Insegnamo ai bambini a dire NO! Ve ne saranno grati per tutta la vita

dalpaesedeibalocchi

dicembre 10th, 2008 at 17:33

Pedofilia: malattia? Neanche la castrazione chimica può fermarla

                               castrazione

Pedofilia termine tristemente famoso…….

Pedofilia, termine tristemente famoso che suscita immediatamente paura ed apprensione. E pensare che la parola in se non si direbbe così brutta. Infatti, deriva dal greco e vuol dire “amore per i bambini”. La pedofilia è la forma più distruttiva tra quelle delle compulsioni sessuali dopo l’esibizionismo, il voyeurismo, il masochismo o altre forme di sessualità promiscue o irrefrenabili.

La pedofilia viene definita dagli psicologi e dagli scienziati una vera e propria malattia.
L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) la include nell’elenco dei disturbi del comportamento sessuale. Secondo teorie ufficializzate da numerosi sessuologi, non si nasce pedofilo, ma si diventa. E’ una malattia che, statisticamente, insorge nell’adolescenza, periodo nel quale la persona cerca di definire la propria identità sessuale. Non ci sono elementi o studi che permettono di identificare le cause del disturbo, ne certezze scientifiche. Si tratta di una patologia di natura psichiatrica e al momento non si sono trovate alterazioni al livello cromosomico, ormonale o genetico, che identifichino il soggetto pedofilo. Pur essendo una malattia, la pedofilia non esclude la capacità di intendere e di volere, per cui non implica una deresponsabilizzazione penale. I pedofili sanno riconoscere un bambino più sensibile ai contatti umani e all’affetto. E’ tra questi che cade la scelta, perchè più facilmente avvicinabili e legabili a sè in un rapporto fra un adulto che usa strategie e un bambino che vede il mondo in maniera innocente. E il male è in questo: nell’usare e nel manipolare un “essere” cui manca la parità. Negli ultimi anni la pedofilia si è alimentata attraverso la rete, creando legami e connessioni fra pedofili di tutto il mondo che hanno potuto così identificarsi, allearsi e commerciare.
Se pensiamo ad un pedofilo, salta in mente la figura di un uomo di mezza età, ma in realtà questa figura è più varia.
Spesso si tratta di una persona che si rifugia dietro un’immagine di normalità e insospettabilità. Il disturbo si manifesta di solito dai sedici anni in avanti, può coprire tutte le fasce d’ età. Spesso si annida nella stessa vita familiare.
Già nelle società più antiche era presente questo “crimine” seppure in modi e situazioni diversi. Nell’antica Roma e in Grecia era costume avere rapporti tra uomo e fanciullo.
Alcuni pedofili addirittura esaltano il rapporto che creano col bambino, sostenendo il valore educativo e ricordando la “pedofilia pedagogica” diffusa in Grecia tra il maestro e l’allievo. Nell’epoca delle rivoluzioni esisteva in gran quantità il lavoro minorile e non mancavano gli abusi. Durante il Fascismo fenomeni di questo genere erano considerati disgustosi e chi li commetteva indegno di vivere e destinati alla fucilazione. Sono stati considerati due percorsi terapeutici: il primo è orientato a correggere il profilo ormonale, la cosiddetta “castrazione chimica” che riduce il testosterone e i suoi effetti; il secondo è orientato a curare il disturbo psichiatrico attraverso farmaci o psicoterapie. Attualmente queste cure non possono garantire una reale “guarigione” e sono soprattutto fonti di dibattiti accesi. (Il Tempo)
Sara Gazzillo

 

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