Insegnamo ai bambini a dire NO! Ve ne saranno grati per tutta la vita

dalpaesedeibalocchi

ottobre 1st, 2008 at 14:36

Io non vi abbandono

Ha  paura il parroco di fare considerazioni, paura di violare il segreto istruttorio, ma perché, forse lei sapeva quello che era e è tuttora segregato?
Sa perché tutti volevano parlare, perché a che se ne dica, c’era tanta rabbia, no mania di protagonismi, ma rabbia. Ma come è possibile dimenticarlo, il parroco di Rignano Flaminio, Don Henry?
E’ il parroco che per affetto che nutriva nei confronti di qualche catechista poi maestra indagata, haperso l’obbiettività. E proprio Don Henry che in una delle prime omelie che fece proprio agli albori di questo caso che nella messa, per pregare Dio, tuonò con queste paole
“”Sono giorni tristi ma qualcuno proprio in questi giorni sta cercando di farsi pubblicità “ e ancora” Noi sacerdoti siamo sempre presenti nei momenti di sofferenza della comunità. Il pastore non abbandona mai il suo gregge”. “Voi sapete –ha aggiunto – che io sono stato sempre presente, non ho mai fatto un giorno di vacanza. Sono stato qua per tranquillizzare e dare conforto alla comunità” …… “in questi giorni tristi stanno cercando di farsi pubblicità. “Tutti –ha detto – vogliono parlare, anche a rischio di violare il segreto professionale o istruttorio. professionale o istruttorio. Rischio che io non voglio correre “ e conclude alla messa delle 9:30 dicendo “”Stiamo vivendo giorni di grande tristezza – aveva detto – perchè alcune pecorelle smarrite potrebbero aver portato fuori dal gregge altre pecorelle. Ma noi preti siamo come i carabinieri, faremo tutto il possibile per riportare tutte le nostre pecorelle nel gregge.”
(http://unionesarda.ilsole24ore.com/DettaglioUltimora/?contentId=6925)

Sicuramente erano giorni tristi, ma mai una parola per confortare quelle famiglie che anche vivevano anche loro una tragedia.
Anzi, sono state sbeffeggiate, additate come le pecorelle che cercavano di fuorviare la altre pecorelle. E poi lo abbiamo capito che lei Don Heny aspirava a diventare carabiniere, anche con la fiaccolata davanti alle carcere di Rebibbia ha saputo dare il meglio di se. Aveva chiesa nella casa del Signore dove tutti sono uguali, e invece il bravo parroco cosa ha pensato di fare? Tenere unita la comunità? No, mettere i puntini sulle i, proprio nel giorno, ricordiamolo perché è significativo, in un giorno dedicato ai bambini, visto che si celebravano le comunioni proprio quella mattina.

E proprio per la sua buona condotta….ecco qui che il parroco di Rignano Don Henry annuncia il suo ritiro da questa chiesa che ha presieduto per 9 anni. Dal volantino che è stato distribuito dai fedeli in chiesa qui riporto:

Sono trascorsi i 9 anni del mio incarico di parroco a Rignano; riguardando dietro quanti incontri tra noi e con il Signore, in paese e fuori, abbiamo vissuto, con un frutto che rimarrà per sempre. I miei coetanei che si sono sposati hanno ora i figli grandi e li devono lasciare andare per la loro strada, facendoli camminare con le loro gambe: è questo che sta succedendo ora a me. Vorrei tenervi ancora sotto la mia (abbondante) ala protettrice, ma invece penso che sia arrivato il tempo di far vedere quello che vi ho insegnato, portando ora avanti voi quello che vi ho mostrato è bello e buono.

Ho corso tanto di giorno e di notte, sento ora il bisogno di fermarmi un po’ per riprendere gli studi universitari ma soprattutto per approfondire quei rapporti che ho liquidato troppo in fretta per mancanza di tempo. Per sostituire me verranno due sacerdoti e tre futuri sacerdoti:
sarà una ricchezza per Rignano, specie per i bambini e i giovani.
Non vi abbandono, vi accompagnerò col mio affetto e chi vorrà potrà facilmente contattarmi. Ho sempre agito per il bene della comunità di Rignano. Chiedo scusa se ci si aspettava da me qualcosa d’altro; grazie a chi ha voluto collaborare con me e con la parrocchia ma soprattutto grazie a Dio che ci a dato di condividere un tratto di strada.

Sempre vostro don Henry

Il parroco afferma che è stata una sua decisione lasciare la parrocchia di Rignano, strano però che qualche tempo prima ci fossero le sue fedeli/sostenitrici che in una raccolta di firme, fermando anche la gente per strada o andando a bussare porta per porta, chiedessero firme per far rimanere don Henry in quella parrocchia. Che non sia stato sollevato dall’incarico?

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3
  • Anonimo
    14:41 on novembre 21st, 2008 1

    INSOMMA CONCLUDEREI QUESTE MIE OSSERVAZIONI CON “LA VERITA’ FA PAURA”.  

    Rispondi

  • Anonimo
    14:42 on novembre 21st, 2008 2

    Mi chiedo come mai Don Henry e sopratutto i due blogs “difensori” degli indagati di Rignano Flaminio non si sono preoccupati si spendere due parole sul benzinaio e sulla bidella anch’essi accusati dei medesimi reati in associazione con le maestre ed il marito di una di esse?

    Sono stati tracciati profili psicologici delle insegnanti, descritte le loro abitudini di vita, definite persone dalla moralità integra. Per questo benzinaio immigrato invece neanche una parola. Forse non ha l’appoggio di Don Henry, perchè non frequenta la chiesa, forse non si è potuto permettere gli avvocati ed i periti delle maestre, non ha parenti in quel paese disponibili ad innescare la guerriglia urbana…
    Ho sentito solo un riferimento a questa persona, durante l’intervista di Matrix a Marisa Pucci, le esatte parole pronunciate dall’indagata sono state: “E che c’entro io con questo benzinaio” ma più delle parole sarebbe stato utile osservarne l’espressione. Come a dire “prendo le distanze da un benzinaio cingalese”.
    Tutto fa pensare a una difesa “interessata” non alla difesa contro la falsa accusa.  

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  • Anonimo
    14:42 on novembre 21st, 2008 3

    Evidentemente sia la bidella che il benzinaio non corrispondono ai paramentri imposti dal contesto sociale di Rignano Flaminio. Entrambi non frequentavano la chiesa, quindi non erano considerati “paesani rispettabili”.
    Non avevano una bella casa e una bella macchina, valori che in quel tessuto sociale hanno un particolare significato.

    La bidella aveva dei tatuaggi e nell’abbigliamento era un po’ eccentrica.
    Il benzinaio cingalese, come altri immigrati veniva considerato paesano di serie z, unoche vive ai margini di quella società o che è accolto per pietà.
    Insomma queste due persone non sono considerati degni della difesa mediatica, e nemmeno di quella di Don Henry che ha organizzato una bella fiaccolata SOLO per le sue catechiste.  

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