Insegnamo ai bambini a dire NO! Ve ne saranno grati per tutta la vita

dalpaesedeibalocchi

dicembre 5th, 2008 at 22:30

Pedofilia/Web: pedofilo incastrato dalle ‘pischelle’

Una cartella salvata nel computer col nome “Pischelle” e altre dai nomi ancora più espliciti. Il commerciante che tentava di riparare quel computer danneggiato – portatogli da un uomo che aveva una gran fretta di riportarselo a casa – non ha avuto dubbi e, pur se in modo confidenziale, ha raccontato tutto ad alcuni agenti della Polizia postale di Isernia. Da qui è partita una lunga e minuziosa indagine che ha portato, l’altro ieri, all’arresto di un ingegnere isernino di 60 anni, sposato e con un figlio, con l’accusa, gravissima, di detenzione di materiale a contenuto pedopornografico. Reato che non sempre si traduce con l’arresto immediato, che questa volta si è reso necessario per due motivi: innanzitutto per l’ingente quantitativo di materiale sequestrato; in secondo luogo perché, almeno a quanto emerso finora, l’isernino non si sarebbe limitato a scaricare foto e filmati dal web e scambiarli con altri internauti ma avrebbe prodotto da sé video e fotografie.
Una storia allucinante quella che è emersa dalle indagini della Polizia postale del dipartimento del Molise agli ordini del dirigente Vincenzo Francario e del sostituto commissario Antonio Ricci che è stata illustrata ieri nel corso della conferenza stampa. 
I VIAGGI NELLE CITTA’ DEL TURISMO SESSUALE
Una storia che comincia all’inizio degli anni ‘90 quando il pedofilo – presunto tale – ha circa quarant’anni e già un’attenzione morbosa, deviata, spregevole per i minori. Minori di cui raccoglie materiale su materiale. Innanzitutto i filmati di viaggi nelle cosiddette città del turismo sessuale: bambini e bambine dell’Est Europa, ma anche piccoli di colore filmati – forse da lui stesso, ma il materiale deve essere ancora attentamente visionato – in atteggiamenti inequivocabili. Materiale contenuto nelle vecchissime cassette “super 8″, a cui si aggiungono, con il passare degli anni e l’avanzare delle tecnologie, altri supporti. 
UN ‘ARSENALE’ PEDOPORNOGRAFICO
Un vero e proprio arsenale pedopornografico quello che si trovano davanti gli agenti della Polpost al momento delle perquisizioni, avvenute nell’abitazione e nell’ufficio dell’isernino – che lavora in una società del settore energetico – ma anche a casa del figlio a Roma. Centinaia e centinaia di cd, dvd, videocassette, che vengono sequestrate insieme a diversi hard disk, ma anche a fotografie, ritagli di riviste e altro materiale cartaceo. 
IL FIGLIO COMPLICE?
Per ora non risulta indagato ma la posizione del figlio dell’arrestato, studente universitario a Roma, è tutta da chiarire. Anche a casa sua, infatti, è stato trovato, e sequestrato, materiale pedopornografico. La perquisizione è scattata dopo che il padre ha detto che alcune sue dotazioni informatiche erano state trasferitre dal figlio a Roma, quindi il ragazzo potrebbe anche non avere nulla a che fare con questa brutta storia. 
L’INCHIESTA
Le perquisizioni, sia a Isernia che a Roma, sono state effettuate su disposizione della Procura della Repubblica di Campobasso, competente per questo tipo di reato. L’inchiesta è affidata al sostituto procuratore Fabio Papa che ha disposto l’arresto dell’isernino, rinchiuso nel carcere di Ponte San Leonardo. Già ieri l’uomo, difeso dall’avvocato Domenico Di Paolo, è stato ascoltato dal gip che ha convalidato l’arresto.
Le indagini, comunque, vanno avanti per cercare di smascherare eventuali altre persone coinvolte ed eventualmente identificare anche i minori vittime di questo reato, forse il più infame che possa esistere. 
LA COLLABORAZIONE DEI CITTADINI
Nel corso della conferenza stampa il dirigente Francario ha tenuto a sottolineare l’importanza della segnalazione del cittadino isernino che ha permesso di avviare l’indagine. <La collaborazione dei cittadini – ha detto Francario – è fondamentale per smascherare queste persone e tutelare i minori>. 
L’OPERAZIONE IN SICILIA
Quasi contemporaneamente alle perquisizioni scattate a Isernia, il personale della Polpost del Molise è stato coinvolto in un’altra operazione scattata in Sicilia, che ha portato alla denuncia di due persone, padre e figlio di Sciacca (Ag), coinvolte in un traffico internazionale di materiale pedopornografico scambiato su internet.
Questa indagine è partita su segnalazione della polizia tedesca che, intercettando il computer di un pedofilo tedesco, ha individuato una serie di internauti con cui il soggetto scambiava foto e filmati. Dell’inchiesta sono stati ineressati l’Interpol e il Cncpo (Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia on line) che ha incaricato il compartimento del Molise delle indagini. Attraverso l’indirizzo ip di un computer, gli agenti sono risaliti alla linea telefonica utilizzata per le connessioni e quindi al luogo dove avvenivano: Sciacca, in provincia di Agrigento. Tre pattuglie di Campobasso sono partite alla volta della Sicilia e, con il supporto di una pattuglia di Palermo, hanno effettuato perquisizioni nella casa e nell’esercizio commerciale dei due denunciati, l’uno titolare della linea telefonica, l’altro presunto utente.
Nei computer sono stati trovati numerosi file contenenti foto e filmati dal contenuto inequivocabile. Gli agenti di Polizia postale hanno usato una speciale apparecchiatura, definita “preview”, che permette di visionare il contenuto del pc al momento della perquisizione per trovare file di contenuto pedopornografico senza alterare la registrazione magnetica contenuta nel pc. (Nuovo Molise)
Daniela Di Cecco

 

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