Insegnamo ai bambini a dire NO! Ve ne saranno grati per tutta la vita

dalpaesedeibalocchi

febbraio 23rd, 2009 at 14:39

Fine Vita e fecondazione assistita: la chiesa si schiarisca le idee su cosa è naturale e cosa non lo è!!

Di Lucignolo

Si è svolta sabato in Piazza Farnese la manifestazione contro il Ddl Calabrò, il testamento biologico o per meglio dire il fine vita, e non sono mancati striscioni contro il Papa e il Vaticano.

La riflessione che oggi volevo porre, è proprio questa, il nostro Stato, il Vaticano e chi intervista preti, Vescovi e Arcivescovi. Proprio qualche giorno fa andò in onda sulla radio una trasmissione che si occupava della fecondazione assistita. Una donna che vuole il figlio dal marito che per via di un incidente è entrato in coma, visto che era loro desiderio avere un figlio, ora si provvederà all’inseminazione artificiale per avere quel figlio che la coppia desiderava.

E qui rientra di nuovo il Vaticano con il suo naso lungo che da per tutto infila. Questa volta le parole sono: . “Credo che un figlio debba sempre essere un atto di amore, non un esperimento di laboratorio – ha affermato Rino Fisichella, pretore della Pontificia Università Lateranense – Un figlio non deve arrivare per desiderio recondito di una persona. Facciamo in modo di rispettare anche in questo aspetto la natura”.

 

Ma è possibile che ancora intervistiate questi individui che dicono cose contraddittorie, false, contro ogni forma di amore vero?

 

Quando Eluana moriva per suo volere, in un percorso che non era più vita, allora si gridava al padre ASSASSINO, e la chiesa tuonava con l’imperativo che bisognava lasciar vivere Eluana, come se lo stato in cui riversava era vita e questo non lo dico io, ma i dottori e per questo motivo cito un’intervista fatta ad una dottoressa,  Linda Natalini, consigliere comunale, anestesista, specializzata in terapia del dolore:

 

“Ci sono studi angoscianti. Uno del 2004 ha accertato che in Italia una persona su 4 soffre di dolore cronico e che addirittura questo fenomeno colpisce il 49% delle casalinghe. Ci sono malattie che provocano sofferenze indicibili: l’emicrania a grappolo, certe forme di artrosi. Magari non si riesce a debellare del tutto il dolore, ma si limita in maniera consistente”. Le capita spesso di vedere le persone morire? “Purtroppo sì, ma non si pensi che diventa una cosa normale: non ci si abitua mai alla morte. Anzi, per me e per tanti che lavorano con me, più tempo passa e più queste sensazioni te le senti addosso. Ci ricordiamo ancora oggi i nomi di persone che ci sono morte tra le mani: segno che quell’avvenimento, pur lontano nel tempo, ci aveva colpito e segnato”. Come si vince questo peso? “La morte fa parte della vita. Bisogna avere il coraggio di vivere la morte. Mi rendo conto che è facile a dirsi, assai meno a metterlo in pratica. A cominciare da me”. Come ha vissuto la terribile vicenda di Eluana? “Con enorme sofferenza. La domanda che bisogna porsi è molto semplice: nel caso di quella ragazza si poteva parlare ancora di vita? Io sono convinta di no”. E’ una posizione ideologica? “Assolutamente no. E’ scientificamente accertato che in uno stato vegetativo persistente come quello in cui da 17 anni versava Eluana, non c’è alcuna percezione del mondo esterno. L’uomo è tale se è capace di pensare se stesso. Si può dire questo per Eluana?”. Ma, in teoria, quella giovane poteva procreare… “E’ una delle cose più brutte che si potessero dire a Eluana e a tutte le donne. La procreazione presuppone coscienza di quello si fa: voglio fare un figlio con una certa persona o attraverso la fecondazione artificiale. Comunque c’è una scelta consapevole. Altrimenti…”. Altrimenti? “E’ una violenza, uno stupro. Con quelle frasi è stata violentata.”

