Insegnamo ai bambini a dire NO! Ve ne saranno grati per tutta la vita

dalpaesedeibalocchi

marzo 20th, 2009 at 14:49

Abusi sessuali: Pino La Monica,Video. Si nega anche il “presunto” innegabile

 

E’ stato respinto l’appello del Pubblico Ministero Maria Rita Pantani, che avrebbe voluto vedere Pino La Monica ancora agli arresti domiciliari, per la detenzione di materiale pedopornografico e per l’accusa che grava su di lui che è  quella di abusi sessuali su minori.

La notizia si è appresa dai giornali tramite l’avvocato Francesco Miraglia, difensore di Pino La Monica, che ha chiesto l’intervento del Procuratore Capo, ritenendo ingiustificate le accuse che vengono volte al suo assistito, e che l’infondatezza delle stesse farebbero parte di un fatto personale che riguarderebbe il Pubblico Ministero Maria Rita Pantani.  

Le perizie delle ragazzine che furono  eseguite da esperti , che le  ritennero attendibili, valutando i  racconti  delle ragazzine fatti realmente accaduti e non frutto della  fantasia, a questo punto, si vorrebbe forse insinuare il dubbio che, certe sofferenze, vissute sulla loro pelle, siano solo invenzioni architettate per dare la possibilità al PM di avere degli elementi per continuare l’accusa??????

(Pino la Monica) 

Eppure le ragazzine, descrivendo i giochi al buio, chiamate più correttamente “lezioni corporee” raccontavano che l’educatore, chiedeva al loro, (facendo leva sulla sua  posizione autoritaria perchè insegnante) di infilare le mani nelle tasche dei jeans, che erano tagliate, in modo da poter far toccare alle ragazzine la sua  la “pelle”.

 Il caso a voluto che nella perquisizione a casa dell’indagato Pino La Monica, gli inquirenti abbiano trovato proprio i jeans con le “tasche tagliate”!!!

 Se vi ricordate, per chi non avesse seguito tutta la vicenda, il comitato in difesa e a sostegno di Pino La Monica, ebbe un gemellaggio a Rignano Flaminio, con il comitato degli indagati, i quali sarebbero stati accusati anche di pedofilia per i fatti accaduti all’asilo Olga Rovere. Le persone che per ora potrebbero rischiare il processo sono 4, tre maestre, e un autore televisivo (si atteende ancora per la maestra di sostegno, la bidella e il benzinaio, per i quali il PM ha chiesto l’archiviazione).                      

 ……….. GIRI DI PAROLE………

(Marisa Pucci e Silvana Magalotti) 

Nel caso di Rignano Flaminio, la difesa cercò di sminuire le testimonianze dei bambini, nonostante concordassero tutte  nello stesso  scenario fatto di violenze, e nonostante facessero parte di classi diverse i racconti erano di un vissuto molto simile se non uguale tra loro.( qui vacilla la supposizione del contagio, cosa che dovrà essere chiarita in un altra sede…)

Secondo la difesa, le testimonianze sono frutto di domande induttive, in oltre, sempre secondo la difesa, i bambini essendo piccoli possono essere suggestionati o dire delle bugie.

In questo caso  si nega l’esperienza peritale di chi ha valutato e periziato i bambini reputandoli attendibili, come poi si è appreso, tanto che la maggior parte di loro è riuscito anche a rendere testimonianza.

Ma a Rignano Flaminio si sa……i bambini secondo l’accusa sarebbero tutti felici e non riporterebbero nessun trauma, qualcuno dice addirittura che, se sono traumatizzati è colpa delle loro famiglie, le quali, denunciando hanno stravolto la vita dei loro bambini con perizie psicologiche…….. 

Stessa tattica…..smembrare i ricordi e la sofferenza inflitta a bambini o ragazzine, questo fa parte del lavoro di un buon avvocato che difende chiunque abbia l’infamante accusa di abuso sessuale o pedofilia.

Nel caso di Rignano Flaminio, ogni volta che si parla del TRIBUNALE DEL  RIESAME, la maggior parte delle volte, si riportano solo stralci o particolari frasi, tralasciando tutto quello che lascia intravedere ben altro!!

