danza poi dice “Anche così”, prende il pene con le mani e lo mostra, fa alcune pose muovendo le braccia. […] La comunicazione gestuale di BAMBINO che si mette in posa, tira giù le mutandine, esibisce il pene,  attende il clic della macchina fotografica, appare fortemente sintomatica di un’esperienza realmente vissuta.”

Resta inoltre un interrogativo. Perchè, nel corso di questo convegno non è stato mai ricordato che sono migliaia i casi di abuso che non vengono mai neppure denunciati? Perchè non è mai stato posto l’accento sulla gravità di un fenomeno in dilagante espansione e si è tentato invece di propugnare la teoria secondo cui ci sarebbe addirittura una diminuzione dei casi di abuso sessuale?

E’ vero che esistono alcune denunce di abusi che si rivelano false, come nel caso riportato anche in Viaggio nel silenzio. Tuttavia è necessario operare un distinguo, poichè i casi denunciati non equivalgono a tutti i casi di abuso. La stragrande maggioranza degli abusi non viene mai denunciata. Com’è possibile dunque anche solo pensare di poter fare una statistica di una qualche validità?

L’abuso non è un reato commesso in pubblico, ma in privato. Non è come una rapina. Non ci sono mai testimoni. Il testimone è il bambino stesso, la vittima stessa, che spesso è troppo piccolo anche per riuscire a verbalizzare adeguatamente quanto ha vissuto. Perchè la capacità di raccontare di un bambino non è la stessa di quella degli adulti. La capacità di dare una sequenza temporale agli avvenimenti, per esempio, è un’abilità che i bambini cominciano ad acquisire solo intorno agli otto o nove anni.
Le testimonianze di questi bambini, dunque, devono essere valutate alla luce delle loro capacità comunicative, non in base ad astratti stereotipi da tribunale. Devono essere gli adulti, ad adeguarsi a loro, a capire.
Questi adulti assai meno credibili dei bambini.

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  • Lucignolo
    12:18 on giugno 3rd, 2009 1

    gli avvocati del Crack Parmalat difendono anche i preti indagati per pedofilia:

    Un altro caso di presunto abuso avvenuto tra le pareti che dovrebbero essere un forziere per i bambini…la casa di DIO!

    Volevo solo far notare che, queste persone indagate per pedofilia spesso hanno il fior fiore degli avvocati, come in questo caso:

    Prof. MARIO ZANCHETTI, ordinario di diritto penale, Università Carlo Cattaneo LIUC Castellana, avvocato della Curia nonché del prete in questione, è lo stesso avvocato che difese Paolo Sciumè, uno dei consiglieri indipendenti del caso “Crack Parmalat”.  

    Rispondi

  • E' dura da mandare giù
    12:46 on giugno 3rd, 2009 2

    Da che pulpito arriva la predica “Vitorio Apolloni”! E’ come se i ladri di supermercati facessero una rivolta per le telecamere di sorveglianza…….perchè violano la privacy!!!

    Non so se mi spiego!!!  

    Rispondi

  • Per tornaconto
    12:55 on giugno 3rd, 2009 3

    Sicuramente, come tante famiglie non mollano e vogliono fare chiasso affinché si sappia quanta omertà e voglia di insabbiare ci sia dietro ogni abuso sessuale, anche chi fa convegni del genere, non riportando esattamente i dati ormai inconfutabili (vedi Rignano Flaminio) lo fanno per un torna conto, poi, quale esso sia non ci è dato saperlo……..  

    Rispondi

  • Fiaccolata contro la pedofilia
    12:59 on giugno 3rd, 2009 4

    Ma non lo sapete che i bambini sono dei mostri che seducono gli adulti e alle volte gli violentano pure?????

    E’ QUESTO IL TORNACONTOOOOO

    Sono cambiati i tempi, la gente incomincia da tanto tempo ormai a ragionare con un proprio cervello, se ne stanno sentendo troppe…BASTA, I BAMBINI NON SI TOCCANO.

    Vi invito a tutti il 23 giugno a P.zza Navona per la Fiaccolata Contro La Pedofilia, venite in tanti per dire basta!!!!!  

