
Madrid, 23 dic. (Apcom) – Il governo socialista di José Luis Zapatero invierà al parlamento spagnolo una riforma del regime disciplinare dei giudici per impedire che si ripetano casi come quello del magistrato sivigliano Rafael Tirado: il giudice è stato multato dal Csm spagnolo con appena 1.500 euro per la negligenza nel controllo del suo ufficio, che non eseguì una sentenza di carcere nei confronti del pedofilo Santiago Del Valle, condannato più volte (anche per abusi sulla sua propria figlia) ma mai andato in prigione. L’uomo ora è accusato di aver ucciso lo scorso gennaio una bambina di cinque anni, la piccola
Mari Luz Cortes.
Il caso Cortes è stato uno scandalo nazionale in Spagna, e ha portato all’introduzione di norme più severe per punire gli abusi di minori (inclusa la possibilità di castrazione chimica su base volontaria). Le conseguenze dello scandalo sembrano detinate ora ad amplificarsi, perché il Consejo General del Poder Judicial (Cgpj) ha ribadito oggi una decisione considerata insultante dalla famiglia di Mari Luz e da molti esponenti politici: la proposta di una sospensione di cinque mesi, avanzata dai membri ‘progressisti’ del Consiglio, è stata respinta per 14 voti a 7: il giudice Tirado è stato considerato colpevole di “errore grave” e non “molto grave”.
L’annuncio di una possibile riforma del regime disciplinare è arrivata dal ministro della Giustizia Mariano Fernandez Bermejo, che ha qualificato la sanzione come “enormemente limitata”, e si è detto in disaccordo con la decisione del Cgpj. “Il governo studierà in profondità la riforma del regime disciplinare dei giudici e porterà una legge in parlamento per impedire che fatti di questo tipo possano tornare a ripetersi”, ha affermato Bermejo.
Per la negligenza nell’esecuzione della sentenza contro Del Valle era stata punita alcuni mesi fa la segretaria giudiziale del tribunale di Tirado, Juana Galvez, sospesa per due anni dal servizio, con una decisione considerata da molti come un accanimento contro un capro espiatorio. Il padre di Mari Luz Cortes, il pastore evangelico gitano Juan José Cortes, ha definito oggi una “vergogna nazionale” la decisione del Cgpj. “L’indulgenza verso questo giudice – ha aggiunto – è un ritorno al Medio Evo, quando le persone potevano salvarsi semplicemente per il loro nome”. Pedofilia.(Virgilio notizie)
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