
“Impedire a chi commette un reato di ripeterlo” oltre che previsto dal nostro ordinamento dovrebbe essere previsto dal buon senso. La castrazione chimica è sicuramente un atto estremo, ma dal momento che tutto le altre soluzioni sono a rotoli… a mali estremi….Il problema è idubbiamente molto più vasto e culturale e le soluzioni vanno analizzate a 360 gradi, ma quante donne e bambini dovranno ancora pagare e avere la vita rovinata in nome di un fantomatico ”percorso di rieducazione”???
All’interno dell’emendamento “ronde”, la Lega ha presentato ieri, a tarda notte, una nuova proposta (neppur tanto nuova sevogliamo) sempre molto cara a molti esponenti leghisti: la castrazione chimica per gli stupratori.
Riferisce il Corriere, proprio stamane.
Gli emendamenti in realtà sono due. Secondo il primo «il condannato sarà inserito in un programma di recupero psicoterapeutico realizzato dalle Asl con una durata non inferiore ai due anni quando abbia scontato la pena o questa è altrimenti estinta, previa valutazione da parte del giudice della pericolosità sociale e della personalità del reo, nonché dei suoi rapporti con la vittima del reato ». Ma il giudice potrà anche decidere che la castrazione chimica venga eseguita per tutto il periodo della condanna. Il secondo contiene la possibilità di effettuare il trattamento «durante la detenzione e in alternativa al regime detentivo. I condannati potranno chiedere la somministrazione di farmaci previa valutazione da parte del giudice della pericolosità sociale e della personalità del reo, nonché dei suoi rapporti con la vittima del reato, oppure ottenere la sospensione condizionale della pena o misure alternative al carcere». In ogni caso – dice la Lega – «il giudice potrà far rientrare in cella il condannato qualora si renda conto che questi ha interrotto il trattamento».
Due emendameni, quindi, per un unico scopo. Impedire a chi abusa sessualmente di altre persone, di ripetere l’atto criminale facendo scomparire così il “pericolo” per la società.
Non c’è dubbio che questa proposta portareà nelle prossime ore grandissime polemiche. Dal punto di vista politico, certamente, ma non solo.
E’ probabile che anche la stampa cattolica si faccia sentire (e sinceramente lo spero proprio) circa questo dubbio provvedimento.
La politica ha già fatto naturalmente i primi passi….Franceschini del PD si è detto indignato ed inorridito, chiedendo al presidente della Camera Gianfranco Fini di intervenire per bloccare questo emendamento.
Ma, non lo dimentichiamo, Walter Veltroni, in campagna elettorale si era dimostrato possibilista in merito a tali provvedimenti.
Ma la “soluzione lega” è davvero praticabile? E’ possibile dal punto di vista sia legale che “educativo” proporre la castrazione chimica, seppur reversibile (se la può essere davvero….), come soluzione per porre limiti a chi ha commesso abusi e potrebbe ancora commetterli?
L’abuso è solo questione di pulsioni sessuali, oppure il problema è ben più ampio?
A mio parere il problema è molto più vasto, e non può essere risolto a suon di “spot elettorali” o di soluzioni tanto veloci quanto inopportune. Il problema è culturale: parte dalla televisione e dalle immagini che trasmette, ed arriva alla politica ed ai valori che non trasmette.
Parte dall’educazione dei giovani ed arriva agli adulti, spesso lasciati solo in balia di malattie e difficoltà psicologiche.
Senza parlare poi della gestione dei crimini, che non può essere demandata a soluzioni chimiche ma richieste, secondo il nostro ordinamento, che il reo possa sempre avere la possibilità di rieducarsi e di emendare la propria errata e violenat condotta.
Insomma….il problema è molto complesso. Seppur io non credo sia giusto correre subito allo scontro ideologico….credo sia giusto fermarsi, per una discussione aperta e serena, fondata dal punto di vista del diritto e delle cure mediche.




