Insegnamo ai bambini a dire NO! Ve ne saranno grati per tutta la vita

dalpaesedeibalocchi

marzo 17th, 2009 at 23:10

Dddl Calabrò, mercoledì 18 marzo in Senato

Biotestamento/2     Nasce l’associazione Per Eluana, che vede papà Englaro scendere in campo contro una legge “anticostituzionale” come quella che tra poche ore inizierà ad essere dibattuta a Palazzo Madama. Il Pd annuncia la battaglia parlamentare, con D’Alema che si dice pronto a votare le pregiudiziali di incostituzionalità che il suo partito avanzerà in Parlamento 

A poche ore dal suo arrivo nell’aula di palazzo Madama, dove domani si inizierà a discuterne, il ddl Calabrò ancora divide la politica e lascia presagire come sul tema il confronto non potrà che avvenire in un clima tutt’altro che sereno, nonostante le dichiarazioni di buona volontà che piovono da entrambi gli schieramenti. E proprio a ridosso del debutto del biotestamento tra gli scranni della Camera Alta, è nata oggi l’associazione “Per Eluana”, che vede il padre Beppino Englaro scendere in prima fila nella mobilitazione contro il testo della maggioranza per una norma che garantisca la libertà di scegliere da parte del paziente. Nelle stesse ore in cui la fondazione che fa capo a Massimo D’Alema, Italianieuropei, organizza un convegno sul tema, mentre il presidente del Senato Schifani garantisce l’impegno per rispettare i tempi di approvazione del ddl.

“Nulla può essere imposto con forza” e ogni norma in materia “deve rispettare l’articolo 32 della Costituzione”, entrando nello specifico, poi, idratazione e alimentazione sono “terapie” per tanto oggetto di scelta libera da parte del cittadino, a cui deve essere riconosciuta la possibilità di esprimersi nelle dichiarazioni anticipate di trattamento. D’Alema non fa sconti al centrodestra e non cede nel presidiare i confini dello Stato laico. Sul ddl Calabrò, su come rischi di contrastare con la Carta, l’ex ministro degli esteri chiarisce però il rispetto dei tempi: “E’ prematuro dire che è anticostituzionale. E’ un ragionamento che si può fare dopo e che spetta alla Consulta”, ammonisce il leader democratico, che però annuncia anche quale sarà la sua condotta futura. “Quando arriverà alla Camera, io, come deputato, voterò le pregiudiziali di incostituzionalità”, assicura riferendosi proprio alla presentazione di queste stesse di cui il Pd si farà veicolo.

Il clima in Aula si annuncia comunque ad alto tasso di conflittualità. Sebbene il Pd allontani da sé qualsiasi ipotesi di ostruzionismo, non si registrano segni di cedimento sulla battaglia di contrarietà al testo Calabrò che i democrats intendo portare avanti. “I nostri emendamenti non sono assolutamente ostruzionistici, poi ovviamente c’è il gruppo dei senatori radicali che pensano invece di praticare questa strada”, spiega la capogruppo democratica al Senato Anna Finocchiaro, alludendo alle 3mila richieste di modifica presentate da Donatella Poretti e Marco Perduca. Il punto è che “la maggioranza finora si è dimostrata ostile”, registra la Finocchiaro, e il Pd non intende cedere su un fattore irrinunciabile: “Noi ci muoviamo nell’alveo della attuazione della Costituzione” mentre il testo Calabrò “tende ad affermare il contrario”, dunque “presenteremo una pregiudiziale di costituzionalità che prevede che nessuno posa essere sottoposto a trattamenti sanitari contro la propria volontà”. Non si indietreggia, ma ci si augura che l’Aula “possa essere un momento positivo”, con l’apertura di una “discussione vera” anche sull’emendamento che ha proprio come prima firmataria la Finocchiaro. “Potrebbe essere un punto di approvazione anche per la maggioranza”, oltre ad essere una proposta di modifica firmata da tutti i senatori democratici (eccetto i due teodem Baio e Gustavino) che si profila come “un buon risultato”: così definisce la sua proposta in merito a sondino e flebo, considerati sostegni vitali da garantire sempre, ad eccezione del caso in cui siano state espresse nella Dat volontà contrarie, e su cui si è accordato la prevalenza del partito. Quanto agli altri emendamenti Pd, più vicini alla maggioranza e di provenienza teodem, Finocchiaro li valuta comunque come “un grande passo avanti se venissero approvati” modificando “un testo inaccettabile”. Portare a casa il salvabile, insomma, visto che dalla maggioranza non provengono segnali di apertura sul cambiamento dell’impianto complessivo del ddl.

