BELMONTE – E’ stata fissata per martedì prossimo l’udienza presso il tribunale di Paola, innanzi al giudice per le indagini preliminari, Alfredo Cosenza, per l’affidamento dell’incarico – come richiesto dal
pubblico ministero Antonella Lauri – al perito Arrigo Palumbo, dell’Università della Calabria. Quest’ultimo, lo ricordiamo, dovrà procedere all’analisi di una videocassetta ceduta dal nuovo indagato, G.D.L. 30 anni di Belmonte Calabro, in data precedente e prossima al 4 febbraio 2008, a Mario Suriano, 48 anni di Belmonte Calabro, accusato di violenza sessuale su minori e detenzione di materiale pedopornografico (cd, libri, riviste, videocassette, dvd ed altro). Sul supporto magnetico, già visionato dall’autorità inquirente, sono riportate immagini di minori completamente nudi e rapporti sessuali tra i medesimi. Per tale motivo a G.D.L. è stato contestato il reato di divulgazione di materiale pedopornografico (art.600 ter. co. 4 cp, reato punito con la reclusione da uno a cinque anni). In una posizione diversa, ovvero più grave, si trova il “bidello-catechista” Mario Suriano che, in merito alle accuse di cui dovrà rispondere, ha già chiesto ed ottenuto, per il 21 gennaio, il rito abbreviato. Anche se, lo ricordiamo, sono ancora i corso accertamenti da parte dei carabinieri della stazione di Belmonte, con l’ausilio della Compagnia carabinieri di Paola, comandata dal capitano Marco Gagliardo, e da parte della polizia postale, per tutto ciò che interessa il web (filmati, foto, scambio di e-mail ed altro ancora). In tale contesto è facile ipotizzare, dunque, che la lista degli indagati potrebbe molto presto aumentare, soprattutto, in vista del fatto che la legge condanna oltre chi detiene materiale pedopornografico, anche chi lo divulga. La preoccupazione di tanti genitori di Belmonte Calabro (dove Suriano ha rivestito per cinque anni il ruolo di catechista ed ha condotto per anni il “Bar dello sport”, ubicato nei pressi del Municipio), e di Aiello Calabro (dove per due anni Suriano ha svolto l’attività di operatore scolastico presso le elementari “Perri Cantasio”), è che i propri figli, a loro insaputa, siano finiti in rete o, peggio ancora, siano stati vittima di abusi sessuali, in cambio di giocattoli o soldi.(Amantea Online)
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