    Rispondi

  • Lucignolo
    13:06 on giugno 3rd, 2009 5

    Mi fa piacere sapere che qualcuno, otre a me qui sa di questa fiaccolata. Io ci sarò!!!
    Sono proprio soddisfatto che dopo tanto essermi sgolato, qualcuno abbia messo a fuoco l’ambiguità che c’è in questi convegni,( Vania Lucia Gaito Fonte: Il Cannocchiale) io lo faceo da tempo, ma aver trovato questa mattina un articolo interamente dedicato a queste problematiche e trovare il mio blog citato tra le fonti, come oggetto di “DATO” , vuol dire che a qual cosa ogni tanto serve battere sempre sullo stesso tasto!!!  

    Rispondi

  • E bravo Lucy
    18:03 on giugno 3rd, 2009 6

    E bravo Lucignolo, allora qualcuno ti legge :-)
    Stai attento, più visibilità, più grattacapi  

    Rispondi

  • giustiziere
    20:36 on giugno 3rd, 2009 7

    Calma, calma….

    Al convegno io c’ero e quel dato non é uscito in quel modo.
    Si parlava genericamente di abusi su minori di ogni tipo (non necessariamente sessuali), inclusa l’incuria e le percosse, spesso fatta da minori stessi su loro coetanei, e lo si raffrontava alle reali condanne.
    Un dato che epidemiologicamente non vale nulla ma pur sempre un dato.
    Lo so perché io stesso ho posto il problema sull’eventuale esistenza di ricerche su percentuali di falsi positivi e non ho trovato risposta.
    La pedofilia é tragicamente reale e dire che i falsi positivi sono il 96% é una cazzata non troppo dissimile dall’affermare che i bambini non mentono mai.  

    Rispondi

  • Lucignolo
    20:37 on giugno 3rd, 2009 8

    @ E bravo Lucy
    Finalmente te ne sei accorto/a…………., tanti nemici tanto onore, non sono io che devo stare attento.  

    Rispondi

  • Lucignolo
    20:50 on giugno 3rd, 2009 9

    @giustiziere
    il fatto che tu ci sia stato non è una certezza sul dato che è stato riportato dall’autrice dell’articolo in questione, in quanto, anche la signora potrebbe essere stata presente al convegno no?
    E un dato di fatto che i bambini piccolissimi non possano articolare un inganno, non mentono, non ne sono “ancora” capaci, ma per te queste sono cazzate…..per noi i bambini che riferiscono abusi indicibili, invece sono ORRORI!  

    Rispondi

  • giustiziere
    18:59 on giugno 4th, 2009 10

    No, la gaito non c’era.
    Lista iscritti alla mano.  

    Rispondi

  • Gianni Perfetti
    08:28 on giugno 5th, 2009 11

    Questo è un fenomeno interessante che non porterà il fenomeno dei falsi abusi al 96% ma sicuramente influisce sulle statistiche. Che dici Lucignolo? Anche questi bambini sono vittime, no?

      

    Rispondi

  • Lucignolo
    10:30 on giugno 5th, 2009 12

    @Gianni Perfetti
    ho tolto il link che tu hai messo nel commento che riportava ad un video sui bambini contesi nei divorzi, sottratti al padre con false accuse di abuso sessuale al solo scopo di ottenere la diffamazione del coniuge che tale non lo è più.
    Caro Gianni, ciò che cosa vuole dire? Ci sono i maniaci, quelli che si suicidano, quelli che uccidono i bambini, le donne e gli anziani………

    Questo tipo di propaganda non farla su questo blog, ci sono blog nati per attestare i “FALSI ABUSI”, o fprum come “COLOMBA BIANCA” diretti da persone autorevolissime esperti in materia, lì, forse è il luogo giusto dove postare questa roba, qui no!  

    Rispondi

  • Gianni Perfetti
    15:54 on giugno 5th, 2009 13

    Era per spiegare che nelle statistiche evidentemente finiscono anche quei casi. Casi dove i bambini vengono abusati dai loro stessi genitori grazie a false accuse. E’ un fenomeno diffuso molto di più di quello che si pensi. E non capisco che cosa centri la propaganda! Era un semplice contributo al dibattito. Ma evidentemente tu, che hai sempre parole di disprezzo per coloro che non pensano ai bambini, evidentemente pensi, in tipico stile orwelliano, che alcuni bambini siano più eguali di altri! Come non mi hai mai risposto alla segnalazione che ti facevo sulla storia della bambina “rapita dalla giustizia”. Abusata grazie a un falso abuso. Un’altra che non si merita neanche un briciolo della tua pietà.  

    Rispondi

 

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