di Maurizio Duci. Viaggio in Abruzzo a un mese dal terremoto. L’Aquila e i primi lenti passi verso la normalità.
E’ passato già un mese dal terremoto che ha devastato l’Aquila…..la natura, così fragile, con un ecosistema che se viene alterato può portare anche alla distruzione……così forte quando si infuria, devastante, impossibile frenarla….l’unica cosa da fare è correre ai ripari, fuggire!!
Ma dove e come se ad imperversare è la terra che non cessa di tremare? L’orientamento vacilla, il buio non aiuta e poi….la calce, quell’odore che secca i polmoni……e il tuono, la casa che grida, si piega, vacilla….e crolla…e quanti figli, quante madri, quanti esseri umani che hanno capito o che non hanno capito cosa gli stava accadendo….forse dal cielo, solo ora, potranno sapere cosa li ha portati via!
Ma la vita va avanti, anche se alle volte sembra un ingiustizia…….andare avanti per i terremotati significa il non sapere cosa li aspetterà. Qualcuno non vuole ricominciare perché ha perso un famigliare tra le macerie, e andare avanti significa anche dover a poco a poco distaccarsi da quel momento che la mente li ricorda ancora lì, tra loro, vivi….andare avanti significa pensare al domani, e il domani è senza loro, le vittime del terremoto.
Poi, invece c’è chi vuole andare via dal presente, spera in un domani con una casa e con la tranquillità di sempre, ma la casa deve essere di legno…..no, basta con le travi, le pareti….come potrebbero dormire quando il sole li abbandona e scende la notte, la notte che nulla a dato e tutto gli ha tolto…….
Lucignolo




