
Si infittisce il giallo del finto prete di Bari. Angelo Maurizio Chiaritti afferma di essere un prete e che lo può anche dimostrare, cosa che lascia gli inquirenti noncon pochi dubbi. Inoltre dichiara di soffrire di una grave cecità che non gli avrebbe consentito di commettere abusi sessuali su, ricordiamo, 4 fratellini e un loro cuginetto. Vorrei aggiungere che, per abusare di un bambino non necessariamente bisogna avere dieci decimi di vista, non è con gli occhi che si abusa, magari fosse così. Se gli venivano lasciati i bambini in custodia dai genitori al Chiaritti, probabilmente i suoi disturbi ottici non erano tali da creargli un deficit.
Lucignolo
BARI - Si è difeso rigettando ogni accusa, padre Angelo Maurizio Chiriatti, 53 anni, nato a Lecce e residente fra San Pietro Vernotico e Alberobello, arrestato per pedofilia dagli investigatori della squadra mobile, diretti da Luigi Liguori, a conclusione di una indagine coordinata dal sostituto procuratore Lydia Deiure. Padre Pietro Maria, così si fa chiamare il sedicente religioso, ha ripetuto e ribadito nel corso del lungo interrogatorio di garanzia, tenuto ieri mattina davanti al gip Giulia Romanazzi, di essere effettivamente un sacerdote, Cosa, anche questa, che gli viene contestata. LUCA NATILE
Chiriatti ha negato la ricostruzione elaborata dagli investigatori secondo la quale avrebbe abusato di quattro fratellini e un loro cuginetto, tutti minorenni, affidati dai genitori alle sue cure e ai suoi insegnamenti. Ha allontanato da sé il grave fardello delle accuse asserendo di essere vittima di un complotto ordito a suo danno da quelle che oggi vengono indicate dagli investigatori come le vittime, spalleggiati dai loro parenti.
L’uomo ha aggiunto di ritenere che si tratti di una rivalsa nei suoi confronti da parte delle presunte vittime e dei loro parenti (non certo degli inquirenti) dopo che aveva scoperto uno dei fratellini in compagnia del cuginetto che tentava un approccio sessuale. Bisogna inoltre considerare che a dare corso alle indagini sarebbe stata una sua confidenza rivolta ad un assistente sociale riguardo a presunti attenzioni sessuali rivolte dal padre e dal fratello maggiorenne ai quattro fratellini e al loro cuginetto.
A quanto pare Chiriatti si sarebbe rivolto alla Procura di Bari per denunciare, alcuni giorni prima del suo arresto le voci infamanti diffuse in paese da una delle sue vittime (colui che ritiene il principale responsabile della macchinazione a suo danno) insieme alla madre di questi. Il presunto religioso (lui sostiene di esserlo e di poterlo dimostrare) ha in più asserito di essere affetto da una serie di disturbi fisici e malattie (compresa una cecità di grado elevatissimo) che gli impedirebbero di svolgere azioni sessuali di qualsiasi genere.
Secondo gli inquirenti invece Chiriatti si sarebbe reso protagonista di cinque episodi di «attenzioni» sessuali consumati la scorsa estate nelle due strutture nelle quali il presunto falso prelato operava. Secondo l’accusa l’uomo si sarebbero fatto affidare i fratellini e il loro cuginetto approfittando dello stato di indigenza delle due famiglie. Stando a quanto emerge dalla inchiesta, l’indagato avrebbe minacciato le presunte vittime, intimando loro di tacere dopo aver pagate somme comprese tra i 5 ed i 20 euro.
In attesa di assistere all’incidente probatorio nel corso del quale verrano ascoltati alcuni dei minorenni al fine di verificare se abusi sono stati consumati anche nell’ambito familiare, la difesa di Chiriatti, rappresentata dall’avvocato Massimo Roberto Chiusolo non ha chiesto l’attenuazione della misura cautelare. Chiriatti pertando rimane in carcere e continua a proclamarsi innocente.
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