Insegnamo ai bambini a dire NO! Ve ne saranno grati per tutta la vita

dalpaesedeibalocchi

novembre 13th, 2008 at 17:01

Pedofilia/Chiesa: Casal di Principe, Don Marco Cerullo sorpreso in macchina in atteggiamenti inequivocabili con 12enne. Il 19 Novembre udienza preliminare

IL 19 NOVEMBRE UDIENZA PRELIMINARE A CARICO DI DON MARCO CERULLO, DI SEGUITO LA STORIA PER CERCARE DI CAPIRE CHI E’ E COSA E’ SUCCESSO

 

Impegnato da anni nell’Azione Cattolica di Villa Literno, suo paese natale, l’aspirante sacerdote era entrato nel seminario vescovile di Aversa come semplice studente del ginnasio e poi del liceo classico. Poi, il corso di teologia nell’istituto ecclesiastico normanno, il diaconato e i voti.

Divenne viceparroco della chiesa del Santissimo Salvatore, a Casal di Principe, non chè insegnante di religione a Villa Literno, in una scuola del casertano. Il bambino in questione, si fidava di don Marco Cerullo, visto che era il suo insegnante, ed anche a Casal di Principe  era molto considerato e amato dai parrocchiani.  

 Secondo una prima ricostruzione dei fatti, martedì mattina Don Marco era uscito con alcuni alunni della scuola elementare. Servivano strumenti e colori per il progetto «Natale» organizzato dall’istituto comprensivo liternese.

Il gruppo, formato da docente e alunni al seguito, si è diretto alla scuola media, ma mancava qualcosa: la vernice per dipingere i lavori natalizi. Il sacerdote e l’alunno, di 12 anni, sono usciti a comprare i colori.

il parroco Cerullo, «approfittando del suo ruolo di sacerdote nonché di insegnante di religione», portò via il ragazzino senza alcun permesso dei genitori, dalla scuola media di Villa Literno.

Invece il DON, si appartò con il ragazzo, e fu sorpreso dai militari alla periferia di Casal di Principe a Grazzanise, in auto, un Alfa 175, con i sedili abbassati.

A insospettire la pattuglia era stato il volto terreo e gli occhi chiusi del bambino, seduto accanto al posto di guida apparentemente vuoto. Sembrava che il piccolo stesse svenendo, che stesse malissimo. È per questo che la pattuglia dei carabinieri si sono avvicinati e hanno visto che sul sedile anteriore c’era un uomo, disteso.

Il sacerdote don Marco Cerullo, mise bruscamente  in moto la mcchina, cercando di scappare, mettendo fine alla corsa dopo una paio di chilometri, schiantandosi contro una bocchetta dell’acqua.

Condotto in caserma dove, davanti al maresciallo che lo interrogava, sarebbe scoppiato a piangere e a singhiozzare. Il reato contestato era violenza sessuale con l’aggravante di abuso di una pubblica funzione. Il gip Raffaele Piccirillo del tribunale di Santa Maria Capua Vetere aveva convalidato l’arresto.

La prima telefonata che annunciava il fermo è arrivata alla segreteria della scuola elementare di Villa Literno, dove don Marco Cerullo insegna religione:

 
«Non si sono fatti male, ma dobbiamo trattenere il bambino in caserma per alcuni accertamenti»,

 hanno detto i militari al vicepreside.

 
«Il prete, invece, sta per essere ascoltato»,hanno aggiunto. Poco dopo, don Marco è finito in carcere con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di un minore e il ragazzino è stato consegnato alla zia, tutrice del bambino. Un’accusa pesante, quella contestata al giovane sacerdote.

COSì LA NOTIZIA CHE DIEDERO I GIORNALI IL 23 DICEMBRE 

 

 

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Il sacerdote era rinchiuso nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, il giovane viceparroco della chiesa di San Salvatore di Casal di Principe, arrestato dai carabinieri della locale compagnia per violenza sessuale nei confronti di un bambino di 12 anni.Ha trascorso tutte le festività natalizie in una cella di isolamento : la legge non scritta del carcere prevede pene durissime per coloro che abusano dei bambini. Ha pregato, scritto e pianto per tutto il tempo parlando solo con il suo difensore nelle rare visite in carcere. Dopo l’arresto aveva cercato di contattare la curia vescovile che, appena appresa la notizia, lo aveva sollevato da qualsiasi incarico o funzione con una formale sospensione. Intanto resta ancora in silenzio la chiesa normanna, nonostante dal Vaticano siano giunte le scuse per le vittime di abusi sessuali commessi da uomini di Chiesa. 