 

Smettiamo, quindi di farci violentare con le stupide e antiche ideologie Vaticane, che pensino allo spirito e non alla vita di ogni giorno che noi  respiriamo, visto che i preti non sono neanche sposati, come possono pretendere di dare lezioni di morale e di vita se non vivono affatto questa vita e ne tanto meno l’amore fisico che si può provare tra due individui, con qualunque sesso sia, che è la cosa più straordinaria che esista?

 

Chi non prova l’amore terreno e comunque è in grado di sapere cosa è meglio per gli altri, beh…questi si chiamano Santi, e questi signori sono lontani anni luce dall’esserlo, perché non sanno proprio cosa voglia dire la luce della vita se non riescono a capire dietro al gesto di un padre come Beppino Englaro o della Signora che avrà un figlio dal marito in coma che grande gesto d’amore c’è, uno, nel voler portare a termine il desiderio della figlia, l’altra, per realizzare  un progetto di vita con suo marito che la sta lasciando…….

 

Adesso, tutto questo, per la chiesa   non è naturale, per la chiesa, la signora non può avere il figlio in laboratorio perché non è naturale, ma l’idratazione e l’alimentazione forzata, invece, è naturale!!!

 

La chiesa non condivide il concepimento in laboratorio perchè non viene procreato naturalmente, cioè il problema sta tutto nella penetrazione o meno????

 

Quindi concludo dicendo che, penso che la chiesa non abbia capito cosa sia l’amore, la voglia di avere un figlio nasce proprio dal bisogno di dare tanto, tanto amore, e se  l’uomo viene trattato in questo modo, per la chiesa sembra quasi che sia solo un buona sacca calda e confortevole dove conservare gli spermatozoi………

 

Qui di seguito troverete tutti gli articoli attinenti:

Englaro: “Legge barbara e incostituzionale”

Senato: approvato in Commissione il non-testamento biologico

di: Antonio Rispoli

Alla Commissione Sanità del Senato è passato il testo della maggioranza, che vede come primo firmatario Calabrò, sulle “dichiarazioni anticipate sul trattamento”, vale a dire sul testamento biologico. O meglio, leggendo il testo, sul non-testamento biologico. Infatti, questo, come la legge 40 sulla fecondazione assistita ed altri provvedimenti similari, è stato fatto per impedire l’uso di qualcosa, anzichè promuoverla.
Infatti, all’articolo 2 vieta qualsiasi forma di eutanasia “anche omissiva”; il che vuol dire che in nessun caso sarà possibile onorare il desiderio del paziente che non vuole più tirare avanti, magari tra mille dolori e sofferenze. All’articolo 5 si dice che è facoltà del paziente rifiutare “trattamenti sanitari sperimentali inavisi o ad alta rischiosità”; vale a dire che non posso rifiutare un trattamento invasivo che sia medicalmente sicuro, come magari l’asportazione di un organo o di un arto. In ogni caso sono esclusi dal testamento biologico alimentazione ed idratazione forzata e ogni forma di eutanasia passiva o attiva. Insomma, niente più “lasciatemi morire in santa pace”. Ma il meglio sta all’articolo 7: il testamento biologico “non è obbligatorio o vincolante”, va raccolto da un notaio “a titolo gratuito” (per la serie “fesso chi ci crede”, ndr) e sottoscritto dal medico curante, e ha validità di soli 3 anni. Ma si può applicare solo dove sia possibile una sua rapida ed immediata acquisizione. Quindi se uno che ha redatto il testamento biologico ha un incidente di venerdì sera, è in balia dei medici almeno fino al lunedì mattina che apre lo studio notarile. E’ prevista la nomina di un fiduciario, che deve controllare che non vengano usate terapie di eutanasia attiva o passiva e che vengano utilizzate le terapie palliative. In ogni caso, è specificato all’articolo 8, il medico fa quello che vuole, senza badare alle volontà del testamento biologico o a quelle del fiduciario. Ma fedeli al detto latino che “in cauda venenum” (il veleno sta alla fine), l’articolo 10 specifica che il testamento biologico non è considerato un dato sensibile, va immesso in apposita banca dati, consultabile “dai notai, dall’autorità giudiziaria, dai dirigenti sanitari e dai medici responsabili del trattamento sanitario di soggetti in caso di incapacità”; cioè più o meno da tutti. Come si vede, sono tutte norme che svuotano completamente il concetto di testamento biologico.
Anche Beppe Englaro, intervistato sul punto, ha definito questa legge “una vera e propria barbarie, una legge assurda ed incostituzionale”. Ma sono in molti a criticare questa legge e a partecipare alla manifestazione che si terrà domani a piazza Farnese a Roma, con lo slogan: “Sì alla vita, no alla tortura di Stato”.
Nel frattempo applaude la maggioranza, che anche questa volta ha potuto godere dell’appoggio di parte del PD, con tre dei nove membri in Commissione che si sono astenuti, mentre gli altri 6 hanno votato no. Con il Presidente dei Senatori del PdL Maurizio Gasparri e il primo firmatario Raffaele Calabrò (PdL anche lui) che hanno già detto che accetteranno emendamenti, ma non su “alimentazione ed idratazione, sull’abbandono terapeutico e suicidio assistito”.
Probabilmente acconsentiranno ad emendamenti che permettano al malato di scegliere il colore del pigiama e la lunghezza dei capelli quando si è in coma? O sarà proibita anche questa scelta, insieme a tutte le altre?(Fonte)

