Insegnamo ai bambini a dire NO! Ve ne saranno grati per tutta la vita

dalpaesedeibalocchi

dicembre 13th, 2008 at 22:06

Operazione Real Life: Paderno del Grappa in carcere imprenditore che oltre al materiale pedopornografico era collezionista di bombe

                        

PADERNO DEL GRAPPA In carcere imprenditore coinvolto nell’indagine sul traffico di pornografia infantile Pedofilo e collezionista di bombe In casa oltre a video e immagini proibite conservava una vasta collezione di oggetti bellici.

Paderno del Grappa

Video inquietanti. Protagonisti bambini sempre più piccoli, merce preziosa del mercato pedo-pornografico. Una merce che si acquista on-line e si paga profumatamente. Anche cinque-seicento euro per un solo filmino. Ci sono degli appositi siti internet, basta accedere e con la propria carta di credito e fare il morboso acquisto. Tra i compratori gente per bene, almeno all’apparenza. Imprenditori, impiegati, uomini sposati e con figli, persino un religioso. Le forze di polizia di mezzo mondo ci stanno lavorando da cinque-sei mesi. Una cooperazione internazionale con Stati Uniti, Inghilterra, Francia, Interpol e paesi dell’ex-Unione sovietica che hanno lavorato fianco a fianco con il Compartimento di polizia postale e delle comunicazioni del Veneto guidato dal comandante Ciro Pellone. Non solo, è stata proprio la squadra di investigatori veneziana a studiare il software che ha permesso di risalire agli acquirenti attraverso l’utilizzo delle carte di credito on-line. Perché la grossa novità dell’indagine sta proprio nella modalità di approvvigionamento del materiale pedo-pornografico.

L’operazione, chiamata “Real Life”, ha portato a due arresti in flagranza di reato, a undici indagati e ad altrettante perquisizioni di abitazioni. Nella rete, di un’operazione che ha investito le città di Venezia, Treviso e Belluno in Veneto, ma anche Milano, Torino, Cuneo, Varese, Bologna, Roma e Napoli, sono finiti pure un giovane di Spinea e un 34enne di Paderno del Grappa. Il blitz, che si è concluso ieri mattina, ha visto impegnati cinquanta agenti della polizia di Stato delle dieci città coinvolte coordinati dal commissario Giuseppe Giliberti del Compartimento della polizia postale del Veneto.

Astuto, nella sua perversione, il 27enne residente a Spinea. Il giovane lavorava come portiere in un albergo di Mestre. E approfittava di questo suo impiego per recuperare i dati delle carte di credito dei clienti dell’albergo per poi utilizzarle in acquisti di filmini pedo-pornografici su internet. Un’operazione che avrebbe fatto, sempre con carte di credito altrui, almeno una quindicina di volte.

Tra gli arrestati, invece, Elio Piccolotto, 34 anni, sposato senza figli, imprenditore di Paderno del Grappa. Viveva con i genitori. Oltre al materiale pedo-pornografico, nella sua abitazione è stato trovato un vero e proprio arsenale. Armi di tutti i tipi, anche antiche, bombe, pistole, balestre e molto materiale esplosivo detenuto illegalmente. Oltre, ovvio, ad una copiosa quantità di materiale pedo-pornografico. E questo è quanto riguarda il fronte Veneto. Ma tra gli arrestati c’è anche un imprenditore di 32 anni di Milano, mentre tra gli indagati due uomini sposati con figli, alcuni single, due imprenditori uno nel marketing e l’altro nel settore alimentare e pure un pastore protestante. Alcuni di loro già con precedenti analoghi, in ogni caso tutte persone agiate, con una vita normale, una famiglia normale e un lavoro normale.

«Con questa indagine siamo andati al di là rispetto alle precedenti, proprio scavando tra coloro che fanno acquisti in internet – spiega il dottore Ciro Pellone – ci sono questi siti, che spesso spariscono nell’arco di poco tempo, dove gli utenti sottoscrivono un abbonamento e acquistano materiale pedo-pornografico usando la propria carta di credito e i propri dati personali. È stata un’investigazione complessa che ha visto la collaborazione dei maggiori istituti di credito nazionali ed internazionali, l’analisi di numerosi estratti conto con un software appositamente studiato e realizzato dai nostri investigatori veneziani».(Gazzettino online

Raffaella Ianuale

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