
Reggio Emilia, Lazio, Abruzzo, solo alcune delle regioni coinvolte….di seguito alcune informazioni di alcuni arrestati.
PROCURATORE SIRACUSA:
‘Confermo che si procede a carico di 41 persone per il reato di associazione a delinquere (art. 416 C.P.) finalizzato alla diffusione di materiale pedopornografico,
con la forza di una recente pronuncia della Suprema Corte di Cassazione che ne ha riconosciuto la ravvisabilita’ anche quando si tratti di semplice adesione, con l’iscrizione, ad una comunita’ virtuale dal contenuto pedopornografico, alla quale quella in oggetto e’ sicuramente assimilabile anche al di fuori dell’apporto di materiale del genere (fermo restando, naturalmente, l’impegno dell’iscritto, sia pure in virtu’ di comportamenti concludenti)”. Lo afferma il Procuratore della Repubblica di Siracusa, Ugo Rossi, in relazione all’operazione sulla pedofilia on-line che ha coinvolto 41 indagati per il reato di associazione per delinquere finalizzato alla divulgazione e detenzione di materiale pedopornografico.
Un commerciante 46enne e un operaio 33enne, incensurati, sono stati arrestati perche’ trovati dai carabinieri del Reparto operativo del comando provinciale di Reggio Emilia e dai loro colleghi di Scandiano con materiale pedopornografico. I due, entrambi residenti nel comune reggiano, sono finiti in carcere con le accuse di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico. I due sono stati arrestati nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Siracusa, cominciata lo scorso anno dopo una segnalazione di Telefono arcobaleno, che ha portato all’individuazione di 41 persone, tra cui i due di Scandiano, che diffondevano su internet materiale illegale. Durante la perquisizione di ieri mattina i due reggiani sono stati colti in flagranza mentre scaricavano e condividevano in rete video e foto a sfondo pedopornografico e quindi arrestati. Nella circostanza i carabinieri hanno sequestrato nelle loro abitazioni una
cinquantina di supporti informatici che contenevano centinaia di immagini e filmati pedopornografici. Sequestrati anche due computer, numerose schede di memoria e hard disk esterni ora al vaglio degli inquirenti.
Nel corso di una perquisizione domiciliare disposta dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Siracusa, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di via In Selci a Roma hanno arrestato un pensionato di 60 anni, originario di Macerata ma da tempo residente nella capitale, sorpreso mentre divulgava materiale pedo-pornografico via internet. Nella casa dell’uomo i Carabinieri hanno sequestrato tre personal computer e numerosi supporti informatici che saranno oggetto di approfondite analisi. L’arrestato, tradotto nel carcere di Regina Coeli, dovra’ rispondere di distribuzione e detenzione di materiale pedo-pornografico.
Il tecnico informatico arrestato dalla nell’ambito dell’inchiesta contro la pedopornografia
“Anime bianche” della Procura di Siracusa “non e’ un dipendente dell’amministrazione giudiziaria ma di una ditta privata che ha una convenzione con il ministero”. Lo precisa la Procura della Repubblica di Catania, dove l’indagato prestava assistenza informatica a tutti gli uffici giudiziari. Assieme ad altri dipendenti della stessa ditta, puntualizza la Procura etnea, era stato utilizzato negli anni scorsi “ma era stato allontanato dopo un brevissimo lasso di tempo perche’ era stato accertato che aveva precedenti penali”. L’uomo e’ stato arrestato a Ivrea, in Piemonte, dov’era in cerca di lavoro, essendo disoccupato da quattro mesi dopo essere stato sospeso dal suo incarico. Originario di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), ha trent’anni ed e’ single. Un agente della polizia postale infiltrato nel web lo ha spiato per sei mesi e ha scoperto senza alcuna precauzione tipica degli haker, scaricava con “emule”, utilizzando il metodo del file sharing, ovvero la condivisione di file all’interno di una rete comune, video porno con bambini. I poliziotti ne hanno contati ottocento e li hanno sequestrati. (AGI)
Identico materiale e’ stato trovato nella casa di un altro arrestato: un impiegato di 59 anni de L’Aquila.