(Il Mattino 9 gennaio 2008)

A distanza di venti giorni, il tribunale del riesame di Napoli ha disposto che don Marco Cerullo il sacerdote accusato di abusi sessuali nei confronti di un alunno di dodici anni sia affidato a una comunità. Da ventiquattr’ore circa, dunque, l’insegnante di religione della scuola di Villa Literno ha lasciato la sua cella di isolamento nel carcere di Santa Maria Capua Vetere per raggiungere una casa famiglia. 

Una comunità per don Marco Cerullo. Il tribunale del riesame di Napoli, lunedì mattina, su istanza presentata dall’avvocato Carmine Ucciero, ha disposto che il sacerdote accusato di abusi sessuali nei confronti di un alunno di dodici anni sia affidato ad un monastero in una località segreta per il recupero e il reinserimento.La notizia è trapelata ieri, ma viene mantenuta riservata forse per timore di qualche ritorsione. 

È probabile che nemmeno la curia sia a conoscenza della casa alla quale è stato affidato il giovane sacerdote. Si cerca di mantenere il più stretto riserbo sul nome della comunità di recupero per paura di vendette nei confronti del sacerdote. L’avvocato difensore Carmine Ucciero aveva presentato istanza poco prima del 31 dicembre scorso, mentre la famiglia del minore, presunta vittima degli abusi, si era affidata a tre legali, due civilisti ed un penalista, per querelare don Marco.  

 

LA FAMIGLIA CHIEDE I DANNI AL SACERDOTE

 gennaio 2008


Una querela era già pronta e veniva consegnata in Procura  dal legale che rappresenta la famiglia della presunta vittima degli abusi sessuali di don Marco Cerullo. L’avvocato Costantino Puocci non smise di studiare il caso nelle trascorse feste natalizie. La querela si basa sul fatto che il parroco Cerullo, «approfittando del suo ruolo di sacerdote nonché di insegnante di religione», portò via il ragazzino senza alcun permesso dei genitori, dalla scuola media di Villa Literno «per
condurlo, con u raggiro, in una zona periferica della città per poi costringerlo a subire abusi di tipo sessuale». La famiglia si costituirà parte civile per il risarcimento di tutti i danni morali e materiali. (Il Mattino)

                                    

LE INDAGINI

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A Villa Literno, intanto, si sono mossi gli assistenti sociali della scuola. Si apprende da fonti non ufficiali che delle particolari attenzioni dell’insegnante di religione sono state rivolte in passato, probabilmente, anche ad altri alunni. Proseguono gli accertamenti da parte dei carabinieri per chiarire appieno i contorni delle vicenda ma anche per verificare se il sacerdote, in altre occasioni, si era reso responsabile di vicende analoghe a quella per la quale è stato arrestato e che, magari, non siano state denunciate. La vicenda che tanto scalpore ha fatto in zona sembra tutt’altro che conclusa.

febbraio 2008   

Dopo quasi due mesi dal suo arresto il pm della procura di Santa Maria Capua Vetere Antonio Ricci sta per avanzare la richiesta di incidente probatorio. Non potrebbe fare altrimenti. È previsto infatti che per i delitti sessuali o a sfondo sessuale il pubblico ministero o la persona sottoposta alle indagini debbano chiedere che si proceda con incidente probatorio all’assunzione della testimonianza di persona minorenne. Il legale della famiglia dell’alunno, Costantino Puocci, aveva avanzato l’istanza il 24 dicembre del 2007, ma il pm ha ritenuto opportuno valutare prima lo stato psicologico della vittima. Un passo prudente e graduale prima di acquisire tutte le prove di una triste e spiacevole verità. Diversa la posizione dell’avvocato Carmine Ucciero, legale di don Marco che non ha escluso che dopo aver ricevuto gli atti inviati al Riesame possa chiedere il rito abbreviato. Ciò comporterebbe l’ammissione di colpa di don Marco che davanti ai carabinieri che lo avevano colto in flagranza di reato il 19 dicembre scorso.