 

 

Pavia, l’offerta di Antinori: me ne occupo gratis
Prelevato lo sperma per un’inseminazione artificiale

Vuole un figlio dal marito in coma
via libera all’intervento dei medici

Il Vaticano: gravissimo. Ed esplode la polemica
di ENRICO BONERANDI

Mentre dalla Chiesa arriva un primo alt. “Credo che un figlio debba sempre essere un atto di amore, non un esperimento di laboratorio – ha affermato Rino Fisichella, pretore della Pontificia Università Lateranense – Un figlio non deve arrivare per desiderio recondito di una persona. Facciamo in modo di rispettare anche in questo aspetto la natura”.

Conclusione: “Pur con molta comprensione per chi vive queste situazioni, non ogni desiderio è legittimo”.
L’avvocato Diani ribatte: “Le stesse persone che sostenevano che la povera Eluana doveva essere tenuta in vita, ora trattano quest’uomo come se fosse una cosa”. Come per il caso Englaro – sostiene il legale – in caso di impedimenti potrebbe essere avviata un’inchiesta per acquisire attraverso varie testimonianze la volontà manifesta del marito di avere figli. Il professor Antinori è più drastico: “Non ce ne sarà bisogno e anche se il paziente dovesse morire, l’iter ormai è iniziato, e con il consenso del giudice. Conserverò il liquido nella mia struttura e procederò all’analisi degli spermatozoi, selezionando i più resistenti. Attenderemo un mese, per far calare lo stress nella signora, poi la sottoporremo a stimolazione ovarica. Quindi procederemo alla fecondazione, secondo una nuova tecnica che ho sviluppato io stesso, l’Imsi, intra morfologic sperm injection. Essendo due persone giovani, credo proprio che la gravidanza sarà normalissima”.

Si vedrà se sarà consentita questa interpretazione estensiva della legge 40 che governa la procreazione assistita. Filomena Gallo, vice-segretario dell’associazione Luca Coscioni, non è d’accordo: “La legge stabilisce che sia necessario il requisito di sterilità e serve il consenso scritto di entrambi i genitori. Se c’è una norma, va rispettata. Spero che non si usi quanto è stato fatto per ricostruire la volontà di Eluana Englaro per strumentalizzarlo ed estenderlo a fattispecie ben differenti”. (Fonte)

 

L’intervista – “Eluana violentata con le parole”.

