Insegnamo ai bambini a dire NO! Ve ne saranno grati per tutta la vita

dalpaesedeibalocchi

dicembre 4th, 2008 at 12:20

Operazione “Anime Bianche” a seguito delle segnalazione di Telefono Arcobaleno 5 arresti e 36 indagati in tutta Italia

Cinque arresti e altre 36 persone indagate: è il bilancio di un’operazione contro la pedofilia on line e il turismo sessuale eseguita in 14 regioni italiane dal nucleo investigativo telematico della Procura distrettuale di Siracusa. Il maggior numero di perquisizioni è stato compiuto in Emilia-Romagna. Fra gli arrestati anche uno specialista addetto alla gestione informatica della Procura distrettuale di Catania. L’inchiesta è partita da una segnalazione di Telefono arcobaleno. La Camera ha approvato l’istituzione della Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia.

 

Quarantuno perquisizioni sono state eseguite con la collaborazione di 150 appartenenti alle forze dell’ordine, tra carabinieri, guardia di finanza e polizia postale. L’inchiesta della Procura di Siracusa, avviata lo scorso anno dopo una segnalazione di Telefono arcobaleno, ha fatto luce su un vasto traffico di video pedofili la cui individuazione ha permesso di risalire a 41 italiani che diffondevano su Internet materiale illegale. Il reato ipotizzato è associazione per delinquere per la divulgazione di materiale pedopornografico. Gli indagati hanno un’età media di 45 anni e appartengono a tutte le categorie: operai, professionisti, militari, fotografi, impiegati statali, imprenditori e commercianti. Le regioni in cui sono state eseguite le perquisizioni sono: Emilia Romagna, Lazio, Veneto, Lombardia, Sicilia, Piemonte, Puglia, Campania, Calabria, Toscana, Umbria, Marche, Liguria e Abruzzo. L’inchiesta riguarda anche centinaia di residenti dell’Est Europa, e per questo investigatori di quei Paesi saranno a Siracusa nei prossimi giorni per un incontro con il procuratore capo, Ugo Rossi.EMILIA-ROMAGNA. L’Emilia-Romagna è la regione in cui è stato compiuto il maggior numero di perquisizioni nell’ambito dell’operazione “Anime bianche” coordinata dalla Procura di Siracusa. Decine di militari dei carabinieri e della guardia di finanza hanno controllato le abitazioni di indagati residenti nelle province di Modena, Parma, Reggio Emilia, Cesena e Ravenna. Sono incensurati e risiedono a Scandiano i due reggiani – un commerciante di 46 anni e un operaio di 33 – arrestati dai carabinieri del Nucleo investigativo. Durante le perquisizioni domiciliari i militari hanno sorpreso i due in flagranza di reato, mentre erano intenti a scaricare e condividere in rete video e foto a contenuto pedopornografico. A quel punto sono scattate le manette. I carabinieri hanno inoltre sequestrato una cinquantina di supporti informatici con centinaia tra immagini e filmati pedopornografici, due computer e numerose schede memoria e hard disk esterni, ora al vaglio degli specialisti informatici del Nucleo investigativo.

ARRESTATO INFORMATICO DELLA PROCURA. C’è anche uno specialista addetto alla gestione informatica della Procura distrettuale di Catania. E’ accusato di avere diffuso in rete oltre 800 video pedofili, alcuni dei quali sarebbero riconducibili a circuiti del turismo sessuale.

ALTRI ARRESTI. Materiale pedopornografico è stato trovato nella casa di un altro arrestato: un impiegato di 59 anni de L’Aquila. A Roma un pensionato di 60 anni è stato invece arrestato in flagranza di reato perché sorpreso a divulgare materiale pedopornografico.

VIDEO ABBIETTI. “Stupisce sempre il carattere particolarmente abbietto dei video che sono stati acquisiti dai computer di un numero così elevato di cittadini nei quali figurano bimbe in tenera età che sono costrette a subire coercizioni criminali fortemente degradanti e umilianti”. Lo afferma il procuratore capo di Siracusa, Ugo Rossi, commentando l’operazione “Anime bianche”. “Colpisce inoltre – aggiunge il magistrato – la furia criminale di migliaia di utenti che incessantemente bramano la richiesta di materiali pedofili e alimentano un turpe mercato che con migliaia di scambi di foto e video rinnova infinite volte gli abusi sessuali che quei bambini sono stati costretti a subire. Non stupisce invece l’ennesima conferma della stretta connessione esistente tra pedopornografia e turismo sessuale”. Il procuratore Rossi ringrazia “per la collaborazione l’associazione Telefono arcobaleno e il suo presidente Giovanni Arena che hanno sempre lavorato con ingegno, assoluta serietà d’intenti e con spirito di dedizione e di piena e completa collaborazione con le istituzioni”.

TELEFONO ARCOBALENO. Alle enunciazioni della Dichiarazione dei diritti umani, che ieri ha compiuto 60 anni, “occorre far seguire azioni concrete contro la pedopornografia, un triste mercato di bambini che ha le proporzioni di un vero e proprio dramma dell’umanità e che segue le logiche del mercato, come se l’infanzia fosse una merce da esporre o da scambiare”. Lo afferma Giovanni Arena, presidente dell’associazione Telefono arcobaleno dalla cui denuncia è stata avviata l’inchiesta “Anime Bianche” della Procura di Siracusa. “Telefono Arcobaleno in 12 anni di attività – osserva Arena – ha scoperto e segnalato alle polizie dei cinque continenti ben 200.000 siti internet a contenuto pedofilo, all’interno dei quali bambini di ogni età, senza nome e senza identità, sono privati di ogni diritto umano e della dignità”.

CAMERA. L’Aula della Camera ha approvato con voto unanime la legislativa nella commissione Affari costituzionali per la proposta di legge che istituisce la Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia. Il primo firmatario della proposta di legge è Luca Barbareschi del Pdl.

 

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