Aveva ammesso l’abuso scoppiando in lacrime, ma ascoltato dal gip aveva ritratto dicendo che il suo «era solo un abbraccio affettuoso». Quegli abbracci, altri abbracci di don Marco ad altri alunni o ragazzi della parrocchia, i militari di Casal Di Principe hanno smesso di cercarli. Le perquisizioni in chiesa e in alloggio hanno dato esito negativo e con esso sono svanite anche le speranze che ulteriori denunce potessero giungere in caserma.

In caso di rito abbreviato l’ex viceparroco potrebbe ottenere lo sconto della pena di un terzo, pena che va da un minimo di sei ad un massimo di dodici anni di reclusione; con le attenuanti generiche prevalenti il minimo potrebbe scendere a cinque anni. Anni durante i quali don Marco potrebbe anche non vedere mai le grate del carcere. Il fascicolo degli atti, con il rito abbreviato, potrebbe passare nelle mani di Francesco Chiaromonte.

In caso di rito abbreviato l’ex viceparroco potrebbe ottenere lo sconto della pena di un terzo, pena che va da un minimo di sei ad un massimo di dodici anni di reclusione; con le attenuanti generiche prevalenti il minimo potrebbe scendere a cinque anni. Anni durante i quali don Marco potrebbe anche non vedere mai le grate del carcere. Il fascicolo degli atti, con il rito abbreviato, potrebbe passare nelle mani di Francesco Chiaromonte. (Il Mattino)

APRILE 2008 FISSATA LA DATA PER INCIDENTE PROBATORIO

E’ stata fissata per il 22 di aprile davanti al gip Stefania Amodeo del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. La richiesta del pm Antonio Ricci di procedere alla nuova testimonianza del bambino è stata accolta perché «ricorre l’esigenza di acquisire con immediatezza il contributo probatorio», recita l’ordinanza «onde scongiurare il pericolo che il minore possa rimuovere dalla memoria il ricordo di episodi traumatici o subire condizionamenti volti ad impedire la deposizione dibattimentale o ad attentare alla sua genuinità».

Chiara e scandita da un rito preciso la dinamica dell’incidente probatorio: tutte le fasi dell’udienza verranno, infatti, riprese da una telecamera. Il filmato verrà poi depositato per essere utilizzato nel processo. In una stanza entrerà il bambino che sarà esortato a ricordare i momenti terribili dell’abuso consumato il 19 dicembre in aperta campagna sul sedile dell’auto del suo insegnante di religione. Lo farà con l’aiuto di una psicologa. Don Marco, quel giorno, lascerà la comunità di recupero e reinserimento in provincia di Frosinone a cui il tribunale del riesame di Napoli, lo scorso gennaio, lo aveva affidato disponendone la scarcerazione. Assisterà a tutte le fasi dell’esame in una stanza attigua in compagnia del suo legale, Carmine Ucciero e degli avvocati del minorenne: Sergio Cavaliere, Costantino Puocci e Agostino D’Alterio. La famiglia del bambino ha già fatto sapere che si costituirà parte civile per il risarcimento di tutti i danni morali e materiali.

IL RAGAZZINO CONFERMA LE ACCUSE, MA DON MARCO CERULLO NON SI PRESENTA IN AULA

Il piccolo ha raccontato la sua esperienza, affinché le sue parole entrassero formalmente negli atti processuali, ha anche confermato che quel giorno non fu la prima volta, aggiungendo così altri ripugnanti particolari alla vicenda

Per il pm avrebbe abusato del ragazzo con la scusa di una passeggiata all’esterno della scuola 

 

DON MARCO VERSO IL RITO ABBREVIATO

 

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È stata fissata per il diciannove dicembre l’udienza preliminare nella quale il gup del tribunale di Santa Maria Capua Vetere deciderà se ci sono sufficienti e idonei elementi di prova per sostenere in dibattimento l’accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di don Marco Cerullo