 

Linda Natalini, consigliere comunale, anestesista, specializzata in terapia del dolore. “Dire che poteva procreare è stata una gravissima mancanza di rispetto”.

 

Linda Natalini E’ anestesista all’ospedale di Belcolle

Là dove il confine fra la vita e la morte è segnato da una labilissima linea e basta un soffio per spegnere per sempre la candela dell’esistenza. In quei reparti dove, purtroppo, il contatto con la morte è assai più presente che in altre zone di un ospedale. Linda Natalini lavora lì. Consigliere comunale, attiva nella vita politica, ma soprattutto medico nel reparto di Anestesia e Rianimazione (solo da poco tempo sono stati scissi) di Belcolle con la specializzazione in terapia del dolore. Una vita fra quei malati davvero appesi ad un filo: qualcuno ce la fa, qualche altro no. “Ma non credo ai miracoli. Credo piuttosto che ci possano essere state errate valutazioni precedenti da parte dei medici. Nel mio campo, miracoli non se ne verificano. Però possono accadere. Come li spiego? Mettiamola così: nell’universo c’è una quantità enorme di energia che, ad un certo punto, può concentrarsi su un’unica persona, consentendogli una guarigione”. Dottoressa Natalini, perché si occupa di dolore? “Perché è esso stesso una malattia. Il dolore cronico è invalidante, peggiora terribilmente la qualità della vita e genera trasformazioni nel sistema nervoso centrale. Direi quasi che si accetta più facilmente l’idea della morte che non quella di dover soffrire. E aggiungo pure che solo da qualche anno si è diffusa la cultura di combattere il dolore, anche se io ci lavoro dal 1992”. Anestesista e rianimatrice, ora terapista del dolore. “Il mio orario lavorativo di 36 ore è diviso a metà: 18 come anestesista e altrettante per la terapia del dolore. Adesso stiamo cercando di coinvolgere, con corsi di formazione, i medici di base per arrivare ad un territorio senza dolore”. Insomma, problema sociale. “Ci sono studi angoscianti. Uno del 2004 ha accertato che in Italia una persona su 4 soffre di dolore cronico e che addirittura questo fenomeno colpisce il 49% delle casalinghe. Ci sono malattie che provocano sofferenze indicibili: l’emicrania a grappolo, certe forme di artrosi. Magari non si riesce a debellare del tutto il dolore, ma si limita in maniera consistente”. Le capita spesso di vedere le persone morire? “Purtroppo sì, ma non si pensi che diventa una cosa normale: non ci si abitua mai alla morte. Anzi, per me e per tanti che lavorano con me, più tempo passa e più queste sensazioni te le senti addosso. Ci ricordiamo ancora oggi i nomi di persone che ci sono morte tra le mani: segno che quell’avvenimento, pur lontano nel tempo, ci aveva colpito e segnato”. Come si vince questo peso? “La morte fa parte della vita. Bisogna avere il coraggio di vivere la morte. Mi rendo conto che è facile a dirsi, assai meno a metterlo in pratica. A cominciare da me”. Come ha vissuto la terribile vicenda di Eluana? “Con enorme sofferenza. La domanda che bisogna porsi è molto semplice: nel caso di quella ragazza si poteva parlare ancora di vita? Io sono convinta di no”. E’ una posizione ideologica? “Assolutamente no. E’ scientificamente accertato che in uno stato vegetativo persistente come quello in cui da 17 anni versava Eluana, non c’è alcuna percezione del mondo esterno. L’uomo è tale se è capace di pensare se stesso. Si può dire questo per Eluana?”