Cinque arresti e altre 36 persone indagate: è il bilancio di un’operazione contro la pedofilia on line e il turismo sessuale eseguita in 14 regioni italiane dal nucleo investigativo telematico della Procura distrettuale di Siracusa. Il maggior numero di perquisizioni è stato compiuto in Emilia-Romagna. Fra gli arrestati anche uno specialista addetto alla gestione informatica della Procura distrettuale di Catania. L’inchiesta è partita da una segnalazione di Telefono arcobaleno. La Camera ha approvato l’istituzione della Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia.
ARRESTATO INFORMATICO DELLA PROCURA. C’è anche uno specialista addetto alla gestione informatica della Procura distrettuale di Catania. E’ accusato di avere diffuso in rete oltre 800 video pedofili, alcuni dei quali sarebbero riconducibili a circuiti del turismo sessuale.
ALTRI ARRESTI. Materiale pedopornografico è stato trovato nella casa di un altro arrestato: un impiegato di 59 anni de L’Aquila. A Roma un pensionato di 60 anni è stato invece arrestato in flagranza di reato perché sorpreso a divulgare materiale pedopornografico.
VIDEO ABBIETTI. “Stupisce sempre il carattere particolarmente abbietto dei video che sono stati acquisiti dai computer di un numero così elevato di cittadini nei quali figurano bimbe in tenera età che sono costrette a subire coercizioni criminali fortemente degradanti e umilianti”. Lo afferma il procuratore capo di Siracusa, Ugo Rossi, commentando l’operazione “Anime bianche”. “Colpisce inoltre – aggiunge il magistrato – la furia criminale di migliaia di utenti che incessantemente bramano la richiesta di materiali pedofili e alimentano un turpe mercato che con migliaia di scambi di foto e video rinnova infinite volte gli abusi sessuali che quei bambini sono stati costretti a subire. Non stupisce invece l’ennesima conferma della stretta connessione esistente tra pedopornografia e turismo sessuale”. Il procuratore Rossi ringrazia “per la collaborazione l’associazione Telefono arcobaleno e il suo presidente Giovanni Arena che hanno sempre lavorato con ingegno, assoluta serietà d’intenti e con spirito di dedizione e di piena e completa collaborazione con le istituzioni”.
TELEFONO ARCOBALENO. Alle enunciazioni della Dichiarazione dei diritti umani, che ieri ha compiuto 60 anni, “occorre far seguire azioni concrete contro la pedopornografia, un triste mercato di bambini che ha le proporzioni di un vero e proprio dramma dell’umanità e che segue le logiche del mercato, come se l’infanzia fosse una merce da esporre o da scambiare”. Lo afferma Giovanni Arena, presidente dell’associazione Telefono arcobaleno dalla cui denuncia è stata avviata l’inchiesta “Anime Bianche” della Procura di Siracusa. “Telefono Arcobaleno in 12 anni di attività – osserva Arena – ha scoperto e segnalato alle polizie dei cinque continenti ben 200.000 siti internet a contenuto pedofilo, all’interno dei quali bambini di ogni età, senza nome e senza identità, sono privati di ogni diritto umano e della dignità”.




