Insegnamo ai bambini a dire NO! Ve ne saranno grati per tutta la vita

dalpaesedeibalocchi

novembre 30th, 2008 at 17:29

Rignano Flaminio, Cerasa e gli avvocati che diedero in pasto alla stampa i fascicoli degli abusi della Olga Rovere

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La notizia del 29 Novembre, (Il giornalista Claudio CERASA è imputato per pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale e divulgazione delle generalità di persone offese da atti di violenza sessuale )accende nuovamente i riflettori sul caso di Rignano Flaminio riguardante i presunti abusi avvenuti presso la scuola dell’infanzia Olga Rovere e nelle case degli indagati che ricordiamo sono: Gianfranco Scancarello, autore televisivo se non che marito di una delle maestre indagate, per l’appunto Patrizia del Meglio, Silvana Magalotti, allora coordinatrice della scuola dell’infanzia Olga Rovere, anche lei maestra. Marisa Pucci, maestra della stessa scuola dell’infanzia, Assunta Pisani, maestra di sostegno della stessa scuola, e Cristina Lunerti, bidella allora della medesima scuola. Kelum da Silva, il cingalese, che svolgeva lavoro presso il benzinaio di Rignano Flaminio.

  

Claudio Cerasa, per raccontare questa vicenda, scrisse il libro “HO VISTO L’UOMO NERO“, si basò anche sulle testimonianze delle maestre che come scritto dallo stesso lo invitarono a casa e davanti ad una tazza di caffè raccontarono la loro versione, screditando i bambini e le loro famiglie. Giova precisare che questi fatti furono denunciati dai genitori a seguito di atteggiamenti, giochi e racconti “ANOMALI” riscontrati sui loro bambini. Le denunce non furono inoltrate in modo tipico cioè: Tizio mi ha picchiata e io lo denuncio, oppure Gaia mi ha violentato.

In questo caso i genitori riportarono i racconti dei loro figli agli inquirenti, pertanto le indagini dell’ autorità COMPETENTI furono mirate ad identificare eventuali presunti colpevoli. L’esito di questi accertamenti portarono all’individuazione come presunti colpevoli le persone sopra citate.

Claudio cerasa nel suo libro, ha illustrato particolari ai quali non è stata prestata la dovuta attenzione:

 

                                           Tratto dal libro “HO VISTO L’UOMO NERO”

 

Pag.87,88,89,90,91,92,93,94

 

“Al terzo piano di una vecchia palazzina romana, di fronte al tavolo di legno dello studio di uno degli avvocati della difesa di Rignano Flaminio, sono seduti un avvocato, una giornalista de Il Messaggero, due giornalisti dell’ANSA e un quarto giornalista, probabilmente e Il Tempo. Sono tutti molto seri, non si presenta nessuno, hanno la faccia molto contratta. E’ roba tosta questa. Di fronte un vecchio monitor molto simile al fantastico PCS11(…..)ci sono 3 DVD…….Attorno al tavolo  sono seduti, non particolarmente composti i quattro giornalisti e uno degli assistenti dell’avvocato……..parte il video….l’avvocato spiega. A destra c’è una  bambina, al centro un divano, la mamma a riprende, il papà ha con se una bambolina e parla con la bimba. Rignano, domenica 16 luglio, 2006. Sono i video dei genitori….alto video, altri appunti.

L’avvocato non dice nulla, i quattro giornalisti continuano a scrivere, parlano un po’ tra di loro e chiedono di poter vedere tutto quello che c’è da vedere e sopratutto chiedono di poter vedere tutto ciò che Carlo Bonini aveva già visto qualche ora prima che arrivassero loro….

Non c’è nulla di illegale, gli avvocati ricevono gli atti, offrono un punto di vista, danno la loro versione dei fatti, i giornalisti chiedono di poterle consultare, gli avvocati li ricevono, i giornalisti fanno finta di averli trovati chissà come quel materiale, gli avvocati li fanno entrare in una stanza, mostrano i fogli, i ideo e le immagini….. 

Nei fogli formato A4 che compongono il panino a fascicoli, sono contenute intercettazioni, trascrizioni, verbali, perizie, rilevamenti, denunce, disegni, fotografie, piantine, e naturalmente sono presenti tutte”……inutile continuare ancora.

 

Io, non so voi, mi sono chiesto molte volte come avessero potuto i giornalisti possedere stralci di denunce, addirittura, i disegni pubblicati sui quotidiani, qualcuno era anche arrivato a dire che i genitori volessero farsi pubblicità…..adesso, forse possiamo avere una vaga idea da dove probabilmente questi atti (che erano a conoscenza le “sole parti”) venivano in modo informale, recapitati ai giornalisti.

 

Se solo avessero potuto, i fascicolo, i disegni, i racconti, i bambini di Rignano li avrebbero stretti a se, tanto i grandi non credono a loro, i bambini sono bugiardi, sono merce da scambio, sono giocatoli e come tali quando non funzionano più bene si gettano, per passare ad un nuovo giocattolo, costoso e magari con più prestazioni del precedente.

 

Lucignolo

 

 

 

 

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  • Anonimo
    19:08 on novembre 30th, 2008 1

    Di quale piano difensivo faccia parte questo modo di operare degli avvocati degli indagati è un mistero. Molte volte si è detto che i giornali avevano notizie per delle “fughe”, ma quali fughe, qui resta solo fuggire da questi tipi, bugiardi, e incantatori!  

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