Caso Pino La Monca, l’avvocato Francesco Miraglia, nel commentare le note del Riesame, cita solo le parti che più aggradano il suo assistito e cioè: “Nell’ordinanza del tribunale emerge che La Monica non appare come il bruto che si cela dietro l’angolo della via, approfitta per assalire la vittima a mò di agguato di favorevoli situazioni di tempo e di luogo”.

Tutto quello che viene dopo questo  paragrafo, non viene menzionato, e al dire il vero, il Tribunale del riesame, non è per nulla così benevolo con Pino La Monica, definendolo come un soggetto con spiccate tendenze pedofile………quindi non mi sembra che il piano accusatorio sia cambiato di una virgola, e neanche che ci siano elementi che possano far dedurre l’ infondatezza del piano accusatorio.

Visto che il processo è appena iniziato, abbiate pazienza, ci sarà il tempo per dare spiegazioni per ogni cosa, a partire dal capiente materiale pedopornografico trovato sul pc di La Monica.

Casi di abusi sessuali, casi di pedofilia, simili ma non uguali, però……..stesse tattiche difensive!! 

Qui di seguito troverete un video, breve, con un intervista a Pino La Monica e una all’avvocato  che difende le bambine, interviste, ambedue, brevi ma molto esplicative…….

 Clicca qui per vedere il video delle interviste

gli articoli:

«Ora intervenga il procuratore capo» 

Il Tribunale del Riesame ha respinto l’appello del pm Maria Rita Pantani contro la scarcerazione di Pino La Monica. A renderlo noto è Francesco Miraglia, l’avvocato dell’educatore imputato di violenza sessuale su minori e detenzione di materiale pedo-pornografico. Il legale, nel contempo, sferra un duro attacco nei confronti del pm che conduce l’inchiesta. «Per il pm – dice il legale – il caso La Monica è diventato, purtroppo, un fatto personale, riportando una serie di insuccessi che rendono meno credibile l’impianto accusatorio». Pino La Monica è libero dal 24 gennaio scorso quando il gup Riccardo Nerucci ha firmato la revoca degli arresti domiciliari.

La difesa dell’educatore si concentra sulla decisione del tribunale che ha respinto l’appello del pm. Secondo il difensore il ricorso del pm è stato respinto «perchè infondato – spiega Miraglia – Questo collegio difensivo vuole sottolineare che l’infondatezza altro non significa che l’assoluta mancanza di giustificazione delle argomentazioni presentate dal pm Pantani. Nell’ordinanza del tribunale emerge per altro che La Monica non appare come il bruto che si cela dietro l’angolo della via, approfitta per assalire la vittima a mò di agguato di favorevoli situazioni di tempo e di luogo». «Di fronte ad una situazione siffatta – conclude l’avvocato – questo collegio difensivo intende pubblicamente rivolgersi al procuratore capo, affinché valuti le iniziative e il comportamento a dir poco discutibile dell’organo inquirente». Nessun commento da parte del pubblico ministero che potrebbe però presentare presto un nuovo ricorso. (Fonte)

 

«Su Facebook non ha sgarrato ma ha spiccate tendenze pedofile»

 

 

 

 

 

 

 

 

