Insegnamo ai bambini a dire NO! Ve ne saranno grati per tutta la vita

dalpaesedeibalocchi

febbraio 15th, 2009 at 22:31

Fine vita, l’ipotesi referendum agita il Pd

Dal Il Gazzettino

Il senatore democratico e cattolico Ignazio Marino: «Se il disegno sul testamento biologico passerà, chiameremo i cittadini a decidere»

Ma nel partito, non solo fra i teodem, c’è perplessità. Il Pdl accelera sulla legge e irride: «Perderete la sfida»

Roma
Testamento biologico: il Pdl, scottato dal caso Englaro, accelera per una legge che regoli il «fine vita» e vieti di togliere acqua e nutrimento ai pazienti in stato vegetativo. Se così sarà, risponde bellicoso Ignazio Marino (Pd), cattolico ma fautore di una linea «laica», ospite all’Eliseo di Roma di un convegno dei radicali, proporremo un referendum abrogativo. Controreplica il vicepresidente dei senatori del Pdl Gaetano Quagliariello: «Il referendum non ci spaventa». E dire che due giorni fa era stato lo stesso Marino a osservare che si erano fatti passi avanti verso un provvedimento condiviso e che non erano alle viste iniziative ostruzionistiche. Nel Pd c’è sì voglia di colmare un vuoto legislativo, come spiega Dorina Bianchi (ex Udc) ma non di «calpestare la dignità umana». Proprio la Bianchi – che definisce un «errore grave» il ricorso al quesito referendario – ha appena sostituito Marino come capogruppo del Pd in commissione Sanità del Senato, facendo infuriare l’ala laica. Ma Walter Veltroni ha già detto e ribadito che si tratta di un normale avvicendamento e che presto il Pd «ufficializzerà» una proposta sul testamento biologico.
Insomma, mentre Eluana Englaro ormai riposa nel piccolo cimitero friulano, la polemica scatenata dal suo tragico destino continua a far discutere e a dividere la politica. Il Pdl va dritto per la sua strada e promette tempi brevissimi per l’approvazione del provvedimento. «Martedì – spiega Raffaele Calabrò, relatore del ddl – completeremo la discussione in commissione Sanità. Entro venerdì prossimo bisognerà presentare gli emendamenti. E poi, subito dopo, discussione e voto». Calabrò è ottimista e prevede una rapida approvazione. Entro l’estate. Ma il senatore Marino, è intenzionato a dare battaglia con ogni mezzo contro un provvedimento che, a suo dire, rischia di burocratizzare la morte, di far precipitare nel caos i tribunali, sommersi dai ricorsi, di interessare la Corte costituzionale. «In questo momento – spiega – l’articolo 2 del Ddl della destra impedirebbe anche a chi è cosciente di rifiutare delle terapie salvavita. Sul tema dei nostri diritti civili che sono messi in discussione – chiarisce dalla tribuna del convegno radicale – sarà necessario lanciare il referendum così si vedrà se valgono di più le parole di 400 parlamentari o del 90 per cento degli italiani. Credo che per molti sarà un brusco risveglio». Marino batte sempre sullo stesso chiodo: «La nutrizione artificiale è una terapia. La prescrive il medico, non il cuoco». Critico sul disegno di legge anche il neurologo di Eluana, Carlo Alberto Defanti. «Il ddl Calabrò – avverte – rappresenta un regresso». Il referendum è peraltro considerato uno strumento «estremo», e non solo dai teodem del Pd. «Bisogna abbandonare lo spirito di crociata e trovare uno spirito di convergenza», dice Enrico Letta.
Il Pdl attende a piè fermo l’eventuale referendum. Un eventuale referendum sul testamento biologico, «quando la legge ci sarà, risulterebbe un’altra grande sconfitta» per il Pd, assicura il sottosegretario Eugenia Roccella. E Quagliariello commenta ironico, le minacce referendarie di Marino: «Se la lista dei promotori è quella presentata in commissione Sanità per le audizioni, da Umberto Eco a Dacia Maraini, da Roberto Benigni ad Adriano Sofri, allora sarà una riedizione del referendum per abrogare la legge 40 sulla fecondazione assistita. Un bagno».(Fonte)

 

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