Insegnamo ai bambini a dire NO! Ve ne saranno grati per tutta la vita

dalpaesedeibalocchi

febbraio 27th, 2009 at 12:17

Abusi sessuali a Napoli: «Gesù risparmiami da questa tortura, perché proprio a me?»

 

«Gesù risparmiami da questa tortura, perché proprio a me?»

Questo è l’esempio lampante di una bimba abusata e non creduta, neanche gli accertamenti medici hanno potuto dare la conferma di quanto la bambina raccontava!

Ma la bimba lo raccontava che era sottoposta a atti di libidine da parte le nonno, perché questa società continua a non credere a chi chiede aiuto e non viene ascoltato?

E’ normale che la difesa dei pedofili è sempre la stessa, e cioè che i bambini non sono attendibili, ma quanti bambini ancora dovranno essere abusati prima che  il giusto peso sia dato alle loro parole? Da considerare anche il fattore medico, che in questo caso, come in molti altri casi, pur essendoci stato un abuso sessuale, la struttura ospedaliera non è stata in grado di certificare quello che alla bambina stava succedendo.

Poi, che sia un abuso interfamigliare, poco importa, pechè ancora una volta ci da la certezza che questi mostri sono in grado di colpire in casa come in strada, che sono recidivi e che la vista di un bambino indifeso gli fa scattare quella molla irresistibile e di stuprarli.

BASTA ALLE VIOLENZE, GIU’ I PEDOFILI, VIVA I BAMBINI, VENITE TUTTI A RIGNANO FLAMINIO SE PROPRIO NON NE POTETE PIU’ GIA’ SIAMO TANTISSIMI, MA TANTISSIMI NON BASTA, DOBBIAMO ESSERE UNA VALANGA DI GENTE, PERCHE’ IL NOSTRO NUMMERO LI FACCA ALMENO TREMARE!!!!!!

Lucignolo

di Leandro Del Gaudio

NAPOLI – Ammissioni choc. Le ha pronunciate poche ore dopo le manette, poco dopo l’ingresso in Questura. È l’alba di martedì scorso, quando Pasquale Modestino dà inizio al racconto. Una storia che parte da lontano, da contesti familiari ritenuti malati e che si ferma a quel sottopassaggio nei pressi di piazza Carlo III, dove lunedì scorso è stato brutalmente seviziato un ragazzino di dodici anni. Sono le prime ammissioni del 53enne accusato di violenza sessuale, atteso nelle prossime ore dinanzi al gip per la convalida del fermo di polizia. Ecco cosa ha dichiarato il presunto mostro dell’Arenaccia: «Quella storia della creatura è vera, lunedì scorso ho fatto una stronzata». Si tratta di sommarie informazioni rese da Modestino in assenza di un avvocato, che l’indagato potrebbe anche decidere di ritrattare una volta dinanzi al giudice.

Dichiarazioni su quanto avvenuto all’Arenaccia, ma anche sulla presunta violenza sessuale consumata a danno di una nipote tra il 2004 e il 2005, vicenda per la quale Modestino è imputato in un processo che inizierà il prossimo maggio. Ed è su questo precedente giudiziario, sulla storia di un processo non ancora in aula a distanza di cinque anni dalla denuncia, che il ministro della Giustizia chiede chiarimenti. Il guardasigilli Angelino Alfano ha infatti delegato accertamenti all’ufficio ispettorato guidato da Arcibaldo Miller che chiederà una relazione sulla conduzione del procedimento a carico di Modestino. Un procedimento su cui sono in tanti a chiedere chiarezza, a cominciare da un dato cronologico difficile da mandar giù: la denuncia sulle violenze subite dalla piccola nipote di Modestino sono del 2005, mentre l’interrogatorio della presunta vittima viene richiesto dalla Procura il 20 maggio del 2008.

Ma non è tutto. La deposizione in aula della bimba – il cosiddetto incidente probatorio – si terrà il 23 settembre del 2008, a tre anni di distanza dalla denuncia iniziale. Il procuratore Giovandomenico Lepore: «Sono indagini complesse, che richiedono accertamenti speciali al termine dei quali non c’erano gli estremi per arrestare l’indagato».

Ma è su questo precedente giudiziario che Pasquale Modestino ha dato inizio al proprio racconto. «Quel fatto della creatura, della mia nipotina, è vero. Quello dell’Arenaccia è stato una mezza stronzata», avrebbe dichiarato. Più avanti, Modestino fornisce alcune ammissioni anche sulla violenza di lunedì pomeriggio.