. Ma, in teoria, quella giovane poteva procreare… “E’ una delle cose più brutte che si potessero dire a Eluana e a tutte le donne. La procreazione presuppone coscienza di quello si fa: voglio fare un figlio con una certa persona o attraverso la fecondazione artificiale. Comunque c’è una scelta consapevole. Altrimenti…”. Altrimenti? “E’ una violenza, uno stupro. Con quelle frasi è stata violentata. Non lo meritava lei, non lo meritano tutte le donne. E’ stata una mancanza di rispetto che mi ha fatto molto male”. Chissà come l’avrà presa il padre… “Ecco, la mancanza di rispetto c’è stata anche nei confronti di Beppino Englaro, una persona eccezionale che ha portato avanti la sua battaglia con dignità totale. Poteva portare Eluana in Svizzera, invece è rimasto in Italia. Il suo è stato il gesto d’amore più bello che si può fare nei confronti di un figlio: renderlo libero”. C’è chi non la pensa allo stesso modo. “Rispetto profondamente chi fa altre scelte. Io stessa non saprei come comportarmi se mi trovassi in una situazione del genere. Credo, però, che voler tenere il proprio figlio vicino anche in quelle condizioni sia una forma di egoismo”. Crede che acqua e cibo facciano parte della terapia? “Assolutamente no. In Cina, ad esempio, alimentazione e idratazione vengono considerati parte integrante del trattamento medico. Ma siamo in Italia e apparteniamo ad un’altra cultura. Acqua e cibo non possono essere, a mio avviso, separati dalle terapie. E’ una distinzione creata ad arte”. Ma non è neppure normale che sia un giudice a stabilire cosa si deve fare in certi casi. “Se manca la legge, la magistratura supplisce a tale carenza. Aggiungo che il testo attualmente in discussione non mi piace per niente”. In che senso? “Bisogna dare la possibilità ad ogni singola persona di essere padrone della propria vita. Ognuno deve poter stabilire fino a che punto quella che sta vivendo si può definire veramente vita. Non mi pare che la legge che si sta prospettando vada in questo senso”. Se le avessero chiesto di applicare il protocollo studiato per Eluana, avrebbe accettato. “Con fatica enorme, ma l’avrei fatto. Vorrei che si riflettesse su come Eluana se ne è andata nel giro di pochissimi giorni. Questo è il segno evidente di quanto il suo fisico fosse ormai allo stremo, altro che due settimane…”. Le è stata mai chiesta l’eutanasia? “Sì, accade. In quei casi (che sono terribili) il medico cerca di trovare le strade legali. Spesso succede che siano i parenti stessi ad accompagnare il congiunto verso la fine, la più dignitosa possibile”. Dice sempre la verità ai pazienti? “Sempre, a meno che non siano i parenti stessi a chiedermi di non dirlo”. E allora dice bugie? “Diciamo mezze verità, ma sono i malati a chiedermi le loro reali condizioni: allora, dico tutto, anche se sono cose spiacevoli”. Perché ha deciso di entrare in politica? “Perché mi auguro di poter lasciare ai giovani un mondo migliore di quello che ho trovato io. Mio padre con me ci è riuscito”. Oggi fa parte del Pd: che ne pensa? “La ferita è ancora aperta e sanguina”. Tutta colpa di Veltroni? “No, di un’intera classe dirigente”. Come se ne esce? “Elaborando, dopo una discussione franca e approfondita, una linea politica. Che fino ad oggi è mancata. Mi rendo conto che amalgamare due culture così diverse, non è facile: il demerito di Veltroni è di non aver neppure cominciato”. Insomma il Pd è destinato ad una brutta fine. “Per carità. Io sono nata repubblicana e il Partito democratico è la realizzazione delle idee di Ugo la Malfa: la grande casa dei riformisti”. Allora dove sbaglia il Pd? “Non è in sintonia con il Paese”. Colpa abbastanza grave… “Né una colpa, né un limite. Un dato di fatto”. Perché Berlusconi ci riesce? “Perché in larga misura l’Italia di oggi è figlia della cultura e degli stili di vita che ha imposto con le sue televisioni”. Se dovesse scegliere lei il prossimo segretario del Pd, chi indicherebbe? “Rosy Bindi. Non è di primo pelo, ma ha dimostrato di essere abbastanza scevra dai condizionamenti. Pur essendo cattolica, è stato uno dei ministri più ‘laici’ che abbiamo mai avuto”