La diocesi di Aversa non ha mai commentato le accuse di pedofilia rivolte al giovane sacerdote colto in flagrante dai carabinieri. Alcune indiscrezioni fanno trapelare, ora, che don Marco non ha mai chiesto scusa alla famiglia del suo alunno, né è mai tornato a Casal Di Principe per prendere le sue cose dalla sua stanza in parrocchia. Dalle confessioni del ragazzo sarebbe emerso che le attenzioni dell’insegnante di religione erano rivolte non solo a lui, ma anche ad altri alunni che, però, non hanno mai denunciato l’accaduto. Non solo. In sede di incidente probatorio è emerso che con il pretesto di una pizza o di una visita al seminario vescovile di Aversa o in una festa di compleanno, il sacerdote avrebbe cercato di adescare l’alunno facendolo sentire privilegiato.

Don Marco venne arrestato, ma uscì di prigione venti giorni dopo. Da allora il ragazzo ha intrapreso una terapia ed è stato aiutato dalla famiglia a superare il trauma.(Il Mattino)

 

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5
  • stefania
    17:17 on novembre 23rd, 2008 1

    Novembre 14, 2008 a 12:44 am
    Il fatto stesso che non abbia avuto nei confronti della sua vittima, nè tantomeno dei suoi familiari, alcun segno di scusa o richiesta di perdono sottolinea il livello di consapevolezza di questo giovane prete: pressocchè nulla. Che atteggiamento assume la chiesa? Lo chiedo quale cattolica.  Rispondi

  • Lucignolo
    17:18 on novembre 23rd, 2008 2

    Novembre 14, 2008 a 11:36 am
    I pedofili non provano senso di colpa, per loro ciò che fanno agli angeli è frutto dell’amore che è la cosa che madre natura ci ha dato, ed è giusto manifestarla, anche se si prova nei confronti di una creatura, siamo noi, (per loro) i repressi che non diamo libero sfogo a quelli che sono naturali impulsi sessuali. Invece DEVONO ammettere che loro sono malati, di una malattia che non è curabile, perchè un pedofilo, non fa sesso necessariamente con l’attributo….ma gli possono bastare anche solo le carezze, o il solo guardare.
    I preti, ancora peggio, vivono nella castità, che è contro natura, quindi, oltre che ha questi sfoghi sessuali, si coprono anche a vicenda….non so cosa è più grave tra le due cose!!!!!!!
    Quale cura proporreste voi? NON CI ANDATE PESANTI, RICORDATE CHE SIETE SU UN BLOG………

    Lucignolo  Rispondi

  • mrsgahan
    17:19 on novembre 23rd, 2008 3

    Novembre 14, 2008 a 3:14 pm
    meno male che in galera pagano pegno…….. grazie.  Rispondi

  • Anonimo
    17:20 on novembre 23rd, 2008 4

    Novembre 19, 2008 a 5:40 pm
    Spero per lui che chieda si dichiari colpevole, almeno si distinguerà come un pedofilo che ammette di essere un essere ignobile. Ma perchè non si sfogano con le donne?(consenzienti si intende)Non possono, il piacere sta anche nel i possedere il “fanciullo”, in tutti i sensi, da quello fisico a quello mentale, si devono sentire PADRONI. La realtà è che sono l’ombra di un uomo, loro sono l’ombra del diavolo, e mi stupisco quando si chiede se il diavolo esiste e questo chi è?  Rispondi

  • Anonimo
    17:20 on novembre 23rd, 2008 5

    Novembre 19, 2008 a 5:51 pm
    Ricordiamoci che Don Marco Cerullo, faceva parte della lunga lista delle persone amate e rispettate, tanto la sua condotta vitae e cattolica erano inestimabili,adorato, e invece? Come la stragrande maggioranza dei pedofili bravi, belli, buoni, affidabili, come chi difende anche l’altro prete, che per fatalità sempre Marco si chiama Baresi, riflettete, sostenitori e sostenitrici, non fatevi buttare il fumo negli occhi.  Rispondi

 

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