La sua ricostruzione parte da una premessa: «Avevo bevuto, ero ubriaco, non è che mi ricordo molto di quella scena». Poi l’adescamento. «Dammi un euro, poi l’orologio», fino ad arrivare alla sfida: «Se vuoi di nuovo l’orologio devi seguirmi».

Della nipotina tutti sapevano: e nessuno ha fatto nulla. Nonni, genitori, parenti acquisiti, tutti in silenzio o incapaci di reagire di fronte alle ripetute invocazioni d’aiuto di una bambina di nove anni: «Perché non mi credete, perché nessuno mi crede? Quelli non sono massaggi. E lo ha fatto cinquantamila volte». In lacrime, a casa, con tanto di mani giunte al petto, la piccola pregava: «Gesù risparmiami da questa tortura, perché proprio a me?». I racconti sono di una bambina di 9 anni (oggi ne ha 12), che ha conosciuto la violenza dell’uomo già 5 anni fa quando Modestino, compagno della nonna materna, viveva in casa con lei. Una convivenza interrotta nel 2005. Verbali rilasciati tra il 2005 e il 2007 dai familiari della piccola e finiti nel fascicolo che la procura di Napoli ha aperto contro Modestino e che non sono bastati a farlo finire in galera.

Un giorno, la nonna viene chiamata a scuola perché la piccola Giulia (il nome è di fantasia) aveva dei forti dolori all’addome: all’ospedale i medici riscontrano una forte cistite e una volta tornata a casa la bimba racconta. «Nonna, non è la prima volta che ho questi dolori, l’ho raccontato anche a mamma… la colpa è di Modestino. Di pomeriggio, quando io stavo sul letto a guardare i cartoni animati in camera mia a casa di nonna M., Modestino si alzava dal suo letto e si infilava nel mio. Mi diceva ”adesso ti faccio i massaggi” e cominciava a toccarmi… Io sentivo dolore e allora lui scappava».(Il Messaggero)

 

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  • spunz
    16:21 on febbraio 27th, 2009 1

    …ti segnalo ancora orrore a napoli…

    Abusi su bimba 11enne a Napoli

    27 febbraio 2009 – La legava al letto con manette e molle e poi abusava di lei. Dopo circa tre anni di violenze, lei lo ha denunciato. Ora Michele Riccio 55 anni, incensurato custode di garage, è finito in manette con la pesante accusa di violenza sessuale, aggaravata dalla minore età della vittima, appena undicenne. A carico dell’uomo gli agenti della sezione minori della squadra mobile hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Napoli. Il fatto è accaduto a Napoli nel quartiere San Giovanni-barra, alla perfiferia orientale della città.

    Si garantiva il silenzio con i regali e le minacce – L’uomo, che abitava nello stesso stabile della sua giovane vittima, aveva conquistato la fiducia della bimba e di altri minori. Approfittando di alcuni momenti in cui rimaneva da solo con la piccola nella propria abitazione, le legava le mani con delle manette, assicurandola al letto con delle molle per poi abusare di lei. L’uomo si garantiva il silenzio della piccola vittima sia con regali quali piccole somme di denaro e telefoni cellulari, sia con pesanti minacce di percosse nel caso in cui la piccola avesse rivelato i fatti di cui era vittima.

    La ragazzina ha raccontato tutto ad un’amica della madre – Le indagini hanno portato all’acquisizione di alcuni degli strumenti utilizzati nel corso delle violenze. La vittima è stata sentita sia dalla Squadra Mobile che dal pm. Una consulenza psico-diagnostica ha accertato la piena attendibilità del racconto fornito dalla giovane vittima. L’inchiesta è stata coordinata dal procuratore aggiunto Alessandro Pennasilico.
    Redazione Tiscali  

    Rispondi

  • gatta ci cova
    17:20 on febbraio 27th, 2009 2

    E ADESSO COSA HANNO DA DIRE GIUSTIZIERE & C.?
    1) Non è attendibile?
    2) Fantasie pre-puberi?
    3) Vendetta dell’amica della madre ?
    4) Vendetta della madre?
    5) Vendetta della ragazzina?
    6) Hanno detto alla bambina cosa raccontare?
    7) E’ una ragazzina sessualizzata che lo ha provocato?
    8) Lo fa per soldi?
    ecc…ecc…
    Spero solo abbiano la decenza di tacere fino alla fine delle indagini.
    Intanto un abbraccio alla bambina.  

    Rispondi

 

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