Insegnamo ai bambini a dire NO! Ve ne saranno grati per tutta la vita

dalpaesedeibalocchi

aprile 2nd, 2009 at 22:21

10 anni, abusato e costretto ad abusare un bimbo di 5 anni, l’orco 42enne equadoregno l’ha violentato nella comunità PROTETTA

Violentato nella comunità protetta, una comunità religiosa. Il bambino di 10 anni è orfano, e qui ha conosciuto il suo aguzzino che lavorava nei campi della comunità, li coltivava, ma in realtà la sua intenzione era ben altra…coltivare la sua perversione e come tutti i pedofili è riuscito a conquistare il bambino.

Il bambino che essendo orfano credeva di trovare, in quelle attenzioni, un papà, (la mamma ha problemi con la droga)  il bamambino voleva solo essere amato, accarezzato e coccolato, voleva sentirsi importante e speciale per qualcuno…..voleva essere un bambino speciale, come lo sono tutti i bambini agli occhi dei propri genitori. Ora di sicuro si sentirà “speciale” perché diverso, perché da chi voleva amore, ha ricevuto uno stupro, da chi credeva che lo avrebbe fatto sentire speciale lo ha umiliato, gli ha calpestato la dignità.

 

Nell’articolo troverete molto di più, questo è solo un mio pensiero……..parlate con i vostri figli, e ricordate una cosa molto importante, che spesso mette in crisi i genitori: rispondete a tutte le domande che vi fanno i vostri figli, anche a quelle che vi sembrano imbarazzanti, o non adatte per la loro età, perchè,  ricordatevi, che nel momento in cui un bambino fa una domanda, significa che è pronto per avere una risposta che deve essere reale. Se si risponde con delle mezze verità su certi “argomenti”, il bambino ha la “sensazione” che  qualcosa non gli è stato detto, questa lacuna genera  curiosità che lo potrebbe spingere a chiedere delucidazioni in altri luoghi, diversi da quelli familiari. Rendendosi conto che  mamma e papà cercano di sviare le domande, difficilmente chiederà di nuovo, perché proverà vergogna, perché prenderà l’argomento come un TABU’. Un dialogo aperto, a misura di bimbo, si intende, non farà nient’altro che instaurare un rapporto a 360° di grande fiducia reciproca, e vedrete che se gli diranno “NON PARLARE CON MAMMA ATRIMENTI L’UCCIDO” ci saranno molte più probabilità che il bambino abbia la forza di reagire.

Dopo un anno di abusi il pedofilo è finito in manette. È un operaio di 42 anni, ecuadoregno ed incensurato

Violentato dall’orco nella comunità protetta
MILANO – Costretto a subire le violenze di quell’uomo che considerava quasi un papà. E costretto a ripetere quegli abusi sull’amichetto, di soli 5 anni. Ma l’incubo di Marco (il nome è di fantasia, ndr) è finito lunedì, quando gli uomini della Squadra Mobile hanno arrestato l’orco: un operaio 42enne, incensurato e originario dell’Ecuador. Le violenze La piccola vittima, un bimbo italiano di soli 10 anni, aveva conosciuto il suo aguzzino in una comunità per minori gestita da religiosi. Era lì, infatti, che Marco, orfano di padre e con una mamma con problemi di tossicodipendenza alle spalle, trascorreva la maggior parte dei suoi pomeriggi, circondato da altri bambini e da educatori gentili che si prendevano cura di lui. Ma proprio tra le mura di quella comunità protetta Marco ha incontrato l’orco. Un uomo di 42 anni, che avrebbe dovuto occuparsi soltanto dell’orto ma che dalla fine del 2007 aveva cominciato a rivolgere attenzioni ambigue al bimbo. E Marco, che non non aveva mai avuto un padre, era rimasto affascinato da quell’uomo così gentile, che al pomeriggio lo portava a vedere i pesciolini rossi nuotare nello stagno, che lo accompagnava nell’orto e gli faceva fare le passeggiate nei prati della campagna pavese. Ma gli abbracci e le carezze innocenti si sono presto trasformati in abusi e giochi perversi, che il piccolo era costretto a subire. E ogni passeggiata in campagna diventava occasione per violenze e molestie lontano da occhi indiscreti. «Non raccontare nulla» diceva l’aguzzino e il piccolo Marco taceva, impaurito da quelle minacce: «Se dici qualcosa vedrai cosa faccio alla tua mamma». Stupri E giorno dopo giorno le violenze si facevano sempre più atroci, fino a sfociare in veri e propri stupri, consumati nell’appartamento dell’ecuadoregno. «Vieni a casa mia, c’è il mio nipotino che vuole giocare con te» la scusa usata per convincere il piccolo. E il bimbo aveva accettato. Ma una volta arrivato in quella casa, a Rosate, per Marco era cominciato il vero incubo. Ma il dramma non si era esaurito. «Devi fare queste cose con un altro bambino», gli aveva infatti “ordinato” il pedofilo. E Marco, plagiato, terrorizzato dal suo carnefice, aveva obbedito e aveva violentato un suo amichetto, di soli 5 anni. Ma il piccolino non è riuscito a mantenere l’atroce segreto e, in lacrime, ha raccontato tutto a mamma e papà. E nel giugno scorso dalla comunità per minori è partita la denuncia. Davanti a psicologi e inquirenti i due piccoli hanno raccontato con precisione e lucidità gli abusi, e per il 42enne sono scattate le manette. E anche il fratello del pedofilo ha confermato: «Aveva comportamenti strani. Non gli facevo vedere neanche mio figlio».(Fonte)

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