Nicola Savino

(Fonte)

 

 

Testamento biologico, migliaia in piazza

Per protestare contro l’ipotesi di una legge che limiti la libertà personale

 

Roma
      Una piazza Farnese piena. Composta e attenta. Che per più di tre ore ha ascoltato e applaudito le ragioni di chi contesta il disegno di legge sul testamento biologico ora al vaglio del Senato. Alcune migliaia di persone hanno risposto all’invito della rivista ‘Micromega’ a scendere in piazza per difendere «il diritto di scegliere» sul fine vita. E hanno sostenuto con molti applausi Beppino Englaro, intervenuto in collegamento telefonico, per dire che «le battaglie per la libertà hanno un prezzo», e vanno combattute «fino in fondo».
      Sul palco, a dare il senso della manifestazione, campeggiava la scritta «sì al testamento biologico, no alla tortura di Stato». Una «barbarie» ha ribadito Beppino Englaro, introdurre l’obbligo dell’alimentazione e idratazione artificiale. Nessuno «può obbligare gli altri a vivere senza limiti» ha aggiunto, convinto che, se dovesse rendersi necessario un referendum, «gli italiani non si lasceranno imporre una legge del genere».
      In piazza anche Sinistra democratica, il Prc, i Radicali e l’Italia dei Valori (ringraziata da Paolo Flores D’Arcais per aver messo a disposizione «le sue struttre e i suoi militanti per questo momento di protesta contro il governo Berlusconi»). Da parte sua, il leader dell’Idv Antonio Di Pietro ha detto che «questo è un momento caldo per la laicità dello Stato che va affrontato con gli antibiotici».
      La piazza è stata rigorosamente senza insegne di partito. Qua e là, però, sono comparsi cartelli contro il Vaticano e contro il Papa: «Fuori il Papa dalla storia»; «Basta Papa».
      E l’ingerenza del Vaticano è stata più volte citata negli interventi, a partire da quello di Andrea Camilleri: «Il Vaticano, cui Berlusconi si inchina prono, ha partecipato alla stesura della legge in ‘magna pars’ per interposta persona». Ma lo scrittore ha anche avvertito i presenti del pericolo che «una legge che limita la libertà di scelta» venga usata «come grimaldello per altre leggi sempre più restrittive delle nostre libertà più preziose».
      Altro molto citato, e applaudito, il senatore del Pd Ignazio Marino, che ha partecipato alla manifestazione senza salire sul palco. Marino ha salutato «con entusiasmo» le «parole chiare» pronunciate da Dario Franceschini nel giorno in cui è stato eletto segretario del Pd: «Franceschini – ha detto – ha espresso una posizione molto chiara, e cioè che il legislatore deve ragionare con mentalità laica e che non si può mettere in discussione la libertà dei cittadini di scegliere sulle terapie». E ha assicurato che il Pd sta mettendo a punto gli emendamenti.
      Dal palco Emma Bonino, vicepresidente del Senato, ha criticato la linea seguita dal Pd sull’argomento: «Ho chiesto tante volte in pubblico a Veltroni di partecipare a manifestazioni a favore di una legge laica sul testamento biologico, ma non c’è mai stato niente da fare. Oggi non mi sembra che questa pavidità gli abbia dato buoni risultati».
      E sulla partecipazione alla giornata: «Non ci hanno concesso piazza Navona, ma qui – ha detto Alberto Flores D’Arcais, direttore di ‘Micromega’ chiudendo la manifestazione – siamo molti di più che se si fosse riempita quella piazza».
      Beppino Englaro in serata è stato poi ospite di Fabio Fazio alla trasmissione “Che tempo che fa”, dove ha sottolineato come «dire non ad una terapia salvavita non abbia niente a che vedere con l’eutanasia: è semplicemente lasciare che la natura faccia il suo corso».(Fonte)

 

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