Insegnamo ai bambini a dire NO! Ve ne saranno grati per tutta la vita

dalpaesedeibalocchi

febbraio 15th, 2009 at 22:22

Il caso Eluana innesca riflessioni su eutanasia, accanimento terapeutico e la morte come “questione privata”

Dal Il Gazzettino

Dibattito e iniziative sulle indicazioni anticipate di cura hanno animato l’attività parlamentare, coinvolgendo anche parlamentari friulani.
Il deputato Angelo Compagnon (Udc) ha presentato una proposta di legge. “Alla luce della tragica vicenda di Eluana Englaro – spiega – l’iniziativa legislativa fa una distinzione netta tra l’installazione e l’uso degli ausili tecnici per l’alimentazione e l’idratazione meccanica del paziente. La prima – prosegue Compagnon – è considerata trattamento terapeutico, mentre la seconda non costituisce in nessun caso trattamento terapeutico”. Nel testo si prevede che l’installazione di ausili tecnici per l’alimentazione e l’idratazione può essere rifiutata dal paziente se è in grado di intendere e volere ovvero, nel caso in cui non lo sia, con un atto formale anticipato e autenticato, nel quale può anche indicare un fiduciario. Il testo “esclude ogni forma di assistenza diretta o indiretta al suicidio e all’eutanasia – sottolinea Compagnon -, ma rende anche possibile il rifiuto di cure sproporzionate e accanite”.
Sul caso Englaro è intervenuto anche il senatore Giovanni Collino (Pdl), il 9 febbraio quando il Senato aveva avviato la discussione sul decreto legge del Governo. Sostenendo il provvedimento, il senatore ha argomentato che “il dibattito sulla commovente vicenda non può essere una questione privata, com’è stata definita da alcuni. La vita e la morte – ha aggiunto – hanno sempre una natura collettiva; possono essere privati i sentimenti che l’accompagnano, ma non sono privati i principi che uniscono le persone e le comunità”.(Fonte)

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