
IL PROCESSO. Gli episodi risalgono al 2007
Abusò delle figlie: dura condanna per il padre-orco
Giudizio con rito abbreviato Un’imprenditore edile della Bassa dovrà scontare 7 anni e 4 mesi di reclusione
Basterà l’amore della madre e il sostegno dei servizi sociali a restituire il sorriso e l’adolescenza rubata a una coppia di ragazzine vittime dei ripetuti abusi sessuali del padre? È questo l’interrogativo a cui non ha potuto rispondere il processo celebrato ieri a Brescia. L’imprenditore edile di 37 anni della Bassa Bresciana accusato di aver violentato le due figlie è stato condannato a 7 anni e quattro mesi di reclusione.
La sentenza ha fatto giustizia ma probabilmente nessuno potrà cancellare nel cuore delle due sorelle l’angoscia di un padre che si è trasformato in orco. L’imputato, difeso dagli avvocati Giambattisti Scalvi e Giorgio Zanelli ha optato per il rito abbreviato. A madre e figlie, assistite dall’avvocato Francesco Corbetta di Brescia, è stata risparmiata così l’umiliazione di raccontare l’incubo delle violenze in un’aula di tribunale. L’udienza a porte chiuse si è infatti concentrata sulle testimonianze rese alcuni mesi fa dalle due ragazze e dalla madre nel corso dell’incidente probatorio. L’impresario arrestato dai carabinieri nell’ottobre del 2007 ha atteso il processo in carcere. Pesanti erano del resto le accuse che gli avevano schiuso le porte di una cella.
Secondo gli inquirenti, il papà avrebbe imposto un rapporto sessuale completo alla figlia maggiore che all’epoca dei fatti aveva 15 anni. Alla sorella dodicenne, l’imprenditore edile avrebbe invece riservato carezze intime.
La vicenda conferma la tragica realtà delle violenze in famiglia che emergono raramente perché le vittime non parlano per pudore o per il timore di non essere credute. Ad alzare il coperchio sull’inferno delle due sorelle è stato il coraggio e la sensibilità della madre. È stata lei ad intuire che dietro il rifiuto delle figlie a trascorrere qualche ora insieme al padre si nascondeva un segreto terribile e inconfessabile. Così si è rivolta ai carabinieri che hanno indagato nel massimo riserbo e con delicata umanità che richiedeva il caso. Conquistata la fiducia delle due vittime con la collaborazione della madre, i militari hanno ricostruito gli episodi di violenza raccogliendo riscontri e indizi tali che hanno convinto il Gip Alessandra Ramon a firmare l’ordine di arresto dell’imprenditore. L’inizio della fine di un incubo per una madre e le sue due figlie.G.C.C.