 Il Riesame di Bologna ha respinto il ricorso del pm Maria Rita Pantani contro la scarcerazione del 35enne Pino La Monica, ma nell’ordinanza il tribunale felsineo non è stato certo tenero nei confronti dell’educatore-attore sotto processo per abusi sessuali su nove ex allieve minorenni e detenzione di materiale pedopornografico.  Argomentando sull’infondatezza del ricorso, il Riesame tratteggia anche la personalità dell’imputato.   TENDENZA PEDOFILA. «Le copiose acquisizioni investigative – si legge nell’ordinanza – postulano nel prevenuto non un orientamento indiscriminatamente aggressivo in ambito sessuale, prescindente dal sesso e dall’eta dei potenziali bersagli delle sue attenzioni, ma una spiccata tendenza alla pedofilia eterosessuale, manifestantesi, nel concreto, in situazioni nelle quali egli possa abusare di una posizione di autorità rispetto alle parti offese».   METODI SUBDOLI. Nel comunicato inviato lunedì alla «Gazzetta» l’avvocato difensore Francesco Miraglia, per chiedere l’intervento del procuratore capo Italo Materia sul comportamento investigativo del pm Maria Rita Pantani («Per il pm il caso La Monica è diventato, purtroppo, un fatto personale, riportando una serie di insuccessi che rendono meno credibile l’impianto accusatorio»), ha citato un ben specifico «passaggio» dell’ordinanza del Riesame. «La Monica non appare come il bruto che si cela all’angolo della via, approfittando, per assalire le vittime a mo’ di agguato, di favorevoli situazioni di tempo e di luogo».  Nel comunicato però non viene citato come prosegue il Riesame nel ragionamento. «Ma, piuttosto, come colui che, con metodi subdoli ed insinuanti, speculando sulla diferenza d’età e sull’ascendente che gli viene dal rapporto didattico, abusa, nelle forme specificate dall’addebito provvisorio, di bambine o ragazzine in età prepubere».   FACEBOOK. Poi il Riesame è entrato specificatamente nel «nocciolo» del ricorso, cioè sui contatti che La Monica, nonostante il divieto assoluto di comunicare con l’esterno (era agli arresti domiciliari, ndr), avrebbe tenuto con tre ragazzine su Internet, usando lo pseudonimo di Morpho Menelao.  «Può ritenersi provato – prosegue l’ordinanza – che chi utilizzava un proprio profilo su Facebook, sotto lo pseudonimo di “Morpho Menelao” nel periodo di cattività domestica del prevenuto, era effettivamente La Monica, ove si considerino, coordinatamente le seguenti circostanze: una destinataria, nei messaggi, ne ha riconosciuto lo stile; Morpho Menelao ebbe a commentare immagini fotografiche di una rappresentazione teatrale tenutasi a Siracusa nel maggio 2007, di cui La Monica aveva curato la regia; se “Morpho” altro non è che il nome di un genere di lepidotteri ricomprendente farfalle diurne di grandi dimensioni e di bel cromatismo, l’immagine della farfalla simboleggia per l’appunto La Monica, come emerge dalla compulsazione del materiale cartaceo proveniente dal Comitato “Insieme per Pino”); in uno dei messaggi inviata ad una destinataria, si fa espresso riferimento, con parole alate, ma di scarsa efficacia dissimulatoria, alla situazione di cattività del mittente ed alla sorveglianza cui si trova sottoposto».   RAGAZZINE CONTATTATE. Ma a chi erano rivolti questi contatti sulla Rete? Lo spiega l’organo giudicante bolognese.  «Si è visto che non di bambine o ragazzine impuberi ora si tratta, ma di una maggiorenne, di due 17enni, e, anche nel caso della più giovane, di una ragazza ormai prossima a compiere il 16esimo anno di età, con le quali tutto il pregresso rapporto di insegnamento è peraltro ormai esaurito: si esula dunque decisamente da situazioni riconducibili ai paradigmi di relazioni interpersonali – di stampo pedofilo e sperequate dall’autorità del docente, che di ciò abusa – stigmatizzati dall’imputazione».   NESSUN PERICOLO. Comunque il Riesame di Bologna non riscontra, in tutto ciò, elementi indicativi di pericolosità.  «Pur con la mellifluità che inconfondibilmente lo connota, ma senza tradire, se non a livello dei generici sospetti, indirette velleità di ripresa di iniziative pedofile, La Monica si era limitato sul finire dello scorso anno, a ricercare, ed entro certi limiti attuare, forme di comunicazione elettronica – non concretamente allarmanti nei contenuti – con persone giovani, ma ormai lontane dall’età infantile, con le quali sapeva, o presumeva, di potersi proporre, in virtù del pregresso rapporto di didattica teatrale».   L’ALLONTANAMENTO. Nel ricorso viene prospettato anche l’allontanamento di La Monica – nel gennaio scorso, quando ancora era agli arresti domiciliari – senza autorizzazione. Ma il Riesame è lapidario.  «Non consta – viene rimarcato – che l’episodio di allontanamento dal domicilio, abbia avuto qualche attinenza, sia pure soltanto sul piano degli intenti, con le tendenze pedofile dell’appellato». (Fonte)

 

 

 

 

 

 

 

 

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  • Anonimo
    17:03 on marzo 20th, 2009 1

    Guarda che la “consecutio” non è una manovra occulta della lobby pedofila! Perché mi hai censurato?  

    Rispondi

  • Lucignolo
    17:14 on marzo 20th, 2009 2

    Perchè hai ragione……l’ho scritto dopo una notte di lavoro……e lo sto rivedendo…tutto qui!!!  

    Rispondi

 

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