La Finocchiaro ha anche difeso, con una frecciata polemica verso la capogruppo democratica in Commissione Sanità Dorina Bianchi, il proprio compito di presidente dei senatori del Pd: “Spero di poter dire senza smentita che ho cercato di interpretare al meglio il ruolo di soggetto che riassume l’opinione prevalente del suo gruppo, che tutela le diversità di opinione”, ha detto, per difendere subito dopo la stessa Bianchi dall’attacco dell’Udc Rocco Buttiglione, che proprio oggi criticava la sua firma all’emendamento Finocchiaro su sondino e flebo, definita dal centrista un cedimento “alle pressioni del partito”, cioè una “abdicazione alla difesa dei valori fondamentali” per introdurre “una forma di eutanasia”. “Mi chiedo con quale autorità entri in uno spazio così delicato come quello della libertà di coscienza e di opinione?” ha chiesto polemicamente la Finocchiaro all’ex ministro scudocrociato.

E proprio la capogruppo Pd a Palazzo Madama, insieme al collega Ignazio Marino, Pancho Pardi (Idv), Giuseppe Saro (Pdl) e Antonio Paravia (Pdl), ma anche il direttore della rivista Micromega Paolo Flores D’Arcais, hanno presenziato alla nascita dell’associazione Per Eluana. Nata, ha spiegato lo stesso Beppino Englaro, “per combattere la disinformazione, promuovere l’autodeterminazione del malato e per sviluppare le cure palliative”. Obiettivi per cui ha deciso di “mettere al servizio della pubblica opinione l’esperienza di mia figlia”. Secondo il papà di Eluana, la legge in discussione “è anticostituzionale”, tanto che è preferibile ad essa “nessuna legge”. Del resto, qualora essa passasse, “non è detto che non intervenga la consulta o il presidente della Repubblica possa non firmarla”.

Fuoco e fiamme dal centrodestra: “non ci faremo intimidire” ma “nessuno abusi dell’eccesso di rispetto che limita la nostra replica”, ha tuonato il capogruppo Pdl Maurizio Gasparri. Mentre il suo vice Gaetano Quagliariello ha stigmatizzato il passaggio sul ruolo del capo dello Stato: “un atto di presunzione”, ha detto. In verità anche a D’Alema quel riferimento non è piaciuto: “nessuno può dire a Napolitano quello che deve fare”, ha infatti affermato il presidente di Italianieuropei.

Sui tempi è invece intervenuto il presidente del Senato Schifani: “abbiamo previsto un calendario che intendo rispettare” perchè “intendo arrivare al voto finale la prossima settimana”, ha ammonito dall’Egitto dove è in visita. Per Schiafani, poi, l’ostruzionismo va bandito ad ogni costo (“ci attrezzeremo” ha risposto in relazione a questa possibilità annunciata per esempio dai radicali con una pioggia di emendamenti), tanto che “gli uffici stanno verificando quante delle proposte di modifica saranno dichiarate ammissibili”. Sull’altra richiesta radicale di garantire una diretta Tv del dibattito, Schifani ha ricordato che “va richiesta dai gruppi” e che “la prassi è concederla per le dichiarazioni finali di voto”, dunque niente da fare. (Fonte)

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